se ti conosco ti vedo

per amore della musica ho perso un attico in via Leonina di 120 mq con terrazza, a Roma, nei pressi del Colosseo. chi mi conosce lo sa. che in prime nozze mi sia unita a un megalomane che ha reso vano ogni mio tentativo di nobilitare, nel mio piccolo, la musica jazz in Italia, è un problema secondario. che non mi abbia mai letta in tanti anni ed io possa scrivere di lui ciò che voglio, è per me un risarcimento.

ma parliamo di musica e della responsabilità che un po’ è anche vostra, perché non ci sono soltanto i figli di Maria de Filippi a fare musica di merda per voi. perché mentre gli artistoidi senza voce né talento o capacità di lettura a prima vista, ma soltanto visibilità, salivano in ciabatte sul prestigioso palco del 1° maggio per fare le prove del concerto che vi avrebbe ammorbato la giornata, (leggo critiche asperrime a tal proposito), alla fine di via del Corso, esattamente in via dei Greci, presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, quindici trombonisti al di sotto dei 25 anni, (il trombone, vi raccomando, non è il basso tuba, fate sempre lo stesso errore), salivano sul palco dell’Auditorium per accompagnare Marcello Rosa. quest’ultimo, per dire come è bizzarro il mondo, trombonista ormai ottantenne di fama tra gli extracolti, ma completamente ignorato in gioventù dalla televisione che invece sceglieva Arbore, chiamato dagli addetti ai lavori il maestro dello zum pà pà ed eletto comunque Presidente onorario della Casa del Jazz, un paio di anni fa, per motivi a mio avviso assai oscuri.

il problema non sono soltanto i figli di Maria, ma voi ascoltatori incolti, che non andate a sentire chi non conoscete, così come leggete soltanto libri in classifica. muovete il culo ogni tanto e leggete i programmi del teatro Garbatella, per esempio, da pochi anni realtà della capitale straordinariamente fuori dagli schemi, o dell’Auditorium, o dei centri sociali tanto contrastati dalla politica capitolina. perché oltre i figli di Maria che vivono poco come le falene, ci sono bambini che a cinque anni ascoltano Ellington e decidono di prendere lezioni di trombone jazz.

qui la pagina della New Talent Jazz Orchestra orchestra giovanile di grande raffinatezza

qui il mio ultimo romanzo

genericamente capre

che nessuno se la prenda eh, per carità, son riflessioni le mie, e non fanno riferimento a qualcuno nello specifico, ma mi sorprende sempre la vostra assurda e immotivata affezione alla TV. e se pensate che io ho vissuto senza per tutti gli anni della Silvio d’Amico, e non ho mai visto una puntata di Uomini e Donne, o Amici, o XFactor e non accendo mai prima delle 21:00, si capisce che sono io fuori dal mondo io, non voi.

ma vedete, se si vuole affinare il senso critico bisogna leggere sul serio, e imparare a pensare, e non citare soltanto titoli per farci belli, e per scrivere, non dico dieci ore al giorno, come affermato ieri su la7 quel simpaticone (e bugiardo) di Sorrentino, ma le cinque umane, il tempo non basta. o fai una o l’altra cosa. o ti dedichi alla meditazione, alla corsa, alla lettura, al giardinaggio o guardi la TV, e basta. tenendo conto che su #twitter iniziate ad hashtaggare alle o7:00 del mattino e a sera siete ancora lì, che cosa vi lamentate della crisi dell’editoria?, cosa vi fregiate di essere grandi lettori?, in quanti mesi finite un romanzo?, o ci mettete giorni?

ho avuto l’esempio ieri del maledetto potere della televisione, quando il trombonista, compositore, arrangiatore Mario Corvini, (casualmente mio marito), è stato intervistato a Speciale TG1 a proposito dell’electric swing, e ha trovato su FB una quantità mostruosa di richieste di amicizia, da parte di persone comuni e management musicali.
e allora dico: genericamente e comunemente capre, perché quest’anno la New Talent Jazz Orchestra ha fatto quattro splendidi concerti al Teatro Garbatella e ci son voluti due Uffici Stampa per fare Sold Out, ma appare tre minuti in TV e potrebbe riempire la Sinopoli.
genericamente capre perché avete bisogno che qualcuno vi indichi dove guardare, cosa leggere, chi ascoltare, e pazienza se si tratta di una youtuber che non sa nemmeno dire tre frasi sensate una dopo l’altra, o un cantante dai melismi già sentiti. seguite il gregge, perché certo, a insultare su FB ci vuol poco, pensare da soli, invece, capire la differenza tra Blues e Jazz, ascoltare Coltrane e capire che Arbore poco c’entra con il vero swing, beh, mette quasi paura.