E’ il tempo giusto

E’ il tempo giusto per passare la mattinata al bar affollato del lido facendo finta di star male dietro gli occhiali da sole. Per ieri sera, quando hai finto di ubriacarti perché lui fingeva di fare il filo a un’altra. Tra l’altro bionda.

E’ il tempo giusto per indossare il bikini sgambato che lui non noterà mai preso com’è a inviare Direct Message a “ladosempremanonqua”.
Pazienza.
Basterà una “selfie” perché gli arrivi la botta di gelosia e orgoglio.
Basta sempre una “selfie” per sentirsi meno falliti, inutili e indebitati.

Questo è il tempo di costruire piste sulla sabbia per farci correre biglie colorate, all’ombra della pineta che sa di resina e baci impacciati. E’ il tempo per leggere topolino senza dover correre a fare i compiti.

E’ il tempo giusto per restare incantata a guardare l’umanità che chatta, posta e tagga. E domandarmi che cosa ci facciano qui anziché guardare il mare direttamente dal monitor di casa.

sciacalli

ho sempre amato questi piccoli predatori della razza “canis”. anche da bambina, quando guardavo i film western, non riuscivo a capire l’aura cupa che si portavano appresso e i commenti negativi degli adulti. in definitiva ognuno ha una funzione per l’equilibrio dell’ecosistema, la loro è quella di far sparire i corpi che restano a putrefare al sole. così come penso che un uomo che arriva a rubare nelle case dei terremotati sia veramente disperato, e che quindi ci sia poco da mettersi sul piedistallo e biasimarlo. ci si riduce a tanto nella nostra società Made in USA dotata di ogni comfort soltanto per alcuni.

lo sciacallo del web, quello social, è diverso dal bel cane dorato che va a caccia di piccoli mammiferi per le praterie. non ha il pelo così lucido. questo tipo di predatore di follower e visibilità specula sulle tragedie altrui e usa gli hashtag # in tendenza anche per fare pubblicità al proprio ultimo romanzo, o scrive status così divertenti che pazienza ci sono vittime: tanto i social son fatti per cazzeggiare!

sciacalli sono quelli che in nome del proprio “credo” biasimano quello degli altri, che si tratti di pratiche religiose o di presunte scostumatezze nell’abbigliamento, e che diminuiscono la libertà del vicino in nome della propria, quando LA LIBERTA’ è una soltanto e dovrebbe valere per tutti.

sciacallo è chiunque aggredisca l’altro per acquistare credibilità verso il prossimo, fama, visibilità. sciacallo è quello che interviene sulla tua home e dopo tanti tanti tanti anni perché magari hai troppi like, o perché ancora una volta bisogna farsi valere su ogni opinione diversa.

invidio chi finge di volere il dialogo ma in definitiva segna il territorio, come i gatti, che lasciano i propri umori sui mobili di casa o nei giardini altrui, o come gli emissari dei Partiti Politici che impediscono alla gente di esprimere opinioni, o le femministe, che affermano il proprio principio di libertà negando quello di tutte le altre.

 

Giappone: tragedie e ricostruzioni

oggi mi capita di leggere alcuni azzardi sul fatto, per esempio, che in Giappone un terremoto così avrebbe fatto soltanto polvere, perché il Giappone non ha i borghi medievali che abbiamo noi. certo, se ci mettiamo a fare i conti col pallottoliere noi ne abbiamo di più, ma abbiamo avuto anche terremoti meno devastanti.

il Giappone è un paese antichissimo nonostante abbia tante modernità. certo a noi fa impressione, ma la cosa che fa veramente specie, a un italiano, mettendo da parte il machismo, la divisione in caste e il senso estetico che nemmeno  Mishima nei giorni “no”, è la civiltà dei giapponesi, la discrezione sulle opinioni personali a favore di quelle comuni, la capacità di censurare individualismi. la storia del direttore della centrale di Fukushima basti come esempio, io avrei voluto vedere Marchionne al posto suo http://www.lastampa.it/2013/07/09/esteri/muore-di-cancro-leroe-di-fukushima-raffredd-i-reattori-con-acqua-di-mare-znZNeeZYUAenWqywiXEJaN/pagina.html

i borghi , le tradizioni, esistono anche lì nella terra del sol levante. i ponticelli di legno, i meravigliosi Templi ai piedi del Monte Fuji, fortemente vulcanico, le megalitiche statue dei Buddha, le colonne in pietra, le bellezze storiche. soltanto che lì hanno messo tutto in sicurezza, anno dopo anno, mese dopo mese, con soldi pubblici ma anche privati. questo articolo sulla messa in sicurezza di 400 antiche pagode ne è un esempio http://www.youkosoitalia.net/articoli-del-blog-sul-giappone/tecniche-antiterremoto-le-affascinanti-pagode-giapponesi/

quando ebbi la fortuna di recarmi al Tempio nel 2007, non faccio parte della Soka Gakkai ci tengo a precisarlo ma a ben altra scuola, privati avevano finanziato la messa a norma di sei enormi Templi che sarebbero stati buttati giù prima delle Tsunami del 2011 (perché loro sanno sempre quando saranno colpiti), per essere ricostruiti identici, ma con l’anima in titanio.

con questo non intendo dire che i giapponesi siano più civili di noi, per carità, anche loro hanno un partito di destra al potere, una classe dirigente che ruba, anche loro hanno l’abitudine di odorare le mutandine delle studentesse, però lo fanno all’interno delle regole e senza fottere di continuo gli altri. o facendo sì che per gli altri non rimanga soltanto devastazione.

