E’ il tempo giusto

E’ il tempo giusto per passare la mattinata al bar affollato del lido facendo finta di star male dietro gli occhiali da sole. Per ieri sera, quando hai finto di ubriacarti perché lui fingeva di fare il filo a un’altra. Tra l’altro bionda.

E’ il tempo giusto per indossare il bikini sgambato che lui non noterà mai preso com’è a inviare Direct Message a “ladosempremanonqua”.
Pazienza.
Basterà una “selfie” perché gli arrivi la botta di gelosia e orgoglio.
Basta sempre una “selfie” per sentirsi meno falliti, inutili e indebitati.

Questo è il tempo di costruire piste sulla sabbia per farci correre biglie colorate, all’ombra della pineta che sa di resina e baci impacciati. E’ il tempo per leggere topolino senza dover correre a fare i compiti.

E’ il tempo giusto per restare incantata a guardare l’umanità che chatta, posta e tagga. E domandarmi che cosa ci facciano qui anziché guardare il mare direttamente dal monitor di casa.

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un uomo di polsino

l’uomo di polsino è l’omologo della pseudo femminista aggressiva quarantenne strafiga con Rolex e 8 figli e pancia piatta è un ironicissimo e raziocinante profilo con almeno 15 mila seguaci.

la PIC (Picture/foto) lo ritrae il più delle volte privo di capoccia, il motivo non è dato saperlo, ma le ipotesi son diverse e fantasiose

 

  1. è un grande Manager russo in missione segreta
  2. è l’A.D. di una Multinazionale italiana in cerca di moglie
  3. è un calciatore di serie A
  4. è tuo padre
  5. è tuo marito in incognito
  6. è Pier Francesco Favino
  7. preferisce non mostrarsi per intero.

il contesto entro cui il  “senza capoccia” si muove può essere un ascensore dalle pareti in radica e ottone. ma anche un ufficio. quello che conta è che nella foto del profilo, o la mano nuda, sia in bella vista l’orologio di marca che abbraccia il fatidico polso autoritario, o il polsino che la povera illusa digitante immagina stirato dalla bellissima Slave oggetto delle attenzioni di lingua dell’account.

dice di essere amante del sesso estremo anche se oggi che non va più di moda. la sua idea di “sadomaso” è fuffosa quanto per l’omologa twitstar  il femminismo. le immagini in bianco e nero o le gif che posta nel primo pomeriggio si aggirano sempre attorno agli stessi argomenti: culo, tette, cunilingus e pompe. biancheria di classe e femmina sempre disposta ad allargare le cosce è la sua cifra. lui, ovviamente, manco a dirlo, è sempre lì pronto a lanciarsi: risponde ai messaggi diretti entro due secondi.

non lo incontrerai mai. protagonista delle discussioni di politica al baretto in piazza nella provincia di Avellino o Candela, si occupa del negozio di salumi del padre. e sarebbe anche bello a vedersi nel camice bianco, non si vergognasse di se stesso, perché pur digitando che UNO vale UNO, non ne è così convinto

al solito potete dormire sonni tranquilli: ogni riferimento a persona o avvenimento è del tutto casuale. 

qui Pioggia Dorata

qui Conversazioni Sentimentali in Metropolitana

l’autonomia del culo

questa sì che è una donna di successo: moderna e vincente, un tempo  twitstar fu  citata su un articolo di Repubblica che oggi, a anni di distanza, tiene custodito nel portagioie.

soggiorna su twitter dal 2010 (circa) e  oggi vanta oggi dai ventimila ai trentamila follower. che poi, certo, arriva la Ferragni di turno e la spettina con un rutto, ma lei si sente fica lo stesso e lo dichiara a gran voce.

bella senza ostentazione (dice lei). trucco leggero, casual, pochi e miratissimi exploit di sensualità che lasciano tutti a bocca aperta (dice lei). semplicità e spontaneità sono la sua cifra (dice lei) ma nulla è lasciato al caso, neppure la bocca rifatta. tutto è studiato nei particolari per lo shooting del giorno: selfie in ascensore, selfie in auto, selfie con bimba, selfie dal parrucchiere, selfie in palestra, selfie con l’amica, selfie col gatto e poi si ricomincia.  ha sempre qualcosa di eccezionale per la narrazione quotidiana da propinare ai suoi fan. poi, la vai a incontrare, e scopri che vivacchia con la mamma anziana, nella provincia sperduta del Salento (Molise, Abruzzo fate voi), nel paesello dove c’è solo bar e piazza.

è misogina, ma si finge femminista perché va di moda. ama prendersi gioco di tutte, però urla al femminicidio come fosse solidale. le donne “rosicano sempre”, gli uomini MAI, scrive.

mamma, o quasi, raccoglie cuori propinando la propria divertentissima Odissea quotidiana da Peppa Pig . è probabile che tra l’accompagno scuola e a danza dei marmocchi vada in giro a fare pompini, come testimoniano certi tweet digitati a metà pomeriggio. ma andrebbe benissimo, non ci tenesse a farci sapere di essere la migliore anche in quello.

probabile guidi un Suv per quanto è aggressiva, caratteristica di cui chissà perché si vanta: acida, sociopatica, maniaca, misantropa, stronza.  le offese personali sono il suo forte, ma si finge caritatevole per ottenere RT sui migranti.

il suo umore social è sempre ironico: perché guai a trattar seriamente i nostri problemi. ci vuole sempre una battuta acida per tirarci su al mattino. attacca quando gli altri difendono, grugnisce se gli altri sorridono. è sboccata e volgare ma si sente divertente; scrive banalità senza pari.

spera di trovarsi presto al centro di una ShitStorming. aspetto il suo romanzo.

fatti, nomi, somiglianze, sono puramente casuali.

qui Pioggia Dorata

qui l’ultimo uscito per Castelvecchi editore.

