razzismo scientifico

una sola volta fui pubblicamente bacchettata da una collega scrittrice che da allora non mette più like ai miei post, né scambia con me una parola. avevo banalmente espresso l’opinione che Lory del Santo sarebbe stata più bellina con i capelli corti, che a fare Eva nel paradiso terrestre mi pareva un po’ ridicola. e lo penso tuttora. non vedo perché la fuciliazione su pubblica piazza: ognuna è libera di essere come vuole, ma io lo sono anche di trovare orribili protesi e rifacimenti e volgari le minigonne. anche perché non sono le mie parole a creare pregiudizi, ma Lory che vuol sembrare più giovane di quello che è. 

quindi si censura, giustamente, qualunque giudizio estetico: zitti, muti, soprattutto noi utenti medi. però, che si tratti di giornalista o di scrittrice o di parlamentare, non c’è una delle new entry dei talk show televisivi e di Palazzo Chigi che sfigurerebbe su un giornale di moda. perfetto, mi dico: il binomio bellezza stupidità è stato finalmente abbattuto. ma perché non vedo mai una parlamentare dimessa?, una scrittrice un po’ sciatta, una giornalista settantenne non dai capelli turchini e magari inelegante?, perché non una giovane over size spiacevole anche nei modi, al vertice delle classifiche librarie, in TV a condurre un programma televisivo?

perché dobbiamo piacere e compiacere. perché per usare il cervello bisogna preparare prima il book fotografico. si chiama e si digita #Purplewashing: ci accontentano a parole. ma i fatti sono che dopo i 40 anni, in Italia, se non sei almeno strafiga o ricca, e sei donna, puoi anche morire.

#pregiudizi

che cosa pensa un uomo quando incontra una donna intelligente e appagata?, una donna bella e in carriera, ricca ricchissima, una straordinaria scrittrice. e che cosa pensano le altre donne?, si sentono forse minacciate, o preferiscono consolarsi all’idea preconcetta che quella lì abbia fatto carriera grazie a certi lasciapassare. Véra Nabokov avrebbe potuto scrivere un capolavoro più alto di Lolita, non avesse dovuto leggerne le bozze? E cosa sarebbe stato di Olivia Clemens non avesse incontrato Mark Twain?

quante donne sono state dimenticate e rimosse dalla storia, lasciate nell’ombra del proprio mentore, ridotte a Muse ispiratrici, in ginocchio, dove secondo molti meritavano di stare? succede anche oggi, nonostante l’idea di evoluzione che propagandiamo e le belle paroline scritte pubblicamente: che se sei bella hai fatto carriera grazie all’aiutino esterno, se sei meno bella, invece, sei lì perché lesbica appartenente al clan delle lesbiche intellettuali, o perché, cosa rara, così intelligente che gli uomini non hanno proprio potuto proprio fare a meno di te. e sebbene ciò avvenga, non possiamo negare ci siano certe cerchie di Mutuo soccorso, il merito è una questione che di norma non ci compete.

non esiste un terreno sul quale confrontarci senza pregiudizi. negli anni, uomini e donne in veste di capaci direttori editoriali mi hanno chiuso la porta in faccia, basandosi sul titolo dei miei romanzi e sulle mie foto, senza mai leggere un solo rigo scritto di mio pugno, ritenendo che, da donna, se scrivo di cazzo io vada infilata certamente nel genere erotico, o peggio pornografico. perché se Houellebecq può scrivere di un uomo che, lavandosi in un bagno comune del camping, con una mano va su e giù di spazzolino e con l’altra su e giù di sega, una donna non può farlo, soprattutto se bella.

ci si attribuisce la superficialità dovuta al disimpegno, la vanità di chi non ha di meglio da fare che contemplarsi allo specchio, la distrazione e la vaghezza di chi pensa troppo all’amore. si tratta di pregiudizio, non di conoscenza.

qui il mio romanzo sui pregiudizi sulle donne edito Castelvecchi (ottobre 2017)

mi toccava per gioco

una sentenza, questa https://bibolottymoments.wordpress.com/2016/02/02/sei-donna-piu-femmina-soltanto-se-piaci/ che le supera tutte.

non bastassero i numeri, e il fatto che qualunque dirigente tra assumere una donna e un uomo sceglierà il secondo, e che ancora oggi siamo costrette, al contrario delle nostre parlamentari che anziché tutelarci fanno le statue di cera, ad accettare stipendi inferiori, battute sulla nostra acidità quando siamo troppo efficienti, sul nostro bisogno di cazzo quando siamo particolarmente stressate, e sulla nostra incapacità di manovra quando siamo in automobile.

non bastassero le migliaia di donne che mostrano il fianco, che si danno, si offrono volontariamente on e off line pensando a un’esclusiva, ancora oggi, senza sapere che lui per lo più prenderà ciò che gli capita e poco importa se di qualità o meno.
ancora oggi.
perché aveva ragione la mia bisnonna.
bisogna diffidare, nonostante #inlui non ci sia nulla che non ci sia anche #inlei

sono giorni difficili questi, durante i quali nemmeno ci si crede a tanti omicidi di donne: capaci, attive, portatrici di vita.
quale guaio abbiamo combinato stavolta?
forse siamo troppe e volete decimarci?
forse non siamo abbastanza importanti perché andiate oltre qualche #hashtag efficace e un po’ di flash mob organizzati dalle associazioni antiviolenza, e che non servono a niente?
o serviamo soltanto come scusa per fare della retorica in bocca a qualche giornalista o politico al sabato sera? o volete decidervi a fare qualcosa che vada oltre telefono rosa?
ma non li leggete i #social, non lo vedete quanta popolazione, ancora, maschile e femminile, si nutre di pregiudizi e luoghi comuni?

e la nostra editoria?, che anziché andare oltre sinossi e titolo si serve del pregiudizio e della pessima sintassi di minorenni? http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/31/wattpad-i-romanzi-erotici-li-scrivono-e-li-leggono-i-minorenni-tra-strafalcioni-e-smania-di-sesso-dal-web-alle-librerie/2420800/

forse siamo in troppe e volete decimarci.
e quindi se ci toccano senza autorizzazione non sono molestie, ma soltanto uno scherzo, è un problema di contesto, adesso. quindi, quando ci violenteranno a un party, di che cosa si tratterà?, di un pacco a sorpresa?