ancora machismi

intendiamoci, a me non piace il Governo Renzi, e nemmeno la faccenda Banche e padri, e nemmeno Maria Elena Boschi, famigliarmente chiamata MEB. le ragioni per le quali non mi fido della sua riforma Costituzionale le spiegherò al tempo ma da donna, e per amor di genere, e soltanto per vedere impallidire i quattro imbecilli (uomini e donne), che sostengono che mai ci si valuterà per le nostre capacità ma soltanto per il nostro culo, mi auguro diventi la più grande statista della storia d’Italia.
ecco la frase che ha creato borbottio scomposto: quando la pianterete di valutare una donna per la sua bellezza e non per la sue competenze saremo usciti dall’età della pietra.

vorrei rassicurare “NilusIV”, tale Gigi Marino che scrive: “se siete belle, il problema non ve lo mettete, avete da ridire solo quando non siete più corteggiate”, che io andavo in Piazza già a sedici anni e corteggiatori ne ho a fiumi ora e ne avrò anche da vecchia, perché oltre ai sessisti, ci sono portatori di “prolunghe falliche” che pensano all’affinità dell’anima, anche, e ci vedono come compagne di vita e cervelli, oltre che scopate da mostrare agli amici, e il mondo è pieno di donne che vedono la menopausa come una liberazione e non termine ultimo della propria avvenenza.

e se pure esistono ragazze la cui unica aspirazione è fare la velina, come sottolinea un altro tuittero, o che si arenano al primo “cazzo buono” come mi ricordava qualche giorno fa la negazionista Nina, la storia è piena zeppa di ravvedimenti. perfino io ho creduto a quell’imbecille del mio primo marito (sottolineo “primo” perché non pensiate sia la bile a parlare), che mi aveva promesso luna e stelle, facendosi poi trovare a letto con la mia segretaria e il conto prosciugato.

uomini e donne sono istintivamente capaci di sostenersi e amarsi con le proprie diversità, non ci fossero i preconcetti, l’idea che parità di diritti significhi uguaglianza e che le femministe abbiano barba e pisello. poi, certo, la vita è piena di storie su ragazze incapaci che ce l’hanno fatta grazie al papà, al marito e all’amante, ma non è così per tutte. siamo così forti da compiere sforzi colossali, tipo “darla via” per far mangiare nostro figlio, perché è l’unico modo per farlo sopravvivere.
ognuna si arrangia come può ma non una cosa non esclude l’altra. e se anche uso un uomo per fare carriera ciò non significa che non sono capace, ma che quello è l’unico modo per ottenere un lavoro. ogni tanto riflettiamo sul numero di maschi al potere, prima di farci arenare sul vostro importantissimo pisello. grazie.

umiltà

a nessuno fa piacere sentirsi dalla parte dei mentecatti che fanno la fila ai reality show.
nessuno vuole sentirsi diminuito se guarda troppe serie TV.
oggi, diversamente da ieri, “la massa”, quella che affolla i Social e di cui non si parla più, ha la pretesa di leggere roba leggera ed essere comunque degna di dare giudizi e spandere opinioni.
prima non era così.
chi leggeva Grand Hotel non se la sentiva di parlare di narrativa.
chi leggeva soltanto Topolino non si metteva a scrivere romanzi.
chi non era in grado di mettere ordine tra i propri pensieri non dava dell’arrogante a chi, invece, di pensieri ne aveva di più e anche originali.
chi non capiva provava a farlo non s’indignava per la supponenza altrui.

non siamo tutti uguali.
c’è chi può e chi no.
è natura, è indole, è carattere.
che piaccia o no si chiama FORMAZIONE.
che lo si creda oppure no si chiama ESPERIENZA.
tutti possiamo cantare un motivetto, non per questo saremo cantanti.
tutti possiamo scrivere la lista della spesa, ma non saremo scrittori.