#calzinispaiati

ieri, dopo aver affermato che la rivoluzione non si fa su twitter, un profilo femminile e purtroppo giovane, con falce e martello in bella mostra sul profilo, è venuto ad aggredirmi.
gneregnégnégné, è stato il suono insopportabile del suo tweet a difesa del social dall’uccellino azzurro.
bella mia, certe affermazioni non posso spiegarle. è la storia a farlo, sono i libri, l’esperienza, il sentito dire da chi ha lottato in Piazza veramente.

SUI SOCIAL NON SI FA LA RIVOLUZIONE.
sui social non si forma nemmeno il consenso, o il dissenso. perché i social son fatti dalla gente, e più sono popolari, come twitter è diventato negli ultimi due anni, più prevale il cattivo gusto e il menefreghismo. per non parlare dell’invidia e dell’aggressività.
al popolo basta una sanatoria di #Equitalia per fare festa. un po’ di pettegolezzo e dell’ironia, va bene anche quella usata su facebook.

prova ne è che stamattina i top tweet siano degni di un asilo nido.
in modo che possiate scrivere le vostre imbecillità su #calzinispaiati e su #Ulisse, unico argomento culturale di cui forse avete memoria scolastica, senza sforzarvi troppo. dando, certo, un sguardo a wikipedia.
siete così impegnati a veder crescere il numero dei vostri retweet, che nemmeno vi siete accorti che un ragazzo, Giulio Regeni, è morto.

ma poco importa, stasera è venerdì e vi esibirete nella tontoneria felice dell’impiegato alticcio, e lunedì riprenderete a lamentarvi per il lavoro.