menopausa

conosco cinquantenni che dopo la menopausa vivono storie d’amore e sesso che mai prima; che facendo sport e mangiando sano non ingrassano ma anzi e che se anche ingrassano stanno benissimo così, anche perché il magro rinsecchisce; donne che sono ciò che vanno predicando e quindi: non guardano con invidia le ventenni ma semmai con tenerezza e un po’ di compassione vista la strada che devono ancora fare; non prendono in considerazione i cinquantenni che vorrebbero farsi le ventenni, né in ventenni che vorrebbero farsi loro, fatali Milf, Cougar assatanate; trovano confortante l’idea che non camperanno più di trent’anni (bene che vada) perché già oggi trovano insopportabili certe novità e mode e modi; ringraziano ogni giorno di essere in vita e sane e con qualche ruga in più, un po’ di sottomento e tanto tanto da dire.

parlo di me? ma che siete matti? io non dichiaro mai la mia età.

tra pochi giorni in libreria Io e il Minotauro, il mio quarto romanzo

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ancora machismi

intendiamoci, a me non piace il Governo Renzi, e nemmeno la faccenda Banche e padri, e nemmeno Maria Elena Boschi, famigliarmente chiamata MEB. le ragioni per le quali non mi fido della sua riforma Costituzionale le spiegherò al tempo ma da donna, e per amor di genere, e soltanto per vedere impallidire i quattro imbecilli (uomini e donne), che sostengono che mai ci si valuterà per le nostre capacità ma soltanto per il nostro culo, mi auguro diventi la più grande statista della storia d’Italia.
ecco la frase che ha creato borbottio scomposto: quando la pianterete di valutare una donna per la sua bellezza e non per la sue competenze saremo usciti dall’età della pietra.

vorrei rassicurare “NilusIV”, tale Gigi Marino che scrive: “se siete belle, il problema non ve lo mettete, avete da ridire solo quando non siete più corteggiate”, che io andavo in Piazza già a sedici anni e corteggiatori ne ho a fiumi ora e ne avrò anche da vecchia, perché oltre ai sessisti, ci sono portatori di “prolunghe falliche” che pensano all’affinità dell’anima, anche, e ci vedono come compagne di vita e cervelli, oltre che scopate da mostrare agli amici, e il mondo è pieno di donne che vedono la menopausa come una liberazione e non termine ultimo della propria avvenenza.

e se pure esistono ragazze la cui unica aspirazione è fare la velina, come sottolinea un altro tuittero, o che si arenano al primo “cazzo buono” come mi ricordava qualche giorno fa la negazionista Nina, la storia è piena zeppa di ravvedimenti. perfino io ho creduto a quell’imbecille del mio primo marito (sottolineo “primo” perché non pensiate sia la bile a parlare), che mi aveva promesso luna e stelle, facendosi poi trovare a letto con la mia segretaria e il conto prosciugato.

uomini e donne sono istintivamente capaci di sostenersi e amarsi con le proprie diversità, non ci fossero i preconcetti, l’idea che parità di diritti significhi uguaglianza e che le femministe abbiano barba e pisello. poi, certo, la vita è piena di storie su ragazze incapaci che ce l’hanno fatta grazie al papà, al marito e all’amante, ma non è così per tutte. siamo così forti da compiere sforzi colossali, tipo “darla via” per far mangiare nostro figlio, perché è l’unico modo per farlo sopravvivere.
ognuna si arrangia come può ma non una cosa non esclude l’altra. e se anche uso un uomo per fare carriera ciò non significa che non sono capace, ma che quello è l’unico modo per ottenere un lavoro. ogni tanto riflettiamo sul numero di maschi al potere, prima di farci arenare sul vostro importantissimo pisello. grazie.