E’ il tempo giusto

E’ il tempo giusto per passare la mattinata al bar affollato del lido facendo finta di star male dietro gli occhiali da sole. Per ieri sera, quando hai finto di ubriacarti perché lui fingeva di fare il filo a un’altra. Tra l’altro bionda.

E’ il tempo giusto per indossare il bikini sgambato che lui non noterà mai preso com’è a inviare Direct Message a “ladosempremanonqua”.
Pazienza.
Basterà una “selfie” perché gli arrivi la botta di gelosia e orgoglio.
Basta sempre una “selfie” per sentirsi meno falliti, inutili e indebitati.

Questo è il tempo di costruire piste sulla sabbia per farci correre biglie colorate, all’ombra della pineta che sa di resina e baci impacciati. E’ il tempo per leggere topolino senza dover correre a fare i compiti.

E’ il tempo giusto per restare incantata a guardare l’umanità che chatta, posta e tagga. E domandarmi che cosa ci facciano qui anziché guardare il mare direttamente dal monitor di casa.

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Malibu Vs Belluno

sono giorni e giorni che penso a Catia, italiana scolarizzata e matura che non soltanto non prova dispiacere per la distruzione della villa a Malibu dell’attore Gerard Butler, ma si fa forte dell’unanime coro di meschini che, anzi, sembra gioire per le disgrazie del ricco attore: muove meno compassione di un povero bellunese, controbatte la bionda razzista, affermazione che di per sé mi pare già un ossimoro.

comunque è un attore eh, non un petroliere. e anche se fosse milionario? quale colpa capitale nell’aver raggiunto una certa sicurezza economica? non ci sono forse ricordi in quella casa a Malibu, foto di famiglia, lettere? no, per il buzzurro 2.0 ormai basta avere qualche spicciolo da parte per diventare ricco e quindi disonesto e cattivo. un insopportabile razzismo al contrario praticato anche da cattolici che sulla mia pagina FB commentano nella medesima maniera: se devo piangere piango per il povero.

ho diretto per alcuni anni l’Università della Musica di Roma, la prima scuola di musica moderna in Italia da cui sono usciti tanti (quasi tutti) tra i più attivi musicisti di questi ultimi anni. molti di loro hanno potuto affrontare l’intera spesa dei corsi quadriennali grazie alle Borse di Studio che io rilasciavo, senza alcun contributo esterno, dopo un attento esame con commissione. 170 mila euro in pochi anni. da direttrice mi sono trovata spesso davanti a un dilemma: tra due musicisti ugualmente talentuosi chi premiare? il povero o il ricco? ecco, tra due pari merito ho sempre scelto di premiare entrambi. perché è ugualmente ingiusto penalizzare un ragazzo con più mezzi ma ugualmente studioso e sensibile. il merito è merito. sempre.

e voi siete dei poveri, sì, poveri d’animo certamente, perché il dolore è dolore, per chiunque. e perché la nostra compassione, in tutti i modi, non dovrebbe fare distinzioni e dovrebbe essere così abbondante da bastare a tutti.

qui Conversazioni Sentimentali in metropolitana (Castelvecchi 2017)

qui lo scandaloso Pioggia Dorata (GiaZira 2015, cui domandare anche Justine 2.0, INK Edizioni)

è in libreria “La casa delle bambole“, contenuta in  questa nuova PAUROSISSIMA Antologia 80144 Edizioni

 

 

Lupus in vita

ieri Matteo, mio lettore fedelissimo anche in libreria, ha fatto le pulci a questo mio post sulle favole senza lupi, sostenendo che, forse, con l’orrenda cartolina e la frase in questione, la povera Sabrina intendesse pubblicizzare altro genere di amore, quello estremo di cui ci hanno ampiamente annoiato le migliaia di romanzetti sul genere con fortunate e belle protagoniste il cui Master non è soltanto capace, ma anche fichissimo e miliardario.

