l’autonomia del culo

questa sì che è una donna di successo: moderna e vincente, un tempo  twitstar fu  citata su un articolo di Repubblica che oggi, a anni di distanza, tiene custodito nel portagioie.

soggiorna su twitter dal 2010 (circa) e oggi vanta dai ventimila ai trentamila follower. che poi, certo, arriva la Ferragni di turno e la spettina con un rutto, ma lei si sente fica lo stesso e lo dichiara a gran voce.

bella senza ostentazione (dice lei): trucco leggero, casual, pochi e miratissimi exploit di sensualità che lasciano tutti a bocca aperta (dice lei). semplicità e spontaneità sono la sua cifra (dice lei) ma nulla è lasciato al caso, neppure la bocca rifatta. tutto è studiato nei particolari per lo shooting del giorno: selfie in ascensore, selfie in auto, selfie con bimba, selfie dal parrucchiere, selfie in palestra, selfie con l’amica, selfie col gatto e poi si ricomincia.  ha sempre qualcosa di eccezionale per la narrazione quotidiana da propinare ai suoi fan. poi, la vai a incontrare, e scopri che vivacchia con la mamma anziana, nella provincia sperduta del Salento (Molise, Abruzzo fate voi), nel paesello dove c’è solo bar e piazza.

è misogina, ma si finge femminista perché va di moda. ama prendersi gioco di tutte, però urla al femminicidio come fosse solidale. le donne “rosicano sempre”, gli uomini MAI, scrive.

mamma, orgogliosa di esserlo tanto da insultare qualunque donna non abbia figli, raccoglie cuori propinando la propria divertentissima Odissea quotidiana da Peppa Pig . è probabile che tra l’accompagno scuola e a danza dei marmocchi vada in giro a far pompini, come testimoniano certi tweet digitati a metà pomeriggio, il che andrebbe benissimo, non ci tenesse a farci sapere di essere la migliore anche in quello.

probabile guidi un Suv per quanto è aggressiva, caratteristica di cui chissà perché si vanta: acida, sociopatica, maniaca, misantropa, stronza.  le offese personali sono il suo forte, ma si finge caritatevole per ottenere RT sui migranti.

il suo umore social è sempre ironico: perché guai a trattar seriamente i nostri problemi. tra stronze ci vuole una battuta acida al mattino.  è sboccata e volgare; scrive banalità senza pari.

spera di trovarsi presto al centro di una ShitStorming così da lanciare il suo romanzo.

fatti, nomi, somiglianze, sono puramente casuali.

qui Pioggia Dorata

qui l’ultimo uscito per Castelvecchi editore.

 

i miserabili della seconda Repubblica

non è un mio compito di cittadina districarmi tra le decine di false informazioni messe in giro su quotidiani e blog. non è un mio dovere fare supposizioni più o meno azzeccate sul perché tizio scrive male del padre di tizia, o se i Rolex rubati son tornati in custodia a Palazzo Chigi.
mi basta scorrere qualche titolo per farmi un’idea.
perché io sono una povera imbecille con diritto di voto.
al massimo leggo il programma. ma non è nemmeno detto.

ho talmente tanti cazzi da risolvere nella mia vita che star dietro alle vostre cialtronerie mi porterebbe via troppo tempo prezioso.
forse lo avete fatto apposta a ridurre la nostra esistenza di schiavi a una costante ricerca di danaro per pagare i vostri debiti, affinché non trovassimo più il tempo per pensare a un’esistenza senza di voi.

ho sempre votato.
qualcuno mi ha insegnato ad andare fiera dei diritti conquistati dai miei nonni sindacalisti.
ma non posso più farlo.
e non ci saranno movimenti di lotta né nuovi partiti a catturare il mio cuore di ex compagna del liceo con sciarpa rossa.

padri che imbrogliano, conti che non tornano, Fondazioni che rubano, Rolex che spariscono, inviati del governo che si azzuffano, carcerati e puerpere che muoiono.