razzismo scientifico

una sola volta fui pubblicamente bacchettata da una collega scrittrice che da allora non mette più like ai miei post, né scambia con me una parola. avevo banalmente espresso l’opinione che Lory del Santo sarebbe stata più bellina con i capelli corti, che a fare Eva nel paradiso terrestre mi pareva un po’ ridicola. e lo penso tuttora. non vedo perché la fuciliazione su pubblica piazza: ognuna è libera di essere come vuole, ma io lo sono anche di trovare orribili protesi e rifacimenti e volgari le minigonne. anche perché non sono le mie parole a creare pregiudizi, ma Lory che vuol sembrare più giovane di quello che è. 

quindi si censura, giustamente, qualunque giudizio estetico: zitti, muti, soprattutto noi utenti medi. però, che si tratti di giornalista o di scrittrice o di parlamentare, non c’è una delle new entry dei talk show televisivi e di Palazzo Chigi che sfigurerebbe su un giornale di moda. perfetto, mi dico: il binomio bellezza stupidità è stato finalmente abbattuto. ma perché non vedo mai una parlamentare dimessa?, una scrittrice un po’ sciatta, una giornalista settantenne non dai capelli turchini e magari inelegante?, perché non una giovane over size spiacevole anche nei modi, al vertice delle classifiche librarie, in TV a condurre un programma televisivo?

perché dobbiamo piacere e compiacere. perché per usare il cervello bisogna preparare prima il book fotografico. si chiama e si digita #Purplewashing: ci accontentano a parole. ma i fatti sono che dopo i 40 anni, in Italia, se non sei almeno strafiga o ricca, e sei donna, puoi anche morire.

razzismo estetico

perché vedi, amica mia, le ho detto per consolarla, non è vero che oggi in Italia si cercano soltanto personaggi. non è vero che abbiamo bisogno dell’imbecillità di Zalone per elevarci. non è vero che si cerca soltanto il prodotto che funziona e mai quello che vale.

In Italia c’è posto per tutti. anche per i perdenti. Paolo Giordano viene intervistato per le stragi a Parigi perché ha scritto tre romanzi importanti, non perché sia bellino con tutta quella giovinezza in faccia e la barbetta bionda, e se anche quello che ha vinto lo Strega per te non è un gran romanzo, poco importa, ha venduto. e poi non lo vedi come buca lo schermo, lui? qualcuno gli ha suggerito un titolo fantastico e lui ha fatto Bingo. gli altri, se gli altri non ce la fanno è soltanto per colpa loro, certamente non del loro aspetto, né della fortuna che comunque è bendata, né del rapporto con il direttore tale o il critico talaltro. e levati anche dalla testa che sia il tuo parlare chiaro a impedirti il passo.

l’aspetto fisico, qui da noi, è influente né più né meno di una buona raccomandazione, cioè poco e niente, insisto io, mentre lei piange per l’ennesimo rifiuto. mentre singhiozza bagnando la mia spalla. avere più di 40 anni ed essere una donna pensi sia un impedimento al successo? sei proprio convinta che gli scrittori maschi, tranne quelli intelligenti che però non sono abbastanza influenti, ti impediscano di riuscire?  ah, non ti aiutano?

e tu perché cerchi ancora aiuto? e perché lo domandi a loro? pensi di essere veramente così brava? non ti hanno ancora fatto passare la voglia di metterti a paragone con chi pubblica trilogie impeccabili? non ti hanno insegnato ad abbassare la testa e dire “sissignore”? non ti hanno ripetuto mille volte che chi ha successo, cioè loro, ha sempre ragione?