ecco, caro Matteo, intanto chi fa sul serio quella roba lì non ha bisogno di pubblicizzarsi, e sicuramente non sarà su FB o Twitter che Sabrina troverà il suo Master ideale: i pochi esperti sono così ricercati che devono piuttosto mimetizzarsi ai plotoni di signorine in cerca di sculacciate. e poi, caro amico,  il sadomaso non è manipolazione relazionale, non è quindi violenza psicologica, perché bisogna essere in 2 e ben lucidi per fare certe cose pericolose; sesso estremo non è maschio alpha violento e minchione, magari pure alcolista (il maschio alpha non è mai violento proprio perché maschio) con frustrazione congenita che picchia la femmina sottomessa con problema edipico alla ricerca del papà autoritario. anzi. la relazione estrema è estrema soltanto entro certi confini, quelli decisi di comune accordo, per il resto si naviga in acque di totale parità. si chiama sesso estremo consensuale, non si chiama ragazza in cerca di tavola da stiro e di marito che se la scopa a sangue.

il S/M non è dolore inflitto per il piacere di uno soltanto, ossia di chi infligge la pena, non è punizione sessista, non è UOMO SOPRA E DONNA SOTTO perché spessissimo sono le donne a stare sopra gli uomini, è semplicemente, e non saprei come altro spiegarlo: dolore che è piacere. non ci sono Lupi, ci sono soltanto Maestri che intendono insegnare a recalcitranti o obbedienti personcine curiose, la via del piacere più sottile e duraturo.

qui Conversazioni Sentimentali in metropolitana (Castelvecchi 2017)

qui lo scandaloso Pioggia Dorata (GiaZira 2015, cui domandare anche Justine 2.0, INK Edizioni)

il 2 novembre, invece, potrete leggermi in anteprima su questa nuova PAUROSISSIMA Antologia.

lupus in fabula

a poco più di una settimana dall’uccisione di Desirée, morta, lo ricordo, per le percosse ricevute durante gli stupri, perché i suoi aguzzini erano più d’uno, leggo su twitter minchiate come questa: è proprio quello che ti sbrana che ti fa sentire viva, ecco perché non esiste una favola senza lupo. la foto/cartolina postata dalla giovane Sabrina, ritrae due bei ragazzi in acqua, lei ovviamente con tette rifatte e al vento, lui, tatuato da minchione tatuato, la prede da dietro per baciarla, ma è tanto più che un bacio: è ti spezzo il collo, è sei mia, è dove vai.

ma d’altra parte lo si capisce dalle preferenze accordate a Ruspa, e non so perché continuiamo a insistere, noi cretine, con questa storia dell’autonomia lavorativa e intellettuale, quando la cosa che la maggioranza vuole, è il ritorno al maschio padrone che in tavola va servito per primo, del lupo, del mostro, di quello che ci toglie dall’impaccio di dover decidere qualcosa dicendo: sta zitta da brava che i pantaloni in casa li porto io. come succedeva negli anni ’60, che le donne si schermivano davanti al giornalista, confessando che al referendum avrebbero votato quello che dice LUI.

vorrei tanto dire a Sabrina che trovarsi a tu per tu con il lupo non è mai un’esperienza d’amore e che la letteratura è piena di favole senza lupi. che senza arrivare alla pedagogia più moderna c’è la Principessa sul pisello, per esempio, Cappuccetto rosso, Biancaneve, Cenerentola, La bella addormentata, Hansel e Gretel.

qui Conversazioni Sentimentali in metropolitana (Castelvecchi 2017)

qui lo scandaloso Pioggia Dorata (GiaZira 2015, cui domandare anche Justine 2.0, INK Edizioni)

il 2 novembre, invece, potrete leggermi in anteprima su questa nuova PAUROSISSIMA Antologia.

