non hai le palle

un tizio che mi perseguita politicamente da mesi ieri mi ha domandato per l’ennesima volta perché sono per l’accoglienza dei migranti, opponendo alla mia idea il solito slogan: preferisci lasciarli nelle mani dei mercanti di morte. gli ho spiegato che è sempre meglio questa morte, i nostri centri di accoglienza piuttosto che le torture nei loro territori, e la morte certa, e che basterebbe leggesse i giornali che leggo io per capirlo e che, comunque. infine che parlare di politica su twitter è come discettare di filosofia nel camerino di prova di Intimissimi in via del Corso un sabato pomeriggio pre natalizio.

ha insistito. allora gli ho detto che stavo lavorando e non avevo nessuna voglia di mettermi a cercare per lui articoli e interviste, e che comunque mi seguiva solo per provocarmi e mai e poi mai una discussione social porta a una dialettica sincera, e che ho imparato a non perdere tempo e quindi sciò, via, alla larga, non superare il limite consentito.

ovviamente stamattina mi ha scritto che sono “senza palle”.
e meno male, gli risposto io. ma un fascista ha una visione pallocentrica del mondo, è ovvio che pensi che il coraggio e la forza siano attributi maschili.

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