E’ il tempo giusto

E’ il tempo giusto per passare la mattinata al bar affollato del lido facendo finta di star male dietro gli occhiali da sole. Per ieri sera, quando hai finto di ubriacarti perché lui fingeva di fare il filo a un’altra. Tra l’altro bionda.

E’ il tempo giusto per indossare il bikini sgambato che lui non noterà mai preso com’è a inviare Direct Message a “ladosempremanonqua”.
Pazienza.
Basterà una “selfie” perché gli arrivi la botta di gelosia e orgoglio.
Basta sempre una “selfie” per sentirsi meno falliti, inutili e indebitati.

Questo è il tempo di costruire piste sulla sabbia per farci correre biglie colorate, all’ombra della pineta che sa di resina e baci impacciati. E’ il tempo per leggere topolino senza dover correre a fare i compiti.

E’ il tempo giusto per restare incantata a guardare l’umanità che chatta, posta e tagga. E domandarmi che cosa ci facciano qui anziché guardare il mare direttamente dal monitor di casa.

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#MondialiSporchidiSangue

la mattanza è iniziata a gennaio. squadre della morte hanno assassinato cani randagi in giro per la Russia e per Mosca, con l’intento di ripulire le città per i Mondiali 2018. non linko qui gli articoli  (IlGiornale, Repubblica e altri), perché le immagini sono raccapriccianti. chi vuole li cerchi da sé.

ed è questa disumana presunzione di onnipotenza che mi fa orrore. la vostra convinzione di essere i proprietari del pianeta, gli unici con la patente di regolatori del traffico, delle nascite, impositori della giustizia, dell’ordine sovrano, della preservazione della razza, i soli in grado di sapere cosa fa bene e cosa no: e intanto abbiamo violentato la Terra con esplosioni sotterranee di bombe nucleari, e inquinamento atmosferico, e marittimo; montagne di plastica prodotta da teste di cazzo sovietiche, europee e italiane e cinesi, stanno crescendo in ogni parte del pianeta. la Apple produce telefonini con un arco di vita sempre più breve, e anziché multarla e costringerla a lavorarne gli scarti, la si premia comprandone i prodotti.

e ora i cani. ammazzati a Sciacca, ammazzati in Russia, ammazzati di tristezza dal vicino di casa che li lascia  a piangere sul balcone, abbandonati in autostrada nell’estate torrida.

 

preghiamo per lui

il karma esiste e fa il suo corso. e non lo dico per giustificare le due ore giornaliere che trascorro in posizione di diamante. una volta, vivevo in via Leonina nel mio mega attico di donne ricca, lo dissi anche al proprietario di un canone al pianterreno che lui, architetto sgarbato, abbandonava tutti i fine settimana. glielo dissi quando, due settimane dopo essere andata a dirgliene quattro, lo incontrai in strada con il collare ortopedico: bon, quindi non pensi che questa tua situazione sia dovuta a quanto tratti male il tuo cane?

mi domando quali conseguenze possono avere sul Ministro che chiude i nostri Porti le vite in mare di tanti uomini, donne e bambini.
dovremmo pregare per Salvini. ma forse non ci va.
buona giornata ventosa.

qui Conversazioni sentimentali in Metropolitana

qui Pioggia Dorata (il long seller dell’erotismo di testa)

e domani è il mio compleanno.

oggi sono andata per campi (come la donna Rosita Nubile di Lorca) a raccogliere malva: ho fatto a mezzi con un’ape, in definitiva io ho l’erboristeria, mi sono detta, lei no, e il millefiori è sicuramente più buono con la malva. tornata a casa ho diviso fiori da foglie, badando a non lasciare niente sul gambo. a metà dell’impresa volevo arrendermi. ho lavato soltanto le foglie e le ho asciugate benissimo. ora è tutto a essiccare. e mi sono tolta il malanimo di dosso.

malva2

 

fammi vedere che cosa sai fare

e allora lui mi ha guardata, si è messo comodo comodo sulla sedia e mi ha detto: e adesso vediamo che cosa sia fare. 

vediamo chi? lui e il suo alter ego?, lui e tutti i maschi cazzuti della sua razza? lui e la genia infame di quelli che a loro volta un giorno sedettero su una sedia per guardare la loro donna in ginocchio e sfidarla a farli godere?

mi domando da quando abbiamo iniziato questa stupida gara. io mi sono trovata in corsa con un numero sulla schiena ma non ricordo di essermi mai iscritta: filtri di photoshop, diete inutili, abitini da ventenne e tutta la sera a tener dentro la pancia: per quello lì che ride e scherza per ogni sciocchezza che legge sul display del proprio cellulare ma non per quello che gli racconti tu.

poi, ti raccomando, tanto per confonderti nella folla, sul tuo curriculum fa che sia bel visibile la tua qualifica: scrittrice femminista.

qui il mio ultimo romanzo edito da Castelvecchi

qui Pioggia Dorata: l’emozione della trasgressione in versione long seller

 

quella volta che Cobelli

voi Giancarlo Cobelli non sapete chi sia. molti di voi, almeno. era un ottimo regista teatrale che aveva iniziato la sua carriera in TV. vi basti sapere questo per capire quanto negli anni ottanta, verso la fine, quando uscii dalla Silvio d’Amico, potesse contare un contratto con la sua compagnia. tra l’altro avevo appena vinto il Premio Ubu per La trasfigurazione di Benno il ciccione con la regia di Valter Malosti: un’altra conferma come quella di un ingaggio con Cobelli e avrei potuto scegliere un Agente.

all’epoca vivevo sulla Cassia dopo Tomba di Nerone, in culonia cioè, in via Gradoli, strada periferica a ferro di cavallo abitata da prostitute e covo delle BR (Brigate Rosse). nonostante mia madre mi inviasse tutto il denaro di cui avevo bisogno, io lavoravo all’144 per mantenere un bel ragazzo pigro che preferiva i giornali pornografici a me. insomma una notte, in teatro si usava chiamarsi in notturna, quando il tasso alcolemico riusciva a vincere la fragilità e la timidezza degli addetti ai lavori, una notte ricevetti la telefonata di Giancarlo: mi comunicava che sarei stata perfetta come Isabelle, che le prove per l’Illusione comique sarebbero iniziate di lì a una settimana, che vedermi nell’Ubu Re gli aveva confermato l’idea che si era fatto del mio talento.

il giorno dopo mi richiamò per dirmi cosa dovevo preparare e cosa leggere per la prima prova. assieme alla gioia per al conferma fui presa dal terrore: io Isabelle? io protagonista? io mandare a memoria quel numero pazzesco di versi del buon Corneille? io debuttare al Quirino?

tre giorni dopo seppi che la parte non sarebbe più stata mia. che un’altra attrice, già tra le predilette del regista, si era liberata per quel ruolo. il fatto straordinario è che quell’attrice diventò la mia più cara amica un anno dopo.

vincere un concorso letterario può essere una opportunità importante, perderlo può rivelarsi anche una fortuna.

il mio ultimo romanzo è uscito per Castevecchi Editore. se volete leggerlo potete farlo qui. Pioggia Dorata, un viaggio nella parafilia più amata dagli italiani, è qui anche in ebook