anche io

un mese fa, ero in metropolitana, a un certo punto si aprono le porte per far salire e scendere i viaggiatori, poi si richiudono ma il treno non si muove e sento del trambusto. si apre un varco e le vedo, proprio tre, come le sorelle del terribile rogo di Centocelle, l’hashtag ancora in classifica twitter. sedute sui sedili, non un viaggiatore accanto a loro, anzi, le tengono in ostaggio perché non si muovano fino all’arrivo di tre militari così giovani e belli che potrebbero essere i loro fidanzati.

non le possiamo toccare, dicono, dobbiamo farle scendere dal convoglio ma senza toccarle. e la gente parlotta: dai, è assurdo, queste non dovrebbero circolare sui mezzi pubblici e le forze dell’ordine dovrebbero poterle mandare via. i viaggiatori controllano nei propri zaini e nelle borse che non manchi nulla, lo faccio anch’io. intanto le tre ragazze aspettano pazientemente, una si toglie dalle unghie ciò che rimane dello smalto, le altre due si dicono qualcosa all’orecchio e ridono.

ma che hanno fatto?, domando. niente, mi dice una donna. ma potrebbero. ah, ecco perché i militari non devono toccarle, perché non hanno fatto niente, perché questa è un’azione preventiva, un processo alle intenzioni, perché qualcuno ha avuto un sospetto. e le hanno fatte scendere dal treno, così che tutti viaggiassimo tranquilli, anche quelli che in questi giorni hanno digitato frasi antirazziste su twitter.

anche io, che non viaggio mai di notte da sola sul treno regionale.

 

 

 

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