E’ il tempo giusto

E’ il tempo giusto per passare la mattinata al bar affollato del lido facendo finta di star male dietro gli occhiali da sole. Per ieri sera, quando hai finto di ubriacarti perché lui fingeva di fare il filo a un’altra. Tra l’altro bionda.

E’ il tempo giusto per indossare il bikini sgambato che lui non noterà mai preso com’è a inviare Direct Message a “ladosempremanonqua”.
Pazienza.
Basterà una “selfie” perché gli arrivi la botta di gelosia e orgoglio.
Basta sempre una “selfie” per sentirsi meno falliti, inutili e indebitati.

Questo è il tempo di costruire piste sulla sabbia per farci correre biglie colorate, all’ombra della pineta che sa di resina e baci impacciati. E’ il tempo per leggere topolino senza dover correre a fare i compiti.

E’ il tempo giusto per restare incantata a guardare l’umanità che chatta, posta e tagga. E domandarmi che cosa ci facciano qui anziché guardare il mare direttamente dal monitor di casa.

le cose che una signora NON (sui social)

Sui social.

Piccolo galateo Politically scorrect.

  • Come nickname Ninfa non va bene, non se hai più di quarantacinque primavere e in marzo prenoti la tua cura per la ritenzione idrica.
  • Non postare la foto di tua figlia al mare come PIC del tuo account anonimo, potresti finire a chattare di sabato sera con il suo compagno di scuola nerd.
  • Non raccontare i fatti tuoi a un perfetto sconosciuto e soprattutto non mandargli primi piani hot. Ricorda che dietro Master ’87 potrebbe nascondersi Rinaldo ’66, il collega di tuo marito.
  • Sebbene l’ultima volta che tuo marito ti ha sfiorato è stato a Natale, per caso, prendendo il salmone dal frigo, non pubblicare la tua foto hot di Pasqua vestita da pulcino e con le trecce. Non tanto per la santità della Pasqua quanto per le trecce.
  • Se l’ultima volta che hai ricevuto un complimento è stato trent’anni fa, da tua madre, il giorno della tua prima comunione, non spifferare in bacheca che questa primavera saresti in grado di darla a tutti gli account anonimi di sesso maschile. Scapperebbero.
  • Se anche odi a morte qualsiasi donna non la pensi come te, ma soprattutto sia più bella, evita di digitarlo pubblicamente, fallo semmai in DM (direct message), tra amiche: l’odio alimentato vale meno di quello proclamato.
  • Ricorda che il femminismo è una sciocchezza inventata dalle altre donne perché  becchino loro tutti i manzi in circolazione.
  • Ah, e non chiamare “manzo” qualsiasi ultra diciottenne con barba, quello biondino, per esempio, somiglia proprio a tuo nipote.

(P.s. questo Piccolo galateo per MILF e Cougar è spudoratamente ispirato al  Piccolo galateo per fanciulle dello scrittore francese Pierre Felix Louis. Il Galateo, che mi fu regalato quando avevo 14 anni da un satrapo che cercava di sedurmi, mi fu molto utile allora e spero anche oggi. Sebbene non lo conosciate si trova in libreria, ciò che in libreria non troverete, è tutto il resto).

 

Qui il mio ultimo libro (ora anche in ebook)

consigli per mariti dormienti

da ragazzina compravo spesso Magazine di moda e consigli femminili su quali assorbenti usare, come infilarli e come proteggersi dai rapporti a rischio. ora che sono cresciuta non più. ma ho appena letto cinque imperdibili consigli per risvegliare i suoi appetiti sessuali che nemmeno mia nonna nata nel 1908 si sarebbe azzardata a darmi.

al primo posto dell’inutile prontuario per donne in astinenza, troviamo l’intramontabile baby doll o lingerie sexy nella quale farti trovare, magari distesa sul letto, e che in definitiva piace più a noi che a lui.

in seconda battuta il bagno caldo, a mio avviso fatale per un uomo distrutto dal lavoro e dalla noia.

poi un regalo, il solito profumo o una bella camicia che già gli serviva, che gli dimostri il tuo apprezzamento.

una cenetta afrodisiaca, che certo, se non te lo avesse suggerito l’inutile Magazine non ti sarebbe mai venuto in mente.

infine dargli baci, tanti baci. e su questo stendo un velo pietoso perché non penso funzionerà, non se siete sposati da dieci anni, ma anche cinque. anzi no, da tre. ecco cosa invece credo andrebbe a meraviglia per il tuo lui assopito dalla routine, in caso tu desiderassi realmente risvegliarlo anziché continuare a chattare con chiunque non sia lui: più comodo e meno impegnativo.

