A proposito di Privacy

Lasciam perdere i social network, e noi, imbecilli, che mettiamo a disposizione delle multinazionali i nostri gusti e prestiamo il fianco a possibili detrattori presenti e futuri, raccontando di noi molto più di quanto qualsiasi perfetto sconosciuto dovrebbe sapere: gusti, carattere, indole, debolezze, vizi, difetti, talloni di Achille. Mettiamo da parte anche il problema del controllo del denaro voluto dai governi (tutti), di come lo spendiamo, in quale misura e quando, di come lo guadagnamo, in quale misura e perché. Posta elettronica, sms. Cellulari, che tracciano i nostri spostamenti e registrano qualsiasi variazione di percorso: quella maledetta volta che tizio decise di suicidarsi dopo che ero andata a casa sua, per esempio. Per riconciliarmi con lui dopo la scenata del giorno prima in un ristorante del centro piena di testimoni. Lasciamo stare! I telefoni fissi, sotto controllo da prima che nascessi. Le TV via cavo, auditel particolareggiato ed esatto dei gusti della massa che mi e ci condannerà a programmi sempre più osceni, scadenti, modellati sulla sottocultura imperante.

Ma il ritiro della spazzatura porta a porta è troppo!

Non ho mai sofferto di manie di persecuzione, non mi sono mai sentita controllata, non credo nei microcip nelle scie chimiche tantomeno negli alieni. Non ho beni da proteggere e il mio conto corrente è così triste che, di me, il grande fratello o chi per lui, sa poco e niente. Anche il mio Mac, fino a pochi mesi fa pieno di immagini e e mail compromettenti, è ritornato vergine, nuovo HD e nessun problema d’intrusione!

Ma basterà darci un’occhiata rapidissima alla cassettina della spazzatura, sempre stracolma fuori dalla porta e in bella vista sulla strada, per sapere veramente tutto su di me come su chiunque altro.

Correndo tra le strade deserte di primissimo mattino so già se i miei vicini comprano birre e quali. Ma potrei anche, impegnandomi di più, indagare sul consumo pro capite del consumatore, del bevitore abituale o dell’alcolista.  Tra le vie deserte mi faccio un quadro esatto di chi mi vive accanto. Se i miei vicini fumano e cosa, se leggono quotidiani e quali, se mangiano gelati e di che marca. Se sono di destra o finto democratici. I Comunisti non si trovano nemmeno nell’indifferenziata.

Potrei scrivere un romanzo ma l’hanno già fatto. Ma agli altri? Ladri, poliziotti, stalker, amanti, mariti gelosi, mogli. Lì c’è tutto.Dalle impronte digitali al DNA. Abitudini sessuali incluse.

La spazzatura è un fatto privato. Il ritiro porta a porta, non lo so.

 

Cimiteri digitali

La rete ne è già piena e siamo soltanto all’inizio. Sono i cimiteri digitali, a cominciare da quelli dei social, pagine e pagine di profili di persone defunte -perché nonostante lo spiccato senso dell’ironia che pare abbia contagiato tutti si continua a morire. Profili di coloro che non hanno fatto in tempo a lasciare user e password a una persona di fiducia che possa liberarle- come ho fatto io già tre anni fa- e che se ne stanno lì, mute, ad accogliere parole di rammarico di chi è restato e gli racconta teneramente quanto vita sia triste senza di lui. Non so se faccia più tristezza vedere esibire il dolore o vederle vuote di amici quelle pagine che sadicamente nessuno toglie.

Scusate ma sono un po’ terrona e il cimitero è per me luogo sacro e miracoloso. Da bambina correvo dietro ai fuochi fatui e vedevo suore morte ammazzate nella chiesa di Santa Teresa dei Maschi. Poi, infatti, ho scelto l’accademia d’arte drammatica.

E i cimiteri dei Blog? Pagine e pagine di inutili foto e inutili informazioni e inutili parole spesso di nessun peso. Diari, ricette copiate, brutte foto. Ma perché dopo avere smesso di usarli e averli abbandonati non provate anche a cancellarli?

Il solito modo di fare: uso e lascio lì. Tanto è gratis. Tanto non c’è nessun obbligo a levarlo. E la rete s’intoppa delle vostre inutilità, e io, che giro in cerca di qualcosa d’interessante m’imbatto nella bruttezza dei vostri ricordi.

Sono pessima? Bene, allora tornate a casa, fate il bakup dei vostri tesori digitali e togliete di mezzo ciò che da anni non usate più.

Qualche volta le critiche andrebbero accolte. Ma l’abitudine a guardare la tivù porta questa assurda umanità a giustificarsi di continuo, come se la vita fosse tutta un talent show e ci si aspettasse un premio.