dislike

ormai lo sappiamo tutti, l’hanno annunciato in pompa magna dopo le notizie sui migranti, il richiestissimo tasto dislike è stato finalmente inserito su FB, casomai non ci fosse già abbastanza guerra, insomma. casomai ne sentissimo la mancanza tanto da non riuscire a prendere sonno.

e che odio sia, dunque. tra esperti di politica, detrattori, offesi,  fashionblogger, vendicativi, scrittori invidiosi e cucitori di giudizi addosso a ognuno, sarà finalmente battaglia aperta. ve li immaginate? plotoni di cattivissimi critici de noantri, di cui peraltro nel mondo analogico non ci si curava,  saranno liberi di esprimere anche il dissenso, e soltanto con un clik, senza nemmeno dover metter in moto il pensiero lento per spiegare il perché: così, perché gli gira.

al centro del mondo l’individuo, l’imbecille cui il digitale antropocentrico ha dato già facoltà di parola, potrà farsi ancora più ago della bilancia dell’esistenza altrui, con le sue voglie e le sue perplessità, con la sua emozione, che ormai vale più del fatto in sé, giudice indiscussa più che l’oggettività.

così il “nun me piasce”, della nuova visione sofista che non prevede in primis la conoscenza di se stessi (per carità), accontenterà propri tutti. preparate i fucili, dunque. la guerra del dissenso è appena iniziata.