  • fargli trovare, sul cuscino del letto rifatto di fresco, bollo e assicurazione dell’auto pagati dai suoceri o le rate scadute del mutuo, meglio se tutto assieme, in tal caso  potrebbe saltarti addosso come dieci anni fa.
  • l’assegno per la rottamazione Equitalia delle cartelle di quando andava al liceo, ossia nel 1977, e che lo Stato non ha dimenticato, perché lo Stato pensa sempre a noi e ai propri vitalizi.
  • pillole azzurre.
  • un video in stop su Youporn da guardare assieme senza sensi di colpa da catechismo.
  • una bella sconosciuta (ovviamente dell’Est come consigliato dalla RAI), disposta a farvi godere entrambi. se non puoi trovargli la ragazza perché costa troppo, andrà bene anche una tua amica, possibilmente disinibita, da incontrare su Skype.
  • per non rovinare tutto, a fine serata evita di fargli notare che con quella lì si eccita e con te no, anzi, promettigli che se farà il bravo lo farete ancora.

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le cose che una signora

  • Ho un buco libero giusto domani nel pomeriggio. Perché non ci vediamo? Al vecchio amico finalmente single, cinquantenne già fuori dalla crisi post separazione, ma non ancora nauseato dal sesso facile. 
  • Vienimi dietro!, così non ci perdiamo. Sebbene si sia tra la folla, a una manifestazione contro il Governo o a un funerale di Stato, l’interlocutore penserà ad altro, e anche tu, casomai ti piacesse. 
  • Sono tutta bagnata. Neanche se sei in pieno centro, da sola alla fermata dell’autobus, nel traffico di Roma al sabato pomeriggio, e presa da sconforto bestemmi ad alta voce. 
  • Dai, lo prendo tutto. Al salumiere che somiglia a Bardèm e che pare legga pure Philip Roth, tra la ressa del venerdì santo, indicando con aria convinta la salamella per la colazione di Pasqua da accompagnare alle uova tonnate. 
  • Infilalo tutto dentro. Tenendo aperto il trasportino per la spesa, al ragazzo atticciato e moro dell’emporio, e che ti ha appena venduto un sacco di terra e uno di carbonella.
  • Ancora, ti prego. Anche se stai invitando il pianista quarantenne, single e sicuramente etero, a fine serata, a muovere le mani sullo strumento. O forse proprio perciò.
  • Me lo fai vedere? All’insegnante di nuoto che hai incontrato alle macchinette del caffè un attimo prima, dopo aver scambiato qualche battuta divertente e aver scoperto che quel pomeriggio farai lezione da sola, perché c’è in giro l’influenza. 
  • Sto scopando. A tuo marito che è fuori città, magari per sms, dopo la lite furibonda di ieri sera.
  • Sono bollente. In pigiamone con febbriciattola da depressione perché qui non si batte chiodo e non ti fidi più di nessuno, e mangi le noccioline che avevi nascosto a te stessa a Natale e ritrovato a Pasqua, mentre sei al telefono, ammorbata  dal tizio che non hai ancora incontrato e che ti racconta da due anni meraviglie di sé e del proprio uccello, un magnifico falco di nome Black, che presto o tardi ti farà conoscere. 

 

In via del TUTTO ECCEZIONALE ho scritto questo post usando le maiuscole dopo i punti. perché questo blog è in minuscolo. perché il minuscolo talvolta è una condizione dell’anima. un’ingiustizia.

ah, dimenticavo qui il mio ebook piccante.

