l’enfasi dell’imbecille

dunque è così, lo spirito di adattamento che è in noi umani alla ricerca di celebrità supera quello proverbiale dei ratti.

accade, infatti, che da quando giornali e televisioni e maestri di scrittura creativa e blogger di fama ripetono la stessa solfa, ossia che nessuno legge più e tutti scrivono, che non se ne può più e che basta, che l’egocentrismo ha superato gli argini e che l’ipertrofia dell’ego è una malattia incurabile, la prima cosa che leggo entrando su un blog è l’elenco puntuale di tutti i romanzi letti dal neo scrittore a partire dalle elementari. ci si adatta. e si satura anche la conoscenza.

che poi la storiella che segue la bio e il suddetto indice sia piena zeppa di errori, a cominciare dal titolo con un bel “sì” affermativo senza accento, poco importa. lo scrittore è ormai al sicuro. l’aver messo in lista le proprie conoscenze lo terrà lontano dal ludibrio di certi vecchi moralisti che credono ancora alla necessità degli accenti. saccenti, arroganti.

oggi, più che la forma, una buona e sostanziosa forma che ci faccia godere al meglio del contenuto sicuramente originale e che ci emozioni per certe trovate, vale la “verità”, vale l’emozione dichiarata che dietro tre parole sgrammaticate cela un cuore grande. perché non importa più cosa scrivi e come lo fai, per l’ignorante conta soltanto il cuore, che più è puro più sbaglia, che più è vero più emoziona. vale il buonismo a tutti i costi.

mia nonna la chiamava l’enfasi dell’imbecille. o forse era mia zia, o un mio cinico maestro di recitazione, ed è quella che arriva potente a Capodanno, che fa coppia con la scaramanzia e con l’assurda idea che basta la volontà a cambiare le cose.

7 pensieri su “l’enfasi dell’imbecille

  1. quante verità! purtroppo..
    un tempo lasciavo liberamente scorrazzare la mia toscanaggine e al primo congiuntivo sbagliato cominciavo a gridare capra ignorante al mio interlocutore. poi ho scoperto che non va bene, i toscani sono simpatici ma quando ti correggono la pronuncia diventano antipatici boriosi. e così rimango in silenzio con quel brivido, come avere una grattugia nell’orecchio. mi limito a inveire verso il televisore quando l’ennesimo giornalista o politico toppa la consecutio temporum..

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  2. Leggendo le tue invettive sono contento di non saper scrivere e di non fare lo scrittore visto che con te in giro verrei fustigato a più non posso! Però…ecco…vista la mia poca memoria di sicuro non potrei citare i libri letti(che poi, al di fuori di quelli che davvero mi hanno segnato molti sono proprio stati “rimossi”) però potrei citarti Topolino, Diabolik e Tex e alcuni LeOre di quando ero molto minorenne!:-D

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    • 😀 però io non mi metto a correggere in modo specifico. come vedi me ne sto buona nel mio blog. commento ciò che leggo… ognuno poi ripassi con il correttore di word. ci vuole così poco a scrivere senza errori, basta un tantino di umiltà.

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      • Non so gli altri ma io in genere scrivo di getto, senza darmi troppa pena di rileggere vuoi per pigrizia e vuoi perchè non mi prendo troppo sul serio. Però qualche volta mi capita di rileggere a distanza di tempo cose mie che nemmeno ricordo più e…e trovo certi orrori che mi fanno sentire mooooolto umile! 😀

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      • sai cosa, te lo dico da lettrice, gli errori non invogliano a leggere. tutto qui. non è una questione di snobismo o cosa, è che un refuso ci sta, anche due, ma gli errori reiterati mi portano a smettere la lettura.è semplice. un consiglio: scrivi di getto ma su un foglio di word, correggi in automatico e via. anche se il correttore di word è quello che è almeno eviterai l’evitabile. credimi, è meglio. anche se scrivi solo per te stesso. che poi, se uno scrive su un blog, anche senza velleità, come minimo desidera di essere letto.

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      • In alternativa basta usare un generatore automatico di post!Un pò come deve aver fatto Calderoli quando si è presentato con tutti quegli emendamenti!:-D

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