al sesso preferisce la palestra

poi, quando lo scrivo su FB che tanti preferiscono la palestra al sesso, che fanno a gara per sverginare tubi di scappamento, che menano le mani piuttosto che giocare pacificamente, che per prendere coraggio si scolano casse di Ceres, che gli basta offrirti una pizza per sentirsi in diritto di provarci, o che parlano e basta, allora corrono tutti a digitare: ma chi conosci tu?, ma dove vivi?, quali uomini frequenti?

fidatevi di me e delle mie amiche, parola di ex attrice di prosa che su FB ha incontrato più falsi campioni in cunnilingus che avvocati. ma io, almeno, ho smesso prestissimo di fare sesso virtuale, tanto da scrivere Justine 2.0 (Ink Edizioni 2013), ovvero le avventure di una donna che vorrebbe carne e trova soltanto parole, invece tanti continuano felicemente ad accontentarsi di un’idea, fidandosi di foto, trasformandosi nella dea Kalì tutte le volte che la signora moglie, fidanzata, convivente, madre, scende a fare la spesa, cambia pannolini al piccolino, va a correre. e lo immagino, quando scrive in privato le solite cose che scrive a tutte: che è bella e che è intrigante, una mano al mouse, una alla tazza di caffè e le altre attorno all’attrezzo. (ah, ecco, a proposito, magari questo aggettivo nel linguaggio comune significa anche “che incuriosisce”, ma si tratta di una parola “calco” che nell’accezione originaria vuol dire “pettegola”).

è sufficiente sbirciare tra i vostri contatti per capire quali gusti avete e se siete o meno pratici di pesca a strascico, tra l’altro illegale; ci basta dare un’occhiata sulla barra laterale di FB per calcolare quanto tempo passate on line, e che se non postate nulla sulla vostra pagina, significa che siete tutto un “cippi cippi”su Messenger.

ogni tanto, sapere che non ci provate a caso, sapere che siamo proprio noi a interessarvi, può essere una buona mossa. ma i più al sesso preferiscono la palestra, e se gli dici che sei stanca del sesso virtuale, tutt’al più ti propongono di cambiare piattaforma.

in uscita per Castelvecchi “Conversazioni Sentimentali in Metropolitana” 

 

Direct Message e sconcezze

la curiosità dovete averla abbandonata nella culla! trovo incredibile che ancora tanti, che pure avete un account twitter anche se le vostre signore non lo sanno, ignoriate il significato di D.M.
sarà perciò, mi domando, che nonostante abbia scritto chiaramente “no DMrispondo solo a editorialisti e/o direttori editoriali di peso“, (quelli non di peso servono a poco nella vita di una ragazza disoccupata), copiosi arrivino DM di abboccamento da parte di impiegati del catasto (con tutto il rispetto e genuflettendomi davanti all’ufficio del catasto e ai suoi impiegati che, magari, non avendo di meglio da fare, sono affacciati in finestra e mi vedono chiedere scusa).

sebbene ci siano uomini che insistono per prenderci contro la nostra volontà, di notte per strada, mentre torniamo  dal cinema o da una festa, oppure nel cesso di una discoteca e anche se urliamo e diciamo di “no”, nonostante questo, l’abboccamento, come ai tempi di nonna, è sempre il primo passo, e le frasi sono sempre quelle: bella foto, begli occhi, scrivi cose bellissime. e vanno ignorate.

sì, non bisogna neppure leggerle, sono come i messaggi di Zuk quando ti iscrivi a Facebook: il maschio digitale le manda in automatico a “purché respiri”. e questo lo potranno testimoniare a migliaia, anche chi proprio non si aspettava certe carinerie da uno sconosciuto, perché nonostante il populista “siamo tutti uguali”, esiste ancora la più bellina della classe e quella che proprio no, e non ci si può fare nulla anche se c’è photoshop, se non rafforzare il proprio carattere e affinare doti che non pensavamo  di avere. io, per esempio, avevo un’amica che non aveva particolari doti di bellezza ma che era gentilissima, e si sa che sarà la gentilezza a salvare il mondo, e non la bellezza.

quelli che, dopo l’abboccamento in D.M. ti danno attenzione per un paio di settimane e basta, sono da scartare; quelli dall’attenzione una tantum anche: vuol dire che quando non danno attenzione a te la danno ad altre; quelli che ti stanno dietro con gentilezza e ti leggono e commentano per due anni di seguito hanno diritto a un premio; gli altri sono da mettere nel girone dei Santi digitali, e ce ne sono, e lo dico tanto per non scagliargli soltanto pietre addosso, ai maschi, che non sono tutti della stessa specie un po’ del cazzo, che t’inviano il proprio attrezzo in DM manco fossero rappresentanti di un marchio così speciale.