il museo dell’horror vacui

forse sono cresciuta abbastanza per non illudermi più che la gente la pensi come me, che sia in buonafede, che mantenga le promesse, che faccia ciò che dice, dica ciò che fa. che paghi i debiti. che promuova ciò che vale per se stesso e non per gli altri. che legga i libri che compra e afferma di aver letto.

però continuo a innamorarmi.
dura di meno e ciò m’intristisce. dura quanto un video breve su youporn e un paio di e-mail.
dura il tempo di capire che l’oggetto dei miei desideri è uguale agli altri, alla ricerca di una sveltina o un paio di foto osé.
di una mano, insomma.
so di uno che le colleziona tutte le foto che gli arrivano.
un giorno ne farà un museo.
il museo dell’horror vacui che s’intravede nello sguardo di chi posa davanti a se stesso e a uno specchio, compiacendosi della propria diversità ma uguale a chiunque.

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