LE COSE CHE UNA SIGNORA NON (per negozi)

Piccolo Galateo per Cougar.

Politically scorrect.

  • All’Ikea: Non usare il metro in dotazione per misurare la prestanza fisica dei commessi.
  • Non sdraiarti su ogni letto con la speranza che tuo marito ti guardi ricordandosi di te. Se non lo fa da dieci anni non lo farà più.
  • Non ridere leggendo certi nomi. “Kullaberg” non è un invito alla tenerezza; “Molltorp” non è la premonizione di un futuro divorzio perché adesso “è troppo quindi ti mollo”; “Penninggras” è un cuscino, non una pillola dai poteri erettili straordinari.
  • In ferramenta: Non portarci in gita tutte le tue amiche per elencare loro, davanti a un gruppo di operai edili, proprietà e usi di certi attrezzi.
  • Non dare nomi buffi a pinze e morsetti per indicarli al commesso. Soprattutto, se vuoi guarnire gli arnesi di fiocchetti e lustrini, raccontando all’amica come usarli, fallo fuori dal negozio.
  • Al supermercato: Non stare a gingillarti nel reparto ortofrutticolo. Lo sanno tutti che cosa si fa con le banane, e che per noi Cougar vanno meglio le zucchine, se non le melanzane.

qui il mio ultimo libro. da poco in ebook.

quello che una Signora Non (l’intellettuale)

Piccolo Galateo per Cougar.

Politically scorrect

  • Non dichiarare che il denaro per te è ininfluente, soprattutto se i tuoi tre ex mariti hanno tutti un reddito superiore ai trecentomila euro l’anno.
  • Se sei famosa, potente, antipatica e nemmeno una gran figa, non pretendere di essere anche amata, dimostrando così di essere stupida.
  • Se luogo comune dice che dietro un grande uomo c’è una grande donna , dice anche che dietro una donna famosa c’è un politico sotto ricatto.
  • La donna che cerca di soffocare la natura machista dell’uomo attraverso la violenza non è diversa dal maschio, è soltanto più giustificabile.
  • Non star lì a parlare di iniziative femministe, se gli unici romanzi letti sono trilogie erotiche.
  • Non dare del sessista a ogni uomo che fa battute idiote, se non erro, l’ultima volta che ti ho vista eri in ginocchio che leccavi le scarpe al tuo uomo.
  • Se fai ironia sulla lunghezza del pene del maschio, non frignare se lui la fa sulla robustezza del tuo culo. La lotta è anche coerenza.

 

qui il mio ultimo romanzo.

qui la pagina FB.

le cose che una Signora non (gli ex)

Piccolo Galateo per Cougar.

Politically scorrect. 

 

  • Ricorda di non cedere mai alla confessione: ogni difetto, pregio, particolare e credo politico svelerai sui tuoi ex, saranno usati contro di te.
  • Non farti 2 milioni di selfie il giorno dopo aver trovato tuo marito con l’altra (o l’altro). Penserà che lo fai per farlo ingelosire, non che stai già organizzando i provini per il tuo secondo marito.
  • Non raccontare al tuo nuovo amante, un diffidentissimo sessantenne etero in cerca di relazione stabile, delle terrificanti agonie che hanno straziato i corpi dei tuoi ex mariti.
  • In caso di single non gradito, che dal vivo non fa lo stesso effetto che sui social, e usa il “piuttosto che” in senso congiuntivo, descrivi invece le suddette dipartite complete di particolari. anzi, esagera.
  • Se trovi il tuo uomo, l’unico e sostituibile, cioè quello di sempre, che “rasa il prato” alla collega di università di tua figlia con una ball gag in bocca, non frignare, non ululare che ne morirai. Piuttosto domandagli perché con te soltanto 20 anni di missionario e telefona subito al miglior divorzista in circolazione.
  • Se hai la buona abitudine di avere molti amanti e di appuntare le loro qualità sul diario (dimensione, durata, fantasia), fai in modo che il tuo nuovo fidanzato lo trovi, così che non s’illuda di essere insostituibile.
  • Non lasciare in garage le fotografie dei tuoi ex con tanto di freccette infilzate negli occhi.
  • Se sei una donna socievole, evita di andare a cena sempre negli stessi ristoranti e alberghi. o mettiti con uomini che abbiano tutti  lo stesso nome, così che il personale non abbia a confondersi.

di femministe intolleranti è pieno il latte.

qui il mio ultimo libro (anche in ebook)

LE COSE CHE UNA SIGNORA NON (al ristorante)

Al ristorante.

