contratti d’amore o di governo

ci sono gli uomini che fanno i preziosi, che non si concedono, che mettono paletti e dettano regole prima, ancora prima del primo appuntamento, forse prima ancora di aver incontrato un partner. uomini (anche donne sia detto, benché io parli di ciò che conosco) che non vogliono assumersi il rischio del fallimento, o dello scontro, o della noia. o che semplicemente vogliono sentirsi liberi di lasciarci (chiudere, interrompere, finirla) e dire: ma io te l’avevo detto che non sono fatto per una storia seria.

i paletti relazionali possono essere piantati tramite lettera (email, messaggi), o  trattati davanti a una pizza, in attesa che finisca la pubblicità prima del film, o in giro per vetrine nella località turistica. lui fa l’elenco e lei spunta, ingoia rospi, impallidisce, consapevole di non aver mai preteso contratti o garanzie da nessuno: perché la passione, l’attrazione, non sempre finisce in unione d’intenti, in affetto smisurato, in desiderio di tenersi a vita con le dita allacciate, di essere pelle e voce l’uno per l’altra.

possono essere anche emissari e consiglieri i latori del contratto di alleanza. gente che conosce bene il soggetto e ne fa le veci con la nuova fiamma un po’ credulona: sai, l’amico mio è sensibile, non vuole storie ma soltanto per non ferirti.

la relazione con indecisi del genere, vigliacchi, dura sempre poco. perché chi pretende contratti, che siano d’amore o di governo, è su quei contratti che ha già scritto la nostra fine.

qui Pioggia Dorata

qui il mio ultimo romanzo, edito da Castelvecchi

l’uomo ciclico

il primo esemplare di maschio a innamoramento ciclico lo conobbi alle elementari.
ovviamente bello e iperattivo, poco raccomandabile.
io ero una delle cinque.
tutte belline e diverse tra noi. Alessandra ballava benissimo il rock acrobatico, Sonia aveva capelli lunghissimi e rossi, Alba, figlia del giornalaio, lo riforniva di figurine, Simona era brava in matematica, io davo feste indimenticabili nella grande villa. l’unico problema era che alle mie feste non poteva ballare il rock acrobatico con Alessandra. il mio turno cadeva proprio a giugno, mese della fine della scuola e del mio compleanno.
ma era ancora inesperto.

di qualunque età, il maschio ciclico riprende la relazione esattamente da dove l’ha lasciata. i progetti sospesi vengono completati, come i discorsi e le gite fuori porta stabilite.
si allontana sempre con una scusa credibile e per un tempo che è sempre uguale.
non sparisce, è abitudinario, si fa sentire a intervalli regolari. come il leone nella savana, il ciclico non sopporta che una del gruppo si allontani, quindi torna carico d’amore e più entusiasta di come l’ha lasciata. magari nell’esatto momento in cui lei ha deciso di trovarsene uno stanziale.

il suo sogno non è metterle tutte assieme, l’orgia di ex è auspicata dal nostalgico, altro genere di maschio, normalmente di sinistra e disoccupato, abituato a decidere assemblearmente, abile nel creare una rete di mutuo soccorso composta tutta da ex.
il ciclico, invece, crede nel “dividi et impera”. fa in modo che le turnanti sappiano una dell’altra ma non s’incontrino mai, che nessuna possa rivendicare diritti sull’altra o peggio, contattarla per creare subdole alleanze.

nessuna delle sue fidanzate è la preferita ma ognuna è necessaria.
sposerà quella che casualmente dimenticherà di prendere la pillola.
ah no? non lo sapevate che si fa ancora così?