scrittrice senza figli

ecco perché non credo nella correttezza giornalistica e politica, perché meno che mai credo in quella #social, o mediocratica (dei mediocri), che loda l’umiltà e mortifica il carattere, come non fosse quello l’unico motore per arrivare alla creazione significativa, alla vittoria delle idee, laddove esistano ancora idee da far vincere. sulle “cicciottelle”, e sulla odiosa rivolta #social di chi per il resto dell’anno chiama “nano” il Ministro Brunetta e “puttana” la Ministra Boschi, sorvolo, ma due settimane fa fu proprio una “mamma” a precipitare da un balcone, e mi domando se avrebbero dato comunque la notizia non avesse avuto figli; spesso sono anonime mogli, fidanzate, colleghe, ex, a essere uccise.

queste Olimpiadi sono piene di eventi extra competizione che m’infastidiscono, che nulla hanno a che vedere con la disciplina sportiva praticata, ma con il pettegolezzo #social, con l’orgoglio gay, o con la possibilità, forse, di scrivere un romanzo, di accumulare follower, di accalappiare sponsor. e se è cambiato il giornalismo, da sempre a caccia di titoli curiosi, la concezione dello sport varia a seconda del nemico da combattere: e aiutare la collega, in tempo di guerra, è l’unica risposta possibile, mettendo da parte le qualità della gara.

la Cina, finalmente lontana da campi di lavoro e dall’oppressione comunista, stando almeno ad alcuni infuocati  commenti twitteri, sposa l’esibizionismo occidentale con una proposta di matrimonio commovente ma fuori tema, perché tutto fa spettacolo, anche la guarigione dal cancro può essere usata perché il pezzo sia letto, tutto serve a emergere dal mare magnum di anonimato in cui tutti ci troviamo, anche se soltanto per un’ora, anche se solo come “camionista ubriaco” uccide famiglia di istrici, o come “scrittrice senza figli” regina dei Romance.

obesi

mangiate male e siete un brutto spettacolo.
dopo i trent’anni, una volta accasati, mettete su stress e pancia.
poi ci si lamenta della spesa sanitaria. basta guardarvi in costume da bagno, al lago, e capire che bevendo birra alle 09:00 del mattino sarete ridotti all’ictus prima dei cinquant’anni. ed è del tutto inutile che facciate scongiuri. sarà colpa dell’IVA troppo alta anche stavolta?, o della pigrizia?

ma io vado più in là. rimuovo, dimentico. il mio senso estetico non può resistere. e dopo essere inorridita per mezzo chilometro alla vista dell’adipe italica, mi sposto allo sporting club, dove canoisti troppo giovani per il mio cuore ma non per i miei occhi, si preparano a entrare in acqua facendo esercizi di riscaldamento. E niente boxer, per carità!, soltanto costumi ridotti. però non si fa così… dio che spettacolo!, dovreste per lo meno avvisare con un cartello prima della curva: adoni nostrani in mostra.

non mi sento in colpa. osservare e riferire è il mio mestiere. guardare è ciò che faccio da sempre. come descrivere altrimenti i miei personaggi?
vorrei però mettervi sull’avviso, se non continuerete a muovervi, dopo i trent’anni sarete ridotti come quelli laggiù, lo sguardo bovino e la bocca impastata di birra.