Proibito ’50

Proibito ’50 sarà pura goduria.
già scriverlo, per quanto faticoso tra fonti da controllare, linguaggio e costume, mi ha immensamente divertita. lavorare sulle parafilie, quelle rare e particolari come la dendrofilia (attrazione per gli alberi) o l’oggettofilia, e attribuirle a un bel fusto d’oggi o a una cougar è facile, farlo con un impiegato del catasto appena tornato dalla guerra e senza alcuna consapevolezza, o con una ragazza con la quinta elementare per giunta allevata in Convento è complicatissimo.
eliminate le zavorre della mia esistenza: padre, fidanzati, amanti e stupratori, posso dedicarmi alla scrittura di studio ed esplorazione, restando comunque nell’ambito dell’eros, perché l’eros, come dico sempre parafrasando Roth, il sesso senza filtri né luci soffuse, quello vero, fatto tra uomini e donne né belli né ricchi né speciali, non è l’orlo della mia esistenza, ma la trama stessa: non fossi nata da famiglia borghese e cattolica un mestiere sicuro l’avrei avuto.
ma ecco, si può essere sfruttati da un pappa ma non da un editore, che in teoria dovrebbe darci luce e fama. sappiamo tutti come va, ormai, e contrastare lo sfruttamento del mio ingegno e della mia fantasia è questione politica, non più soltanto etica. pensate a cosa succederebbe se tutti gli autori apprezzati dalla critica e con un buon seguito di lettori, decidesse di autopubblicarsi.
retro
quindi nessun editore e nessun obbligo, questa la mia scelta per la raccolta, questa la foto dell’autrice (io) in quarta di copertina (il disegno è di Patrizia Ghirardelli che lavorerà
anche sull’immagine di copertina).
la quarta non avrà, ovviamente, la sinossi completa al posto del breve riassunto di “quarta”, appunto, come mi è purtroppo successo di veder ridotto un mio romanzo.
sarà complicato reperirlo?
non più della mia ultima fatica: Amazon, Ibs, librerie amiche, cartaceo e ebook. tanto nessuno ormai ti mette a scaffale se non hai firmato un contratto vero, se non hai un Agente vero, potere di trattativa, di vendita e capacità di menare le mani.
e lo sapete già, sebbene preferiate tacere. ma il primo sciopero a scuola lo organizzai in prima media. in quinta elementare, nella foto di gruppo, ero l’unica senza grembiule.
qui il mio ultimo romanzo
qui Pioggia Dorata (anche formato Kindle)

vedi tizia?, ha scritto un libro!

un’altra, l’ennesima che decide di non poter privare il mondo della sua storia. naturalmente targata “youcanprint”. poi ci rifletto. c’eravamo viste a casa sua qualche anno fa, lei era (ed è) una di quelle persone che fottono lo Stato a vita, sì, se non ricordo male faceva la consulente, da trent’anni, tanto che le domandai: ma come mai prendi uno stipendio così alto per fare da consulente sempre per lo stesso Ministero?, non ti potrebbero assumere e pagarti meno?

misteri tutti italiani. fitti misteri italiani con casa con terrazza ai Parioli. fitti misteri italiani con con casa con terrazza ai Parioli che votano PD, fottono lo stato e non mi chiamano per l’editing del loro libro selfpubblicato. e ovviamente non m’invitano più a cena.

ma non era questo di cui intendevo parlare. quanto di stanotte. ho messo la sveglia alle quattro e con “lui”, e gatte al seguito, sono uscita alla ricerca della superluna che invece stava probabilmente sul lago, poi, non riuscendo più ad addormentarmi, mi sono ricordata di qual è la differenza essenziale e vera, al di là dei 140 caratteri di falsa modestia, tra un artista e un “alias”. l’artista sa che potrebbe fare di più. non va tagliandosi l’orecchio a ogni uscita editoriale, vero, ma non è mai veramente soddisfatto, né va pubblicizzandosi più di tanto, né si applaude da solo. il vero artista, è quello che chiude la porta del camerino e che durante gli applausi sorride a stento ed è, di norma, il più bravo di tutti.

fu la domanda che posi anni fa a un guru dell’editoria digitale: come faranno gli insicuri?, i timidi, i poco loquaci, i realmente umili?

soccomberanno. mi rispose.