Teresa e le Banche

«quindi sei andata in Banca a domandare uno scoperto?».
«sì, ovvio, così pago quegli usurai di Equitalia senza interessi, aderendo al condono fatto con il culo dal Governo Renzi, e poi restituisco piccole rate agli usurai delle banche. certo… -, dice la mia amica come ragionando tra sé, -le banche non sono mica Istituti di beneficenza, sono aziende, SpA che concedono enormi scoperti soprattutto agli amici».
sento qualcuno lamentarsi, un “huuummm” sospetto e soffocato.

«ne ho uno qui, un bancario, amica mia, proprio sotto di me… », e Marité mugola qualcosa di osceno, «è il mio Direttore che viene a farsi frustare qui ogni mattina, prima di andare in filiale, o in pausa pranzo. dipende dai prestiti che deve rifiutare… se a padri di famiglia, a pensionati che vogliono aiutare i figlioli alle prese con il fisco, o a troie come me… ».
«huuummm… », si lamenta ancora il cliente di Maria Teresa, la mia amica che con tre lauree fa marchette per fare la spesa.

«devi confessarti una cosa, Elena», non mi chiama mai per nome, quasi avesse paura di mettermi nei guai, che qualcuno possa intercettare le nostre chiacchiere mattutine, «sai, una volta ebbi una concessione di scoperto dalla banca Antonveneta, la filiale in via del Corso», scuoto la testa, e pur stando a Roma lei sembra vedermi dal suo attico ai Navigli e interviene, «sì, giuro, sono anche io causa dello sfacelo italico-, sospira, – mi concesse trentamila euro in cambio di tremila euro cash che dovetti passare al direttore sotto la scrivania, nel suo ufficio al piano rialzato».

non so cosa dire. so di queste pratiche messe in atto giusto giusto le ultime settimane prima della fusione, di prestiti concessi a chiunque in cambio di mazzette sottobanco, ma che la mia eroina rivoluzionaria e i suoi angeli in perizoma siano concausa del tracollo di MPS, mi fa una strana impressione. pensavo che Marité avesse poco a che vedere con le Banche, e invece scopro che è stata perfino imprenditrice, per un breve periodo della propria combattiva esistenza.

«ma lo sai-, mi fa liberando il cliente dalle corde, –lo scoperto bancario è come la sodomia, un piacere lancinante seguito da un prolungato fastidio».
la lascio ai suoi affari inviandole un bacio. almeno lei ha la soddisfazione di prenderla a scudisciate certa gente.

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progressisti

è complicato far capire a mia madre che non deve sentirsi minacciata dalle scene erotiche contenute nei sei racconti di Pioggia dorata, quelle sono soltanto una scusa.  è nelle parti meno “oscene” che ho nascosto il disagio vergognoso di chi non vuole ammettere i propri fallimenti e gli errori evitabili, è nella finzione quotidiana che ho lasciato si manifestassero i comportamenti meschini dei miei eroi, nei loro gesti casuali la rivelazione del disagio e della paura, l’insicurezza, nel senso di onnipotenza di chi picchia il più debole, il luridume nel turismo sessuale perpetrato da padri di famiglia irreprensibili, il falso pudore nella madre che digita sconcezze al vecchio amico di scuola, e che soffre inutilmente anziché lasciare il proprio uomo, ormai distante, estraneo, dotato di una forma priva di sostanza.

dopo gli attentati di Parigi non si fa che parlare dell’Europa progressista e del nostro amore per la vita e per la libertà ideologica e sessuale. appunto: si continua a parlare e basta. perché io non la trovo questa libertà. non c’è libertà in chi digita richiami sessuali nascosto da uno pseudonimo, o negli editori che giudicano “troppo forte” la spregiudicatezza di una donna che pratica la sodomia su un uomo, c’è bigottismo nei librai che pur non avendo letto nemmeno una pagina del mio libro si dichiarano spaventati dall’argomento.

non si dice più “puttana”, ma MILF, COUGAR, morta di cazzo. e nella sostanza non è cambiato un bel niente. io non sono coraggiosa, sono semplicemente l’unica che ha accettato di fare il bagno nuda sotto la luna piena mentre gli altri, senza avvertire, hanno indossato il costume da bagno.

 

chissà perché sottovalutate il bacio

sono mesi che tutti i giornali e i blog e i post e i tweet, riprendono la notizia, data da me mesi e mesi fa anche su Radio Kalashnikov (Radiopopolare Roma, dove ogni martedì dalle 21.00 raccontiamo facezie su editoria e sesso) e qui: https://bibolottymoments.wordpress.com/2014/10/09/illuminazione-e-orgasmo/: che il punto G non esiste e non esiste l’orgasmo vaginale.
bene.
ottimo.
perfetto.

ora, c’è proprio bisogno di riprendere la notizia in tutte le salse senza aggiungervi nulla?
perché non parlare, invece, di quanto sia utile imparare a baciare per saper poi “leccare”?
così m’insegnò un Master esperto e mai l’ho dimenticato.
vuoi veramente fare impazzire gli uomini?, mi chiese.
vuoi sul serio farti dare mance generosissime e renderli schiavi?
ovviamente sì, risposi.

mi guardò negli occhi-avevo quindici anni allora e all’amore ci credevo meno che oggi-, lui mi accarezzò il viso con dolcezza infinita e poi m’infilò la sua lingua dura in bocca, a lungo, finché non esplorò ogni angolo, fino in fondo e di lato, sopra e sotto, dentro, finché non fece male.
Infine, si staccò da me e m’ingiunse di fare lo stesso con il suo culo. sì, culo.

non ci vuole tanto a capire che il sesso e il piacere non hanno nulla a che vedere con la riproduzione e i suoi organi. e che talvolta bisogna dedicarsi a esplorare. e cambiare verso (non in senso renziano).
invece no.
che siate il “Corriere della sera”, o “Wired” o la Milf con primo piano di tette che parla di cazzi come fossero fiori, non sarete mai abbastanza disinibite e convincenti da persuadere qualcuno che la sodomia per un maschio è il top. soprattutto se a praticarla è una donna. e che la virilità c’entra poco con i nostri orifizi.
ma non avrete mai mani abbastanza forti per fare a loro, maschi, ciò che loro non fanno a voi.
e aspettate. in eterno. che si decidano a uscire dalla pellicola del film che voi stesse avete girato per farvi impazzire da piacere.

l’amore, il sesso, o il piacere puro, sono alla pari, infatti, partono sempre da un bacio che vuole un’azione comune.
ora, possiamo andare a messa.