 

la filosofia della tetta

mi commuove fino alle lacrime la solidarietà femminile. l’antropologia ne fa una questione di seme, di preservazione della specie. la scienza, viceversa, non ha ancora fornito risposte esaustive alla crudeltà che anima  alcune, spingendole  a digitare affermazioni  tipo questa: Per quanto amore possiate provare per qualcuno, nella vita, se non avete figli non saprete mai cos’è l’amore. Non offendetevi è la natura. 

sorvolando sull’inciso evitabile, immaginavo fossimo distanti dai tempi di Rachele e Lia, al sicuro da queste idiozie da santa inquisizione: senso di colpa, indice puntato, compassionevole. che tutte le mamme siano felici è messo in serio dubbio dalla cronaca purtroppo nerissima: alcune assumono antidepressivi perché hanno rinunciato alla carriera e il marito le tradisce dacché loro si trascurano; molte, purtroppo, si suicidano; altre infilano i bebè in lavatrice, li tolgono di mezzo a colpi di ferro da stiro, a sangue freddo e poi chiamano i soccorsi, altre ancora li abbandonano in auto con 40° all’ombra, e tutto, mi pare, perché immensamente sono felici.

insomma, mi piacerebbe dire alla signora, poetessa del volgo su twitter, che ci sono donne che non hanno potuto avere figli, ma anche, viva Iddio, VOLUTO, e che sono felici, e che questo genere di differenziazione ha più a che fare col razzismo che con la stupidità che pure le appartiene.

per quanto passa sembrare strano, non avere figli può anche essere una scelta.

qui Pioggia Dorata (all’interno un racconto su una manager felice di non essere madre)

qui, Conversazioni Sentimentali in Metropolitana

 

la Festa del prolasso uterino

che idiozia discutere certi temi nel post femminismo. che tristezza. mi sento tanto Donna Sgualda. voi altre non fate una bella figura col grembiule di Donna Catte.

non per senso di superiorità verso le fan dell’allattamento a oltranza, né perché abbia tre lauree (in effetti ne ho una sola e pure breve), ma ora dovreste spiegarmi per quale ragione se io mi permetto di fare una citazione, perché ho la disgrazia di leggere da quando ho il bene di farlo, o di parlare di Rodari nel dopoguerra e del suo splendido lavoro di alfabetizzazione dei braccianti del nord, risulterei supponente, e se una si fotografa il culo dandosi da sola della strafiga gnocchissima  e sostiene che può ritenersi tale soltanto perché ha sgravato due volte, è una brava persona e neppure offensiva.

ora, le signore dovrebbero saperlo ma forse no,  che la scelta di non mettere al mondo figli è rispettabile quanto quella di farne, e se qualcuno pensa che l’incremento delle nascite  sia un bene, ce n’è altri, tanti, che sostengono esattamente il contrario, l’ultimo in ordine di tempo è stato Jonathan Safran Foer, che è un po’ la Chiara Ferragni di noi lettori. le signore madri, proprio poiché madri, dovrebbero anche supporre che molte donne non hanno figli perché sterili, o disoccupate, prive dei quattrini per pagare cliniche per la fertilità, e che, mi pare ovvio, la loro supposta superiorità potrebbe ferirle a morte.  io non mi metto nel gruppo. figli ne avrei avuti per una serie di accadimenti: il mio primo marito mi fece cadere dalle scale, poi iniziò a menarmi, infine mi occupai di liberarmi di lui.

ma niente. le puerpere pensano che scrivere su twitter sia come scrivere per sé, e non soltanto indulgono sulla propria crudeltà e supposta superiorità, ma neppure chiedono scusa. quindi pace fatta, e vi regalo la vostra Santa del giorno, care mamme, Giovanna di Castiglia, grande fan della maternità. magari, leggendo la sua storia potreste anche imparare qualcosa. ci rivediamo tutte per la festa del prolasso uterino. ah, per voi arriverà molto prima.

qui il mio (ancora in distribuzione dal 2015) Pioggia Dorata

qui  l’ultimo mio romanzo Castelvecchi.

anche la coerenza funziona da filler

Elenuccia bella, dice mamma, per ora puoi stare tranquilla, il primo appesantimento laterale e submentale (nel senso di sottomento e non di facoltà intellettive) arriverà dopo i 50 ma anche oltre, per ora non ti preoccupare proprio, te la ricordi nonna, no?

be’, sì, nonna Elena era uno splendore, non dichiarava l’età, aveva gli zigomi alti come Jennifer Jones, mai fumato e mai bevuto in vita sua. mai lavorato.

comunque, ecco, di là dei rimedi per ottenere l’eterna giovinezza, che sono tanti e non costosi né invasivi, ma necessitano di tanta buona volontà: alimentazione, movimento quotidiano, sesso, sonno, soldi e ginnastica facciale, vorrei far notare alle selfiste professioniste che ci tengono a raccontarci, e soprattutto mostrarci senza ombra di fotoritocco, quanto a 40 anni si sia fichissime, che a 40 è niente, a 40 siete bimbe relativamente ai tempi di oggi.

aspettate il prolasso uterino post 50 prima di darci lezioni di ficaggine.

che poi, manco a dirlo, queste son le stesse che bacchettano le colleghe sorprese a misurare il giro vita di star e parlamentari, tirando fuori i canini e tutto il loro odio per il genere cui appartengono. so che anche la coerenza fa da filler.

qui Pioggia Dorata, da legger con entrambe le mani (GiaZira Scritture)

qui Conversazioni Sentimentali in Metropolitana (Castelvecchi Editore)