 

le ragazze dell’est

ve lo confesso, per spaventarlo a morte minaccio il Man di darlo a una moldava. gli dico così: io dare te a bella bionda con grandi tette e lei fare per te ogni sera brodo con dado di glutammato!. sono anni che la TV ci fa il lavaggio del cervello, che le attrici raccontano ragazze dell’est come arpie in grado di trasformare il nostro uomo in uno schiavo in catene. e già siamo nemiche una con l’altra, figurarsi concedere l’affilata arma del “dividi et impera” agli autori RAI per di più maschi e assetati di like.

questo è il punto e il problema. è l’idea stessa che si viva per accaparrarsi il maschio che possa pagare il mutuo che è vecchia e disgustosa, e speravo ormai morta e sepolta. perché è  triste,  benché accada ancora, che ci siano donne così poco evolute da vendersi su un sito per relazioni durature a dei primitivi che le vogliono in ginocchio a raccattare bambini e le loro calze sporche. perché è veramente privo di senso pensare che meglio “lui” che sola, e se succede è perché “meglio lui” che prostituirmi sulla Salaria.

perciò non mi pare una pratica da pubblicizzare alla TV di Stato e non sono solidale né con la Perego né con la RAI per aver dato male una notizia nemmeno di prima mano; perché come sostiene Eva Henger le ragazze dell’est andavano di moda quindici anni fa, ma tu RAI Radiotelevisione italiana che mi metti il canone in bolletta, non dico che dovresti scegliere le tue opinioniste attraverso concorso pubblico, perché sarebbe troppo, ma almeno fare programmi educativi, trovarmi un paragone positivo, darmi l’esempio della ragazza dell’est che si fa un gran culo per mantenere la famiglia facendo a meno “di darla” in cambio di un matrimonio infelice.

è vero, succede. ma molte di più sono le donne stanche del personaggio della “gatta morta”, della “figa di legno”, della “fregna frignona”. anche le donne che in Polonia lottano per ottenere la legge sull’aborto e scendono in Piazza come un fiume in piena. ci sono donne che lottano sin dalla culla per poter prendere il proprio uomo per mano e camminare assieme. il che non significa rinunciare a sentirsi “femmina”, ma indossare minigonna, tacco, bustino contenitivo, collare e  ball gag soltanto a letto, quando si decide di giocare, e non nella vita di tutti i giorni, quando si dovrebbe essere  in due a tenere il timone. perché nessuno è di qualcuno. tutto il resto è una visione primitiva della donna e dell’amore che non si può più tollerare.

Paola Perego e la TV spazzatura

se finora abbiamo lottato per ottenere il voto e l’autonomia, se ci siamo fatte i muscoli per tenerci un lavoro e fare la voce grossa per denunciare chi abusava di noi, a cominciare dal marito violento per finire al capo dalla mano lunga, sappiate che abbiamo sbagliato. noi italiane, francesi, spagnole, noi donne senza nazionalità ma piene di idee e iniziative, che facciamo anticamera dai politici come amministratrici delegate della nostra srl e poi torniamo a casa e badiamo alla famiglia, siamo delle idiote, perché gli uomini preferiscono straniere genuflesse, e lo dice la TV di Stato.

è successo sabato ed io soltanto stamattina scopro di essere fuori strada, perché la TV la accendo dalle 21:00 in poi, e dovrei cambiare abitudini, giacché potrei imparare di più seguendo certe trasmissioni, perché in definitiva leggere e lavorare serve a niente e i punti forti delle donne sarebbero altri, quelli che Paola Perego, o meglio i suoi autori, mettono in elenco attribuendoli alle donne dell’est Europa, spauracchio già da anni, sempre secondo luogo comune, delle femmine italiche. perché come le galline ovaiole, anche le donne devono avere precise qualità.

  1. Sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo.
  2. Sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni.
  3. Perdonano il tradimento.
  4. Sono disposte a far comandare il loro uomo.
  5. Sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa.
  6. Non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio.

non starò qui a fare nomi e cognomi degli amici che hanno avuto ben altre esperienze o che mai vorrebbero una donna così, o di moldave che preferiscono una vita da single e non hanno mai cercato di sedurre un italiano frignone e mammone, ciò che trovo nauseante è che la televisione pubblica permetta un livello di discussione così basso, l’esposizione delle merci sul bancone del mercato, il considerare una donna, che sia moldava o leccese non ha importanza perché siamo donne e basta, come un oggetto più o meno conveniente da acquistare.

credo che la Perego e le sue autrici dovrebbero domandare pubblicamente scusa a tutti noi, donne e uomini che pensiamo ai rapporti d’amore come una unione di anime, più che come a un contratto a tempo indeterminato.

qui il mio ultimo libro