10 sconsigli inutili

10 sconsigli inutili per entusiasti della scrittura.

la natura umana è sadica, suggerisce a chiunque la stessa cosa: di tentare ancora, che si è a pochi passi dal successo, che nella vita ci vuole un gran culo, che faranno tutto gli editor, che sicuramente questo manoscritto farà il botto. un po’ come quando decidesti di andare al mare il 1° maggio con quel caldo torrido, in fila per 4 ore soltanto per uscire dal raccordo.

e sfatiamo subito un mito: per campare di scrittura bisogna avere già un ottimo stipendio o, in alternativa, vendere milioni di copie tradotte in tutto il mondo. e se pubblicare il primo romanzo non è stato difficile perché ormai ci sono più case editrici che librerie, migliorare la propria condizione di invisibili sarà complicatissimo, e se sei scoraggiato alla prima pubblicazione, sappi che la seconda potrebbe andare peggio.
1) se è l’editore a cercarti, 90 su cento non è per arricchire il suo catalogo ma il suo portafogli.
2) per essere credibile dovrai fare il salto dal piccolo al grosso editore, ma ti manca l’asta.
3) rendere conto delle vendite del primo romanzo che è andato di merda sarà come mostrarti nudo davanti a un pubblico di esperti: molte Agenzie letterarie esigono il rendiconto del primo romanzo, oltre al versamento su c/c soltanto per leggere il tuo manoscritto.
4) da scrittore sfigato a scrittore sfigato e bugiardo è un passo: non gonfiare mai i numeri, esiste un software che attesta l’esatta quantità di copie vendute.
5) ricorda che se hai vendicchiato faticosamente con il primo, non sarà lo stesso con il secondo: al paesello ti hanno letto per curiosità: per coglierti in fallo, per far piacere a tua madre, le tue ex per vedere se ti ricordi di loro.
6) se conti sui parenti devi averne veramente tanti.
7) anche gli amici latitano. e a un certo punto cambieranno strada.
8) un Agente letterario non rilegge mai lo stesso autore nell’arco della stessa esistenza, se si offre di leggere qualcosa di tuo, fatti il segno della croce e scegli bene tra ciò che hai nel cassetto.
9) per sapere se la tua storia funziona hai due possibilità: fare un rito voodoo o iscriverti a una famosa scuola di scrittura.
10) per essere citato su FB dal guru dell’editing, invece, basterà che ti iscriva al suo corso settimanale.

Qui il mo ultimo romanzo d’amore “Conversazioni Sentimentali in Metropolitana” Castelvecchi Editore (anche in libreria)

#ioscrittore2

stamattina non sono nemmeno di ottimo umore.
o meglio lo sarei se non avessi dormito troppo e non fossi stata perciò rapita da una nave aliena mentre il mio uomo usciva a farsi la pizza con Fulvio Abbate. tra l’altro ero anche incazzata perché Abbate conosce molte donne… comunque mi sveglio, ormai discesa sana e salva dalla navicella e vado a spiare sul blog di #ioscrittore cosa che farò quotidianamente per capire ciò che NON dovrò mai fare, e leggo questo http://www.ioscrittore.it/doc/68839/IOSCRITTORE/scrivere-un-libro-come-cominciare-bene-3-insegnamenti-fondamentali-che-uno-scrittore-pu-trarre-da-uno-sceneggiatore.htm

intanto non capisco per quale motivo si rifacciano sempre e soltanto alla letteratura d’oltreoceano, e a quella più commerciale. nemmeno, dico io, il grande Carver. e no, troppo claustrofobico.
siamo già al punto morto nel quale se non sei velocissimo e non usi periodi di tre parole il lettore si stanca, se mettiamo gli scrittori a copiare i grandi made in USA finiremo ancora più nella merda.

il blog degli aspiranti scrittori è tutto un fiorire di consiglietti da manualetto GEMS. poi leggono soltanto King, in una traduzione fatta da schifo.
bah.
farei fare a tutti, Editor invisibili del cazzo compresi, una bella full immersion tra Brancati, Parise e Gadda. poi vediamo se dai racconti di Buzzati non si tira fuori thrilling.
magari l’Ulisse vi sarebbe utile. anche lui, povero James, non serve soltanto per essere citato come esempio di alta letteratura, ma letto.
in “Lettera a Berlino” di McEwan non succede niente per 143 pagine, altroché fare entrare l’uomo con la pistola.

leggo il blog di #ioscrittore per trarre spunto su tutto ciò che a mio avviso non bisognerebbe fare quando si scrive.
andare in libreria mi da la nausea per quanta impersonalità è ormai impressa sulle pagine dei libri che scorro senza alcun interesse.
e parlo da LETTRICE.
a me, in teatro, grandi maestri hanno insegnato a cercare le ragioni della mia arte PRIMA, le tecniche recitative, POI.
VOI, date per scontato si abbia qualcosa da scrivere e l’80% di quelli che istruite a scrivere come scimmiette non diventeranno mai nessuno perché in definitiva non hanno un cazzo da dire.
poi ci si domanda perché la letteratura è morta.