Piccolo Galateo per Cougar. 

Politically Scorrect.

  • Non fare storie perché il tuo giovane amico non ti cede il passo sulla porta del locale che ABITUALMENTE FREQUENTATE. sono almeno vent’anni che nessuno lo fa più.
  • Non star lì a interrogare il cameriere su che fine abbiano fatto tal Nicola e certo Giovanni che tanto ti ricordano quando mangiavi lì con il tuo babbo. Qualcuno potrebbe rivelarti che sono in pensione dal ’78.
  • Non deprecare il silenzio delle altre coppie ai tavoli. Soprattutto se è la prima frase che dici a tuo marito da quando è tornato a casa due giorni fa.
  • Non esaltare le proprietà emollienti del burro perché il bel ragazzotto che ti serve si faccia strane idee. Ricorda che Ultimo tango a Parigi” è uscito nel ’72.
  • Non passare la carta di credito al tuo boy perché paghi lui. Ricorda che c’è scritto il tuo nome.
  • Quando fai piedino al nipote di tuo marito, assicurati che la gamba sia la sua.
  • Non tenere il cameriere sadicamente accanto al tavolo perché ti legga il menù. Infla piuttosto gli occhiali da lettura.
  • Non dire che lo vorresti più duro. Anche se parli del semifreddo.

qui il mio ultimo libro

 

p.s. ringraziando gli amici, credo che presto scriverò un Galateo per “sottilizzatori”. non quelli che ce l’hanno sottile, per carità, non stiamo qui a misurarlo. ma che puntualizzano ogni cosa, come il fatto che, secondo Galateo, in un ristorante l’uomo entra per primo a verificarne pulizia e boh?, che non ci siano animali strani?

ecco che, aggiunto “locale che abitualmente frequentate” la cosa perde ritmo. ma tant’è. 

le cose che una signora non (perché)

“se non è impegno totale per cambiare la vita degli uomini la cultura perde di senso. Non vuol dire niente, è solo una puttana di alto bordo”. Romain Gary, La notte sarà calma. 

credo che in un’epoca in cui come non mai si bada soltanto alle apparenze, al buonismo a parole, a politically correct, al rispetto delle minoranze soltanto nei TG e soltanto per nutrire le Coop, l’ironia non basti più, anzi, l’ironia non fa che contentare noi pubblico e legittimare una classe dirigente che parla ancora di merito ma persegue a promuovere gente innocua, in musica, cinema, editoria, e che merita quindi di essere sbeffeggiata pubblicamente e senza compassione.

non ho figli e sono stanca della teoria, credo sia ora di passare alla pratica, allo svelamento di ipocrisie insopportabili: che non siamo tutti uguali mi pare acclarato, che si premi il merito è una illusione che soltanto noi stronzi incapaci di ribellarci nutriamo per sopravvivere, ma son sempre le figlie dei senatori che pubblicano romanzi a ventisei anni e senza difficoltà.

così ho deciso di sposare la scorrettezza, di non tollerare le mezze misure, di usare l’umorismo come antidoto alla falsa pietà, alla falsa modestia, alla falsa “inclusione”, come direbbe la nostra Presidenta della Camera così attenta alle parole.

la correttezza a parole non può più giustificare la scorrettezza profonda dei fatti che ci raccontano un’Italia ingessata, culturalmente povera, intellettualmente defunta. la nostra società è come Twitter, vince quello che ha più follower, poco importa se li abbia comprati, se nulla di ciò che scrive è originale.

ecco perché il Piccolo Galateo per Cougar. perché con la dolcezza non si ottiene un cazzo.