E’ il tempo giusto

E’ il tempo giusto per passare la mattinata al bar affollato del lido facendo finta di star male dietro gli occhiali da sole. Per ieri sera, quando hai finto di ubriacarti perché lui fingeva di fare il filo a un’altra. Tra l’altro bionda.

E’ il tempo giusto per indossare il bikini sgambato che lui non noterà mai preso com’è a inviare Direct Message a “ladosempremanonqua”.
Pazienza.
Basterà una “selfie” perché gli arrivi la botta di gelosia e orgoglio.
Basta sempre una “selfie” per sentirsi meno falliti, inutili e indebitati.

Questo è il tempo di costruire piste sulla sabbia per farci correre biglie colorate, all’ombra della pineta che sa di resina e baci impacciati. E’ il tempo per leggere topolino senza dover correre a fare i compiti.

E’ il tempo giusto per restare incantata a guardare l’umanità che chatta, posta e tagga. E domandarmi che cosa ci facciano qui anziché guardare il mare direttamente dal monitor di casa.

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La punteggiatura, ovvero di uno dei modi dell’esattezza

Antonio Russo De Vivo

Non starò qui a spiegarvi come si usano il punto e la virgola, voglio dare per scontato che l’aspirante scrittore possegga i rudimenti basilari per l’uso corretto della punteggiatura. Ciò che mi preme è dare l’idea dell’importanza della punteggiatura, di quanto essa sia parte di quel concetto di esattezza che, nella scrittura, è tutto o quasi: scrivere il necessario, scriverlo nel modo, fra i tanti, che sia il migliore. E proprio nel modo, nello stile, che la punteggiatura occupa una posizione privilegiata: essa pertiene l’ordine delle parole e della frasi, la struttura e la logica del discorso.

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l’editoria del buffet

l’importante non è pubblicare ma vendere. ancora più importate sarebbe farsi leggere, ma tante volte quello è il problema minore. soprattutto adesso che tanti piccoli editori propongono, all’autore con cappello in mano e pronto a vendersi anche la madre pur di avere il proprio nome sulla copertina, contratti capestro che, oltre a scippare i diritti d’autore vita natural durante, prevedono l’obbligatorietà alla vendita di un certo numero di copie, anche fino a 500, che sono una enormità: sei uno dei tanti, sciocchino, quindi datti da fare e vendi ciò che scrivi. e lo fanno anche editori di nome, con le “collane salvadanio” fatte ad hoc per infilarci autori ingenui.

sono anni che l’editoria paga chi ha soldi e affama chi ha soltanto talento: devi pagare l’agenzia, devi pagare l’editor, devi pagare l’editore, devi pagare l’ufficio stampa, devi pagare il libraio. l’organizzazione degli eventi costa dagli 80 ai 200 euro senza buffet, se poi decidi che per convincere qualcuno a leggerti ciò non basta, allora affiancherai all’attrice il chitarrista e il cantante, la ballerina e il pittore. Anche il personaggio della TV è un ottimo accalappia lettori, ma perché no il Ministro.

e il problema non sarebbe così grave non fosse che, pagando pagando, si rischia di vedere scrittori mediocri, ma con il soldo, occupare le prime file anche ai festival letterari minori, oltre che i giornali specializzati e i blog che domandano il pizzo per recensirti, che hanno sempre bisogno di sponsor, che si moltiplicano come le bollicine di una disidrosi estiva alle mani.

e pensare che io avevo problemi perfino a uscire dalla quinta per gli applausi.

qui Pioggia Dorata (GiaZira Scritture), il libro senza pudore (anche in ebook).

qui Conversazioni Sentimentali in Metropolitana (Castelvecchi), una storia di sesso e ricatti.

 

 

il diritto di avere diritti

non è importante come la pensi: che le nostre città sono fogne, che siamo in troppi, che in estate chi non si lava puzza, che si drogano, che ci rubano il lavoro, la casa, che dobbiamo sapere chi facciamo entrare, che “eh però l’Europa”, che le ONG sono ladre, che il latte in polvere è scaduto, e che “voi di sinistra non avete fatto niente”. vi chiedo soltanto di essere onesti con voi stessi di tanto in tanto, di andare indietro con la memoria e mettere in fila quello che di buono la sinistra ha fatto, nonostante i nepotismi, per la Cultura, per l’Arte, per il welfare.

la storia è fatta anche di fallimenti. soltanto chi non conosce i fatti può pensare che a ogni azione di Governo corrisponda una vittoria. della storia dobbiamo fare tesoro anche di quelli che sono vani tentativi, proposte sbagliate.

i leoni da tastiera allevati dai populsti lebbrosi (citando il Presidente della repubblica francese) a me poco interessano, sta di fatto che il partito di maggioranza della sinistra italiana si è sbriciolato, ma non la sinistra, che non sta sotto nessuna bandiera, che è un modo di pensare e di essere, non un programma o un contratto politico, perché significa solidarietà, uguaglianza, il tentativo di far sì che TUTTI abbiano il “diritto di avere diritti“, come scriveva Hannah Arendt (citata spesso a sproposito), e motto caro a Stefano Rodotà, di cui domani, 23 giugno, sarà il primo anniversario della scomparsa.

lottiamo tutti insieme per questo diritto, contro chi vuole convincerci che ci sia qualcuno più meritevole di altri ad avere il diritto di avere diritti: per etnia, censo, nazionalità.  nascere in un Paese piuttosto che in un altro, è soltanto una questione di fortuna, non di merito.

qui il mio ultimo Romanzo edito Castelvecchi

qui Pioggia Dorata, scandaloso e coraggioso.anche in ebook

 

#MondialiSporchidiSangue

la mattanza è iniziata a gennaio. squadre della morte hanno assassinato cani randagi in giro per la Russia e per Mosca, con l’intento di ripulire le città per i Mondiali 2018. non linko qui gli articoli  (IlGiornale, Repubblica e altri), perché le immagini sono raccapriccianti. chi vuole li cerchi da sé.

ed è questa disumana presunzione di onnipotenza che mi fa orrore. la vostra convinzione di essere i proprietari del pianeta, gli unici con la patente di regolatori del traffico, delle nascite, impositori della giustizia, dell’ordine sovrano, della preservazione della razza, i soli in grado di sapere cosa fa bene e cosa no: e intanto abbiamo violentato la Terra con esplosioni sotterranee di bombe nucleari, e inquinamento atmosferico, e marittimo; montagne di plastica prodotta da teste di cazzo sovietiche, europee e italiane e cinesi, stanno crescendo in ogni parte del pianeta. la Apple produce telefonini con un arco di vita sempre più breve, e anziché multarla e costringerla a lavorarne gli scarti, la si premia comprandone i prodotti.

e ora i cani. ammazzati a Sciacca, ammazzati in Russia, ammazzati di tristezza dal vicino di casa che li lascia  a piangere sul balcone, abbandonati in autostrada nell’estate torrida.