avete ragione

contro alcuni non si può combattere, parlo degli ostinati, dei manipolatori relazionali, dei machisti nipoti di Freud che camminano con il fantasma della madre puttana accanto e poi odiano tutte le donne, anche la signora delle Poste, la barista, la maestra del figlio. nonostante viva sul lago e mi mantenga di proposito lontana dall’umanità, un po’ per snobismo molto per paura, mi capita di avere contatti meno superficiali per lavoro, e mi domando quand’è che abbiamo perso umanità e la buona educazione, quando siamo diventati così bugiardi e malfidati, così inclini all’estorsione e al ricatto. oppure c’è stata da poco un’amnistia?

nemmeno il vostro amato Pontefice riesce a ricondurvi a voi stessi, ai principi di non belligeranza che il tizio morto in croce ha diffuso a costo di migliaia di morti. mi spaventa la mancanza di comprensione di poche righe scritte, l’inettitudine che vi porta a fare viaggi di gruppo in spiagge affollate, trascorrere l’estate a fare file, pagare cifre assurde per vestire male, raggiungere disastri naturali per fare selfie e postarli sui social.

ciò che era in basso adesso è in alto. il mondo della mediocrazia, impone di negare la verità, di combattere incessantemente perché le cose guaste non siano emendate. il mediocre dice di agire con il cuore ma piange e ride a comando, addestrato dai reality show che pubblicizzano la meritocrazia circense riservata ai morti di fame.

non capisco, non ce la faccio, io che conosco un altro mondo posso soltanto dire: avete ragione voi.

albe

ho amato tutte le mie albe, quelle che nascono alla fine del giorno e quelle che ne sanciscono l’inizio. perché sono diverse, hanno altri odori, altre parole se ti vedono uscire da un locale notturno o aspettare i mezzi per andare al lavoro.

al termine della notte mi porto addosso una spossatezza diversa, ancora ubriaca, illuminata dalla luce dei lampioni, la musica ancora nella testa, il bassista latitante e il batterista che ha già smontato i piatti. anche il solito bar all’angolo ha il retrogusto amaro della birra scura, la deprimente sensazione che quest’ultimo goccio ritarderà di poco l’incontro con i miei incubi. l’alba che spegne la notte illumina sguardi dolcissimi tra le lenzuola quando il gioco è finito, e ascolta il bisbiglio di una promessa avventata.

l’alba del risveglio mi trova già pronta sulla porta con la valigia in mano. è un caffè silenzioso in cucina e l’idea della fuga. ho addosso l’adrenalina dell’addio e del nuovo incontro. è un’alba che profuma di arbre magique alla vaniglia e tester del duty free: ascolto le notizie del mattino dalla radio di un taxi che taglia il blu elettrico nell’orizzonte sul raccordo anulare, nessuno parla della mia fuga, sono una cosa microscopica nell’ingranaggio globale, un’inezia pensante. il nulla.

#cannabis e fandonie

 

non sto scherzando, Ministra. anzi, vado anche rapida al punto perché oggi è domenica e mio marito vuole fare un giro  in paese.

i ragazzi che conosco personalmente, non quelli che vivono nel paese fatato che non c’è, la cannabis non sanno nemmeno che cosa sia, fanno uso di pillole sintetiche, quelle che si vendono liberamente in discoteca e che permettono di fare giochini stupidi come il “balconing“, attività in voga nel 2010 , che consisteva nel saltare da un balcone all’altro sfracellandosi spesso la testa http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/486957/italiano-vittima-del-balconing-a-ibiza.html.

gli altri, se non lo sa, bevono liberamente Aperol Spritz, droga di Stato, che infatti si vende  anche al supermercato; altri tirano cocco già a quindici anni. e non parlo del paese di bengodi eh. parlo dell’Italia, dove i dati sul consumo di alcol da parte di minori e sui ricoveri per incidenti stradali parlano chiarissimo, giacché senza liberalizzazione non abbiamo dati certi sullo spaccio. o no?, mentre con la vendita legalizzata, i suoi figli, Ministra, e quelli del capo della divisione anti ndrangheta, così contrario alla #Liberalizzazione, saranno più al sicuro.

pensi che sogno per il Ministero dell’Interno!, casomai non fossimo già abbastanza controllati da maledetti dispositivi elettronici e telecamere che gli anni ’80 di Gladio in confronto sembrano preistoria, porca paletta!, pensi, Ministra, telecamere di controllo filmeranno milioni di cougar eleganti e cinquantenni ex punk ormai appagati da un lavoro in banca, in Regione, Provincia, al catasto, e con il pallino del giardinaggio, entrare nei negozi specializzati e comprare semi di cannabis o qualche grammo per sé e gli amici, da fumare durante una cenetta elegante in terrazza: consapevolmente, Ministra, e pagandoci su le tasse che serviranno poi a curarli da malattie mortali, come gli obesi, o i diabetici, che per diventare diabetici, non sempre MA SPESSO, hanno esagerato in dolci.

proibite, decidete anche per noi ultra maggiorenni e nonostante ciò che afferma la medicina mondiale. ed io, che non bevo più, al contrario della massa che l’Italia produce ogni anno e che succhia sodi dalla sanità pubblica a forza di cirrosi epatiche, sono costretta ad andare in cerca di Pusher a San Lorenzo, magari di notte.

(per approfondimenti il racconto Il Pusher http://www.80144edizioni.it/porn-to-be-alive.html)