aumento demografico

l’Albatros di Charles Baudelaire, che ebbi il piacere di ascoltare a Cortina dalla voce di Milena Vukotic, grande attrice oltre che ballerina (hem hem), ci insegna quanto gli uomini siano sempre stati cinici verso gli (altri) animali.

un po’ per celia un po’ per non morire i marinai dileggiano e danneggiano i fieri pennuti che da tempo immemore accompagnano gli uomini nei lunghi viaggi sugli oceani.

quindi, penso, non c’è un aumento della violenza. si tratta soltanto di un aumento demografico degli stronzi.

 

qui Pioggia Dorata per una masturbazione colta.

qui il mio romanzo sex free edito da Castelvecchi

 

contributi

sulla vicenda della Prof Lavinia, l’antifascismo e la birra in mano, alla fine la maggioranza ha vinto e si è avviato contro di lei un procedimento cautelare e la sospensione dai pubblici uffici. in tre giorni ho bannato 20 “amici”, nascosto i post di 50 utenti e altrettanti maleducati. perché se è la forma quella che vi disturba, se sono stati i modi poco urbani di Lavinia a farvi imbestialire, quella deplorevole birra tra le mani, le urla e quel livore, sappiate che voi utenti astemi soltanto quando si tratta di deprecare le esistenze altrui, e che su FB esaltate le qualità anestetiche del mohito, non siete migliori. basta leggere i commenti a certi articoli: quando augurate la morte alla mamma indegna, al papà poco accorto, alla Prof antifascista, appunto.

ciò che intendo, che mi pare non vi sia chiaro della netiquette, è che la violenza verbale dell’utente che vuole contribuire e dire la propria opinione, anche se di avviso contrario al possessore del profilo social, è spesso più disturbante di quella individuale di qualunque contestatore violento. se io so che una mia “friend” è di fede politica avversa alla mia, non le invierò mai un video di propaganda al partito di opposizione, se il post di Tizio avalla la teoria di Sempronio e se vedo Tizio bacchettare chiunque sia di idea diversa, non mi metterò a digitare il mio contributo non richiesto.

il social network è come un immenso supermercato. tutti scegliamo di andare lì a fare la spesa ma non tutti di acquistare gli stessi prodotti, né di farlo lo stesso giorno alla stessa ora; tutti quanti riteniamo sia un ottimo supermercato ma non per questo ci sentiamo autorizzati a dare il nostro consiglio a uno sconosciuto sull’acquisto di un prodotto. il rispetto non è soltanto non augurare la morte a un poliziotto, ma anche non sentirsi in dovere di andare a insegnare la buona educazione a chiunque la pensi diversamente da noi. anche il social network ha le sue regole. un dibattito è interessante se voluto da ambo le parti, diventa noioso se le parti non avanzano verso un’idea comune, se uno si limita a voler convincere l’altro senza cedere neanche un po’. inoltre non mi interessa il confronto con chi arriva sulla mia pagina soltanto per dire che la pensa diversamente da me. e l’ho anche ripetuto per circa 8 ore a un vecchio “friend”, infine eliminato, che insisteva nel darmi dell’intollerante: non puoi pretendere la mia attenzione se ti fai vivo soltanto per contraddirmi; nessuno mi paga per stare a convincerti sul perché io preferisca Marias a Camilleri, soprattutto se tu Marias non lo hai mai letto; è indelicato domandare ascolto se non lo hai mai dato, mai ha messo un like all’uscita di un mio romanzo o di una bella recensione o a una cartolina di Natale.

se volete rispetto, imparate a darlo.  

qui il mio ultimo romanzo, Conversazioni Sentimentali in Metropolitana, ottobre 2017, Castelvecchi editore.

liberi di masturbarvi

la condanna inflitta a un uomo che a Trieste si masturbò davanti a minorenni, per ben tre volte, dopo averle cercate e atteso che loro gli finissero davanti, è stata tragicamente annullata pochi giorni fa. l’articolo che spiega estesamente le motivazioni della Corte è qui. in breve, l’esibizionista dovrà pagare soltanto una multa, perché, in definitiva, quello non è un luogo frequentato da minori.

da oggi, quindi, tutti liberi di prendere il vostro salsicciotto in mano e dar libero sfogo alle pulsioni più proibite, magari in Autogrill, in giro per ipermercati, per strada. tanto non sono luoghi frequentati abitualmente da minori, non sono parchi, asili, scuole. e a me, adulta, cari giudici, fa perfino piacere incontrare un frustrato in libertà che mi violenta la giornata con la sua erezione non richiesta.

capisco che le carceri son piene e abbiamo problemi più gravi da affrontare, tipo salvare banche dal fallimento. ma vedere un maschio adulto che agisce per il proprio esclusivo piacere, davanti allo spavento di ragazzine indifese, è di una gravità da incubo. Certe violenze non hanno nome né troveranno mai una punizione esemplare, perché ci resteranno attaccate addosso come uno stato d’animo ogni volta che faremo quella strada, o ci sarà quel cielo sulla nostra testa. Sono l’intrusione in una mente pura (freudianamente parlando), di una perversione adulta, che insozza per sempre ciò che è pulito, inquieta e annichilisce.

