ricchi e altolocati

questa idea che il ricco altolocato non sia in grado di interpretare i bisogni delle persone, della gente come si preferisce definire la massa indistinta d’individualità, manco Karl Marx fosse nato tra cumuli di spazzatura anziché da una agiata famiglia di avvocati e industriali, futuri fondatori, tra l’altro, della Philips. o vogliamo dire che Marx non ha saputo interpretare le necessità del proletariato, leggere nel cuore del popolo?

penso sia sbagliatissimo far passare il principio che soltanto chi si è fatto un gran culo e ha lavorato in un call center sia in grado di capire, e interpretare, e scrivere la ragioni del popolo. talvolta, invece, ci vuole uno speciale distacco per meglio analizzare e trovare soluzioni. odio il razzismo al contrario. sono fiera della mia natura snob, di aver avuto la possibilità di studiare, senza, peraltro, toglierla ad altri.

se San Francesco non avesse avuto ricchi abiti da togliersi non sarebbe mai diventato una leggenda della cristianità. se San Francesco fosse stato povero, non avrebbe mai ceduto i propri ricchi abiti. e poi Leopardi, Flaubert, Balzac, Ginzburg, Morante, Manzoni, Moravia, ma fino ai più attuali Mari, Covacich, non mi pare abbiano lavorato in fabbrica ma credo, mi sembra, fossero e siano ben calati nel loro tempo e nella loro realtà.

un’ultima cosa, cara Michela Murgia: l’editoria è l’ultimo posto dove trovare meritocrazia e accoglienza, lo vedi anche tu che a parte rarissimi casi si pubblica solo per via parentale.

qui il mio ultimo romanzo serio

qui i miei racconti porcissimi

 

magra o grassa che sia.

già mi è difficile sentirmi bene nei miei panni, figurarsi in quelli di chi sta per ricevere una lavata di capo da “mamma Lipperini” (il “mamma”è pieno di gratitudine, per carità), che ieri, dalla pagina di Michela Murgia, cui ovviamente si dà meno spazio nei TG quando parla di Unioni Civili che se esprime un giudizio sul mensile Marie Claire, ha annunciato: “Ne parlerò domani. Ora dico solo che è miserabile che abbia ospitato lo sfogo personale di vs “.

non ho dormito per lei, per Alessandra Serra, giornalista e docente all’università della Tuscia, che da unità on line ha risposto alla provocazione di Michela Murgia, più che altro quello della scrittrice era un sensato invito a reagire, o almeno discutere di una simile idea di donna emaciata e triste, con un puerile “anoressica tua sorella”, concludendo con il solito noioso, piccato  e antidialettico” è tutta invidia”. qui lo sfogo della giornalista http://www.unita.tv/opinioni/serra-murgia-modella-marie-claire-anoressica-a-tua-sorella/, cui evidentemente basta tirar fuori qualche anglicismo per sentirsi dalla parte della ragione. bon.

e poco fa (io nel frattempo mi ero persa nelle pulizie domestiche lasciando l’articolo a metà), è arrivata la risposta chiarissima, equilibrata e propositiva di Loredana Lipperini http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2015/10/19/e-nel-corpo-che-risiede-il-potere/ che potete leggere da voi senza che ve lo spieghi io.

dovendomi schierare, se proprio mi si puntasse un’arma contro, sto dalla parte di chi semplicemente ha avanzato l’ipotesi di parlarne, di chi non ha fatto personalismi in quella che dovrebbe essere una discussione importante per tutti/E, viste tra le altre le ultime vicende di modelle stanche di “tagliarsi le ossa” per la propria agenzia.

cerchiamoci al di là dei modelli imposti, anche della MILF, della COUGAR e della MISS, visto che il sesso non dovrebbe essere etichettato, visto che il sesso dovrebbe essere la massima espressione di libertà. smettiamola magari di pensare che le riflessioni altrui siano un impedimento alla nostra libertà, non è mai così importante il giudizio degli altri, piantiamola di riempirci la bocca con frasi fatte e luoghi comuni sull’hic et nunc, evitiamo di essere la maggior parte delle volte consumatori se non prodotti. per non dover buttar via i nostri anni vivendo nei panni di qualcun altro e svegliarci un giorno senza sapere più chi siamo o cosa volevamo diventare.