E’ il tempo giusto

E’ il tempo giusto per passare la mattinata al bar affollato del lido facendo finta di star male dietro gli occhiali da sole. Per ieri sera, quando hai finto di ubriacarti perché lui fingeva di fare il filo a un’altra. Tra l’altro bionda.

E’ il tempo giusto per indossare il bikini sgambato che lui non noterà mai preso com’è a inviare Direct Message a “ladosempremanonqua”.
Pazienza.
Basterà una “selfie” perché gli arrivi la botta di gelosia e orgoglio.
Basta sempre una “selfie” per sentirsi meno falliti, inutili e indebitati.

Questo è il tempo di costruire piste sulla sabbia per farci correre biglie colorate, all’ombra della pineta che sa di resina e baci impacciati. E’ il tempo per leggere topolino senza dover correre a fare i compiti.

E’ il tempo giusto per restare incantata a guardare l’umanità che chatta, posta e tagga. E domandarmi che cosa ci facciano qui anziché guardare il mare direttamente dal monitor di casa.

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partecipazioni gratuite

per esempio, ieri, attraverso gentile email, mi è stato richiesto un racconto da inserire nel catalogo di un pittore, che tra l’altro stimo moltissimo. tempo per presentare il lavoro UN mese. cartelle DUE, compenso ZERO. un anno fa avrei fatto i salti dalla gioia, mi sarei sentita onorata, mi sarei messa subito al lavoro. oggi che sono diventata cinica, che non mi fido più, che so quanto siate ladri voi editori, ho chiesto in cambio almeno 2 cose: che il mio racconto non andrà soggetto a ulteriore selezione da parte della casa editrice, perché se perdo tempo a rivedere un mio vecchio lavoro, peggio ancora se ne scrivo uno ex novo, e gratis, almeno voglio la certezza che mi si pubblicherà, e poi una copia del catalogo omaggio, o un disegno dell’amico pittore. finitela di regalare il vostro ingegno e la vostra fantasia alle loro operazioni di marketing. che sia un’agenda o una raccolta di racconti, dovete pretendere almeno rispetto.

cazzarola, per colpa di qualcuno non si paga più nessuno.

qui l’unica antologia di racconti sul pissing che unisce sesso e psicanalisi.

Conversazioni sentimentali in metropolitana, Castelvecchi: come una donna, neppure troppo bella, può scaricare due uomini fin troppo desiderabili in nome della propria libertà.

e brava Julia

oggi volevo scrivere due righe in favore dei social media. ricordare, per esempio, quanto siano un utile veicolo per la cultura Off (teatro d’avanguardia, letteratura non di regime, musica Jazz): prova ad aprire qualunque magazine e troverai la faccia di Nadia Toffa ovunque, bene che vada quella della Ferraggni, benché nessuna delle due abbia mai recitato Pirandello. dove l’analfabetismo dilaga si perde il senso stesso della parola cultura, e la celebrità si lega a doppio filo a visibilità e guadagno.

poi leggo la storia di Julia Roberts, insultata da decine di cyber bulli a causa di una foto, postata su Instagram dalla nipotina, nella quale l’attrice Julia appare struccata mentre gioca a carte in famiglia. quindi capisco che non è neppure il soldo a far eccitare i minorenni con problemi cognitivi. evidentemente, nel loro inutile mondo photoshoppato, qualsiasi difetto è bandito. un mio consiglio non richiesto per i giovani imbecilli che diventeranno maturi coglioni, è di fidanzarsi con bambole al silicone.

beati i cretini, perché non sanno che i più grandi artisti, sono ancora oggi facce da galera. che i quadri più visitati al mondo sono stati dipinti da matti, froci e miserabili. che la fantasia nasce dalla fogna di una vita senza tetto né legge. beati i cretini perché non sanno che in uno schiocco di dita avranno 50 anni e una vita di merda, al contrario di Julia Roberts.

qui Conversazioni sentimentali in Metropolitana

qui lo scaricatissimo Pioggia Dorata (al di là di ogni tabù).

 

non sono morta

un  amico trombonista arrivato indenne (o quasi) agli 80 anni, del quale vi raccomando “Amari accordi” uscito per Arcana, una raccolta di aneddoti sul jazz italiano le sue vergogne, tra cui Renzo Arbore, qualche settimana fa risultò irreperibile telefonicamente: subito fu attivata la catena telefonica. la voce giunse al Man, mio marito, trombonista, il quale, ansioso come una madre ammalata di superdonnismo, chiamò immediatamente l’amico Marcello. lui, celebre per humor nero, non lasciò neppure che il telefono squillasse: ciao, Mario, rispose, no, non sono ancora morto.

basta. mi rendo conto che disattivare FB abbia qualcosa di eroico, stamattina ho disattivato anche #twitter, e vi ringrazio per gli accorati messaggi che mi raggiungono quotidianamente attraverso le  applicazioni telefoniche, ma non sono ancora morta. soltanto, trovo che mai come oggi ci si debba tutelare dal vampirismo mediatico, allontanarsi per impedire alla politica di appropriarsi di ogni istante della nostra esistenza, di ogni spazio vergine della nostra materia grigia: ma ci rendiamo conto che all’inizio sui social si parlava solo di figa e cazzi e ora soltanto di cazzoni?

per cui no, sebbene da quasi un mese io sia fuori da FB, mi sento finalmente viva.

qui Conversazioni sentimentali in metropolitana (Castelvecchi Editore)

qui lo scandaloso Pioggia Dorata (GiaZira Scritture)

tutto passa 2

a un certo punto passa anche l’orgoglio per essere stata contattata dall’editore che ti ha chiesto GRATIS qualcosa di tuo da apporre sulla sua nuova pubblicazione.

  1. passa perché ora sai di non essere Voltaire;
  2. passa perché sai che i tuoi aforismi interessano soltanto a tua madre;
  3. passa perché oggi hai una assoluta certezza: non sarai mai uno dei 365 cretini che comprerebbero quella pubblicazione pur di leggerci sopra il proprio nome.

qui Pioggia Dorata (GiaZira Scritture 2015)

qui Conversazioni Sentimentali in Metropolitana (Castelvecchi 2017)

 

tutto passa

a un certo punto, dopo tanti anni, passa perfino il dispiacere che l’amica storica di FB non ti abbia mai letto, sebbene sul gruppo di Letteratura contemporanea citi Anais Nin ogni volta che un utente domanda qualcosa di moderno ed erotico, e lo fa con convinzione pur non avendo mai letto la Nin,  pur non sapendo che esistono scrittrici come Mary Gaitskill che raccontano il sesso (estremo) meglio di chiunque, pur ignorando che per leggere una bella storia sadomaso basta leggere Cortesie per gli ospiti di Ian McEwan.

a un certo punto tutto passa, perché passa anche l’idea che la tua amica legga.

 

qui Pioggia Dorata (GiaZira Scritture 2015)

qui Conversazioni Sentimentali in Metropolitana (Castelvecchi 2017)