allora tutti al cinema, come negli anni ’70, che mamma era costretta a chiamare le maschere ogni mezzora, o a scegliere il posto laterale corridoio centrale, per evitare i vecchi satrapi e le loro lordure pomeridiane.

sotto scorta

non so se lo hai conosciuto mai. ma il manipolatore cerca una relazione stabile già a tredici anni, da infilare nella voragine che genitori assenti o divorziati hanno lasciato. il padre manesco gli ha già insegnato quello che deve sapere e come fare: perché alcune sono pigre, distratte, altre sono soltanto troie e bisogna che qualcuno dica loro come vivere.

quando ti sceglie te lo fa notare: sei tu la più bella, e quasi ne vai fiera che lui  ti aspetti davanti scuola e ti accompagni a casa, fin dentro il portone, che poi mangi un pezzo di pizza al volo per scortarti a danza, o dalla tua amica per fare i compiti. all’inizio non ti manca l’aria. anzi lo trovi gentile, pieno di premure. in grado di restare in attesa sul motorino un pomeriggio intero sembra quasi un eroe. qualche amica te lo invidia.

poi cominci a domandarti quando studia, giacché il suo mestiere sembra di farti da scorta anche se non serve, e perché ti tiene d’occhio anche se sei con tua madre. non capisci perché ti segua pure adesso che è finita la scuola, che tu pensi già al mare mentre lui s’immusonisce ogni giorno di più, fino a strapparti promesse assurde: che sarai sua, che non guarderai nessuno, che lo ami e non lo tradirai.

poi te ne dimentichi.
e ti andrà bene se ti dimenticherà anche lui, anziché farsi trovare sotto il portone con un mazzo di fiori in mano e una voglia pazzesca di sapere che cazzo hai fatto senza di lui.
inizierà a dirti come ti devi vestire, elencandoti difetti che non pensavi di avere e che ti ricorderà in continuazione, perfino davanti a gente estranea; poi ti dirà come tenere la casa, come lui la vuole trovare: potrebbe tenerti sveglia fino all’alba a elencarti la lista dei tuoi doveri.

e un giorno ti mostrerà anche come morire, perché anche la morte vuole dedizione.

qui il mio ultimo romanzo

esibizionisti

in tutto questo inutile cercare spiegazioni agli altrui suicidi, alle violenze tra adolescenti ubriachi nei bagni delle discoteche e a quelle sulla nostra pagina FB, dove ogni giorno qualcuno si prende la briga di venirci a insegnare come stare al mondo, mi sono dimenticata di scrivere della legge che consentirà di masturbarsi in pubblico senza finire in galera. la multa fino a 12mila euro potrebbe essere scoraggiante, sebbene pensi sia del tutto inutile, giacché gli esibizionisti godono proprio perché è proibito farlo, e chi ne è vittima, solitamente adolescenti timide/i, non correranno mai a chiamare aiuto nel momento opportuno. ma sono le contraddizioni di un Paese che non ragiona più, e che solo 10 anni fa chiedeva di punirli al pari degli stupratori

di esibizionisti ne ho visti tanti, e tutti quando ero troppo giovane per prenderli a martellate sulla testa. anche se a me la violenza mi immobilizza ancora oggi.
tante volte, anzi, mi domando se maschi con questa natura: padri di famiglia pingui, bavosi e osceni, siano stati collocati tutti negli anni 70′ (verso la fine), per tendere agguati a ingenue ragazzine senza web che in TV guardavano Heidi e Happy Day’s, oppure se ce ne sono anche oggi da vedere live, magari conservati in qualche teca nei musei di zoologia, giacché la maggior parte son tutti sul web, finalmente liberi di mostrare il proprio arnese.

l’esibizionista classico si appostava nei pressi delle scuole, elementari e medie, in una utilitaria fatiscente verde o arancione. aspettava pazientemente che la folla diminuisse e la malcapitata  si attardasse con le amiche davanti ai cancelli per poi seguirla, e rallentare nei pressi delle vie isolate domandandole: ragazzina, vieni qui, che me la dai un’informazione? e lei abboccava, restando impietrita con le lacrime agli occhi a bordo marciapiede, o scappava con il cuore pieno di rabbia per non essere maschio, adulto e armato.

una sera ne vidi uno che avrebbe potuto lavorare in un circo. io quindicenne rabbiosa seduta sulle scale della mia casa in viale Kennedy in attesa del fidanzato di turno, e il maniaco, alle dieci di sera, si masturbava su un Ciao rumoroso andando su e giù per il  viale deserto. non era facile eh… il movimento masturbatorio mal si accorda con quello di acceleratore e frizione sui manubri. e faceva anche linguetta, per non farsi mancare nulla. ed io piansi lo stesso, nonostante fossi armata di coltellino e di più esperienza, perché era nello sguardo concupiscente il germe della violenza che avrei subito ancora.