pollicione

scrivono romanzi di un sovrabbondante da orchite, ma se orgogliosamente invii loro un racconto, magari vincitore di un premio e nemmeno lunghissimo, ti ringraziano inviandoti il pollicione all’insù. capisco abbiano molto da fare, ma come risposi a una giornalista del Corriere, è preferibile essere ignorati che ricevere il pollicione degli analfabeti. anzi, in quell’occasione le consigliai cosa eventualmente farsene del pollicione. infatti mi bannò.

è FB. il solito FB ignorante che depaupera la nostra splendida lingua, che ci fa sganasciare dalle risate con un clic, amare con il cuore, dare il nostro assenso ininfluente col pollicione, perché tanto si continua a morire per femminicidio nonostante decine di emoticon piangenti e paonazze e il mare è la tomba di molti fratelli e gli animali sono torturati comunque.

la ruvidità è la cifra con cui trattiamo il nostro prossimo: che ci vuol fottere, che ci ruba idee. quindi basta un pollice a levarci di torno il rompicoglioni di turno. s’impiega tempo a scrivere, ci si dovrebbe impegnare anche a leggere. e se come scrisse Joiyce “Se ti dai, sei; se ti trattieni hai perso tutto!”, allora sono circondata da gente poverissima.

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