 

metodo Montessori

nel mio lavoro di approfondimento storico per  Proibito ’50, antologia di 9 racconti sulle parafilie nel dopoguerra (in uscita non so ancora per chi e se o quando), mi sono imbattuta nella Professoressa in medicina e pedagogia Maria Montessori e nei suoi rapporti con  il fascismo.

inizialmente, Maria Montessori e Mussolini andarono perfettamente d’accordo. il Metodo era particolarmente apprezzato all’estero, e si sa quanto “testina secca” fosse in definitiva un provinciale con la genialità del grande comunicatore, ecco perché lo sviluppo dell’Opera Montessori ebbe una forte spinta. viceversa, la maggior parte delle biografie ci raccontano di una fuga di Maria all’estero, a causa dei rapporti tesi con il regime, e di un suo ritorno dopo la Liberazione. ma la storia, i diversi documenti ora resi consultabili da chiunque anche presso l’archivio dell’Istituto Luce, ci mostra altro, ossia un Mussolini particolarmente affascinato da quel Metodo che consentiva ai bambini di 3 anni di imparare a leggere, una crescita auspicata per i giovani Balilla dell’Italia analfabeta, e di un partito tutto a favore della nuova scuola, grazie anche alle intercessioni del figlio legittimo di Maria e sebbene il Metodo avesse come fulcro pedagogico la libera scelta del bambino.

la loro cooperazione portò alla trasformazione dell’Opera Montessori in Istituto morale, e fu uno dei primi regali che il Duce fece alla pedagoga ormai famosa in tutta Europa, contemporaneamente, furono fondate scuole di formazione al metodo per i docenti e diverse Case per bambini, come sul Lungotevere di Testaccio e in via dei Marsi a San Lorenzo. i problemi iniziarono nel ’35, quando la politica di Benito si fece colonialista, quando la “possibilità di scelta” di un bambino non era più presa in considerazione e la propaganda politica era tutta volta all’esaltazione dell’italiano ariano eroe di guerra. Fu, infatti, Giuliana Segre, una delle assistenti della Montessori a dare il primo colpo di grazia a un sodalizio difficile ormai di portare avanti.

qui Conversazioni Sentimentali in metropolitana (Castelvecchi 2017)

qui lo scandaloso Pioggia Dorata (GiaZira 2015, cui domandare anche Justine 2.0, INK Edizioni)

il 2 novembre, invece, potrete leggermi in anteprima su questa nuova PAUROSISSIMA Antologia.

Vasco Pratolini

Quindi, tra quelli che la pensano come te, guarda chi ne sa più di te, pesalo, fatti capire e poi vagli dietro, vai bene“. così scrive Vasco Pratolini raccontandoci il pensiero di vita di Metello, protagonista dell’omonimo romanzo, che è socialista, sì, che combatte per i diritti dei lavoratori, certo, ma che non vuole finire in Arno come suo padre.

oggi siamo ridotti a non conoscere più il prezzo delle cose, quasi fosse così irrisorio da essere ininfluente, quindi non conosciamo più nemmeno il nostro prezzo, come ci dice Walter Siti dai microfoni di Radio3, parlando del suo ultimo libro uscito per Nottetempo. e se noi non siamo in grado di darci un valore, come pensiamo di attribuirlo agli altri, come facciamo ad apprezzare chi ne sa più di noi? è forse perciò che oggi il sapere è considerato negativo? è per questa ragione che il tentativo di correggere qualcuno nell’errore è considerato offensivo?, atteggiamento di superiorità e supponenza? e allora cosa chiede l’allievo al Maestro? di essere soltanto lodato?

come devo considerare un  vice Premier privo di qualunque laurea specialistica e che non fa che dirsi umile, sottolineando la propria modestia  a ogni pié sospinto, ma che in trasmissione dà del presuntuoso a Massimo Franco quando l’editorialista si permette di avanzare dubbi leciti sulla realizzazione di Uffici di collocamento efficienti?

qui Conversazioni Sentimentali in metropolitana (Castelvecchi 2017)

qui lo scandaloso Pioggia Dorata (GiaZira 2015, cui domandare anche Justine 2.0, INK Edizioni)

il 2 novembre, invece, potrete leggermi in anteprima su questa nuova PAUROSISSIMA Antologia.