soldi, selfie e self control

L’Huffingtonpost qui: http://www.huffingtonpost.it/2015/04/09/giardiello-tribunale-milano_n_7031780.html si erge a giudice e punta il suo ditino contro Giardiello l’assassino.

il titolo parla da sé.
il titolo mi racconta di posti fissi e tredicesime.
di chi pensa ancora all’imprenditore come “padrone dalle braghe bianche” e non come schiavo dell’anticipo dell’IVA e di tutti gli oneri possibili.

questo pezzo mi racconta di chi non è mai stato alla Caritas, OGGI, a parlare con gli imprenditori che vivono in automobile.
dimenticati.
lasciati morire.
io il dito lo punto contro i TG di regime renziano che per la gran parte della giornata hanno tralasciato la questione “imprese, fallimento, banche”.

gli imprenditori in Italia non sopravvivono perché le nostre banche non sono fatte per l’impresa ma per il risparmio.
le nostre banche danno soldi a chi ce li ha, e basta.
“la banca è un ombrello che ti viene aperto quando c’è il sole”, sì, cito qualcuno ma non ricordo chi, un bel film tratto da un bel romanzo, credo.
ho scritto anche io qualcosa, un noir troppo triste per la nostra editoria rosa nella top ten della classifica Amazon, ma questa è un’altra storia, o forse sempre la stessa, di chi preferisce non vedere, non sapere quanti se ne ammazzano, a torto a ragione.

hanno i paraocchi i nostri banchieri, e io lo so, sono stata imprenditrice e ho avuto a che fare sia con il governo che con le banche che con i tribunali.
e ho pagato.
pagato caro.
pagato tutto.
l’unica cosa che non ho fatto è stata prostituirmi per uno scoperto.
il direttore me lo domandò. quel vigliacco del mio ex non se la sentì di incastrarlo. perché certo sì, io lo avrei fatto.
lo avrei incontrato, ci avrei fatto sesso e avrei registrato ogni cosa.
poi lo avrei ricattato. a vita.

in Italia i processi durano un’eternità, qualunque sia la colpa dell’imprenditore (il nero, i debiti o il fisco) http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/04/09/news/giardiello_tribunale_milano_sparatoria_fallimenti-111522602/?ref=HRER1-1 il processato nel frattempo deve restare immobile.
domandatevi come fa un cristiano a restare bloccato tra avvocati e udienze senza sapere come andrà a finire.
e intanto pagare il mutuo, il dentista, la scuola di danza alla bambina.

i belanti ripetitori di luoghi comuni non sanno che “i professionisti cui rivolgersi” in Italia sono ben pochi.
che io personalmente, io Elena Bibolotti, è stato grazie ad avvocati incompetenti, a lungaggini burocratiche e a commercialisti ladri che son finita sul lastrico, che ho venduto la mia casa, tutto ciò che i miei mi avevano lasciato.

gli imprenditori servono finché danno lavoro a uno stato usuraio.
leggete, andate a vedere quali sono i dati sulle azioni legali contro gli istituti di credito.
spalle al muro ci si deve difendere.
spalle al muro si perde il controllo.

è vero, è un assassino. ma le soluzioni vanno trovate e rapidamente.
questo è il capitalismo baby. l’individualismo all’ennesima potenza.
il comunismo non l’ho fatto cadere io. e tra un po’ si ucciderà anche per una rinoplastica.

sei bellissima

credo che la misura sia una questione di buon gusto.
la misura della propria felicità e del proprio appagamento, che sta negli sguardi, negli atteggiamenti, nei sorrisi, è una questione di indole ma anche di buona educazione e sicuramente non si impara durante le lezioni di Public Speaking tenute durante le convention di Partito.

ieri guardavo quell’oscenità di SKYTG24, in realtà stavo infilando i piatti nella lavastoviglie quando ho sentito in sottofondo la notizia della ricerca del nuovo Ministro delle infrastrutture, mi sono voltata ed ecco una bellissima ragazza in gonna longuette fumo di londra e camicia rosso comunista.

In un’inquadratura si passa le mani perfette tra le ciocche ondulate, in un’altra, mentre il giornalista dice che mai Renzi rinuncerebbe al proprio Ministro delle riforme, rieccola che attraversa gli ampi corridoi parlamentari -sì, proprio quelli dove la mia Justine 2.0 sogna le orge più oscene.
La Boschi cammina compiaciuta sul tappeto seguita da un piccolo strascico di leccaculi, tiene una leggerissima cartellina sotto il braccio: in un angolo, un nugolo di giornalisti sorridenti aspetta il suo ingresso.
la Ministra non pare affatto sorpresa, anzi, sfila con professionalità di una top model, si muove su una nuvola.

mi domando se non sia un atteggiamento più indicato per un’attrice.
mi chiedo se la Ministra conosce il numero dei suicidi che ancora oggi si registrano nel Paese.

sappiamo che il segno è già stato superato e che mai ci rivolteremo, ma ecco, se la Ministra potesse almeno evitare di sbatterci in faccia il proprio appagamento farebbe un favore a molti di noi.
magari susciterebbe meno odio.
forse maggiore rispetto.
ma si sa, la misura si ha in eredità. la misura e la classe son doni di natura.

c’è posto per tutti sotto il cielo, è vero, ma per alcuni ce n’è di più.

Gli ostaggi di Parigi siamo noi

scusate se arrivo tardi ma chi mi conosce sa che qui la televisione è sempre spenta.
ci sono i giornali.
on e off line.
almeno per i pochi non analfabeti rimasti.

sono stata tele dipendente durante gli anni ottanta, avevo il culo grosso, la faccia gonfia e mangiavo schifezze tutto il giorno nutrendomi di telenovelas.
è stato dopo un periodo di disintossicazione da un professore Rosacrociano, nella sua masseria sulla Murgia, che ogni volta che vedo la tivù sento puzza di merda di vacca.
siete pazzi.
tutti.
voi che la tenete accesa tutto il giorno avete veramente le rotelle fuori posto.

di cosa parlo?
del fatto che a guardare di continuo un cadavere non si vede più la morte.
che la nostra informazione è monotona, è vecchia, ricattata dal sistema politico.
SkyTg24 è in grado di mantenere un servizio per novanta minuti facendo scorrere sempre le stesse immagini e dicendo le stesse cose, solo cambiando ordine alle parole. e basta. sempre le stesse: GIP, GUP, attentatore, ministro.
E io dico: bravi, complimenti, fantastici.
ma basta.
l’informazione dovrebbe aggiungere, approfondire.
e invece no.
i servizi di questi giorni mi fanno lo stesso effetto della scrittura di E.L. James, all’inizio dell’intervista so già come andrà a finire.
tutta la solidarietà ai cugini “mangiabaguette” ma anche noi siamo ostaggio di Parigi, dei terroristi e dei media.