progressisti

è complicato far capire a mia madre che non deve sentirsi minacciata dalle scene erotiche contenute nei sei racconti di Pioggia dorata, quelle sono soltanto una scusa.  è nelle parti meno “oscene” che ho nascosto il disagio vergognoso di chi non vuole ammettere i propri fallimenti e gli errori evitabili, è nella finzione quotidiana che ho lasciato si manifestassero i comportamenti meschini dei miei eroi, nei loro gesti casuali la rivelazione del disagio e della paura, l’insicurezza, nel senso di onnipotenza di chi picchia il più debole, il luridume nel turismo sessuale perpetrato da padri di famiglia irreprensibili, il falso pudore nella madre che digita sconcezze al vecchio amico di scuola, e che soffre inutilmente anziché lasciare il proprio uomo, ormai distante, estraneo, dotato di una forma priva di sostanza.

dopo gli attentati di Parigi non si fa che parlare dell’Europa progressista e del nostro amore per la vita e per la libertà ideologica e sessuale. appunto: si continua a parlare e basta. perché io non la trovo questa libertà. non c’è libertà in chi digita richiami sessuali nascosto da uno pseudonimo, o negli editori che giudicano “troppo forte” la spregiudicatezza di una donna che pratica la sodomia su un uomo, c’è bigottismo nei librai che pur non avendo letto nemmeno una pagina del mio libro si dichiarano spaventati dall’argomento.

non si dice più “puttana”, ma MILF, COUGAR, morta di cazzo. e nella sostanza non è cambiato un bel niente. io non sono coraggiosa, sono semplicemente l’unica che ha accettato di fare il bagno nuda sotto la luna piena mentre gli altri, senza avvertire, hanno indossato il costume da bagno.

 

gli orchi leggono romanzi rosa

ieri la solita Casa Editrice capeggiata dalla solita Signora che non avendo di meglio da fare si è messa a fare impresa, ha rifiutato il mio “Pioggia dorata”.
nemmeno so perché ho inviato il manoscritto, mi son fidata del loro manifesto. ma bastava leggere le trame dei loro romanzetti per non farlo: arricchiti di appena qualche sfumatura di femminile, decisamente casalinga e sicuramente poco hot.
se per hot intendiamo saliva e profumo di culo.
la leggerezza d’altra parte appartiene a questo popolo come l’ipocrisia.
e da una socia della più grande e pagatissima Agenzia letteraria italiana, con arcigna faccia da editor a caccia di anacoluti, non potevo aspettarmi che un algido: non rientra nelle logiche della nostra Casa Editrice.
soltanto una donna poteva sdoganarmi con tanta freddezza.
ma una serie di racconti che parlano del superamento di nodi emozionali grazie alla pratica del pissing non funzionano per cattolicissima editoria italiana.
il problema non sono i miei racconti, che sicuramente hanno bisogno anche di un editing serio, ma la superficialità di cui è ormai intrisa la nostra editoria. il perbenismo che consente la sodomia soltanto come finale nel buio.
Master che diventano scoloriti impiegati Vanilla e submissive incontenibili casalinghe e mamme appagate.

perché mentre l’organizzazione Ecpat ha fatto uno studio sul turismo sessuale qui http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/turismo_sessuale_italiani_al_primo_posto_padri_di_famiglia_a_caccia_di_bambini/notizie/288530.shtml e pare siano proprio i cattolicissimi italiani al primo posto, proprio loro, quelli che picchiano le maestre se son troppo severe con i propri figli, gli orchi si stanno preparando per i mondiali in Brasile.
mentre l’italiano medio sbaciucchia la propria signora e pensa alle bambine di cui potrà abusare nel “terzo mondo” la nostra editoria pubblica trame piene di luoghi comuni e di sfumature di nulla.
leggere, poco plausibili, ottimiste, nauseanti, tutte uguali.

i capezzoli delle donne di McEwan sono pelosi.
per dichiararle tutto il suo amore Sabbath piscia litri di alcol sulla tomba di Drenka e il suo sport preferito è rubare mutandine alle ragazzine per farcisi una sega e sborraci dentro.
ma mi sa che “sborrare” già non è più corretto.