per oggi ti basta

dei romanzi rosa che correggo amo la mancanza di pensiero. manca il punto di vista dell’autore, le motivazioni, il focus della storia. non c’è nulla dietro la vicenda che, onesta, si presenta per ciò che è. non ci sono le metafore di McEwan, gli studi sulla tragedia di Marias, non c’è l’eros malato, oscuro e spiacevole di Covacich, il possibilismo di Murakami o la cronaca impietosa della Jelinek. non c’è altro che una storia “rosa” che si dipana su sfondi marittimi, in luoghi bellissimi e case da sogno dove, una protagonista bellissima, si troverà circondata da uomini meravigliosi, senza problemi di calvizie, di narcisismo, d’impotenza o lavoro, e che faranno a gara per soddisfarla.

ed ecco che invece sono due giorni che del testo in questione, l’ultimo che mi è arrivato, mi rimbomba una frase in particolare, quella che il primo dei quattro “man” che riesce a farsela già a pagina 20, le dice dopo averla fatta godere due volte (e scusate se rido).
e non mi ha colpita la poesia (che non c’è), la scelta dei vocaboli o il ritmo del paragrafo, ma il senso che, digitato da una donna tra l’altro matura, mi fa accapponare la pelle: per oggi ti basta.

basta cosa? e perché devi essere tu, a decider come dosare le mie voglie?

se ho mai conosciuto maschi così devo averli castrati senza accorgermene.
il “per oggi ti basta” ha in sé il peggio della cultura maschilista, e all’orizzonte vedo perfino i roghi, e l’infibulazione, e le botte alla moglie che ne vuole di più, e che prima di sposarsi le ha prese pure del padre che, del per oggi ti basta, ha fatto la sua bandiera.

ma nel 2016 si può ancora pensare che sia lui a darcelo? è possibile che non sia ancora in voga il libero scambio tra Venere e Marte?

e con questa riflessione vi saluto per un po’. buona estate.

 

si risolve tutto nel tentativo

“Il problema di questi cinquantanove anni è stato un altro: come può una scrittrice espiare le proprie colpe quando il suo potere assoluto di decidere dei destini altrui la rende simile a Dio? Non esiste nessuna, nessuna entità superiore a cui fare appello, per riconciliarsi, per ottenere il perdono. Non c’è nulla al di fuori di lei. E’ la sua fantasia a sancire i limiti e i termini della storia. Non c’è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei. E’ sempre stato un compito impossibile, ed è proprio questo il punto. Si risolve tutto nel tentativo”. MCEwan – Espiazione

e mi ricollego alla storia del “lago ghiacciato” che ho ribloggato da Roberto http://robertocotroneo.me/2015/04/10/salinger-2/.
non si possono scrivere ottanta paginette e sperare in una pubblicazione immediata e remunerativa.
non si può includere se stessi in una ambito che non si conosce.
non si può essere d’intralcio e non rendersene conto.
manca l’aria.
e tutti mi danno ragione, tutti gli intellettuali che, grazie alla mancanza di social, sto leggendo.

mi ero ripromessa di lasciare spazio tra una storia e l’altra ma non ci riesco, dopo “Pioggia dorata” e il romanzo delle cattive sorelle inviato a Neri Pozza seppure senza speranze, ho iniziato il sesto.

mia madre mi ha domandato perché anziché iniziare un nuovo romanzo, non cerco di farmi pubblicare gli altri. le ho risposto che non ricevere risposte neppure da un editore piccolino come fernandel, che pure si era mostrato più umano di altri, è veramente deprimente.
è umiliante.
e io non sono più una submissive da almeno dieci anni.
mi accontento che tra i miei pochi lettori ce ne siano alcuni che leggono 40 articoli di questo blog in un giorno. mi basta questo.
agli altri lascio la gloria di una trilogia Einaudi.

gli orchi leggono romanzi rosa

ieri la solita Casa Editrice capeggiata dalla solita Signora che non avendo di meglio da fare si è messa a fare impresa, ha rifiutato il mio “Pioggia dorata”.
nemmeno so perché ho inviato il manoscritto, mi son fidata del loro manifesto. ma bastava leggere le trame dei loro romanzetti per non farlo: arricchiti di appena qualche sfumatura di femminile, decisamente casalinga e sicuramente poco hot.
se per hot intendiamo saliva e profumo di culo.
la leggerezza d’altra parte appartiene a questo popolo come l’ipocrisia.
e da una socia della più grande e pagatissima Agenzia letteraria italiana, con arcigna faccia da editor a caccia di anacoluti, non potevo aspettarmi che un algido: non rientra nelle logiche della nostra Casa Editrice.
soltanto una donna poteva sdoganarmi con tanta freddezza.
ma una serie di racconti che parlano del superamento di nodi emozionali grazie alla pratica del pissing non funzionano per cattolicissima editoria italiana.
il problema non sono i miei racconti, che sicuramente hanno bisogno anche di un editing serio, ma la superficialità di cui è ormai intrisa la nostra editoria. il perbenismo che consente la sodomia soltanto come finale nel buio.
Master che diventano scoloriti impiegati Vanilla e submissive incontenibili casalinghe e mamme appagate.

perché mentre l’organizzazione Ecpat ha fatto uno studio sul turismo sessuale qui http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/turismo_sessuale_italiani_al_primo_posto_padri_di_famiglia_a_caccia_di_bambini/notizie/288530.shtml e pare siano proprio i cattolicissimi italiani al primo posto, proprio loro, quelli che picchiano le maestre se son troppo severe con i propri figli, gli orchi si stanno preparando per i mondiali in Brasile.
mentre l’italiano medio sbaciucchia la propria signora e pensa alle bambine di cui potrà abusare nel “terzo mondo” la nostra editoria pubblica trame piene di luoghi comuni e di sfumature di nulla.
leggere, poco plausibili, ottimiste, nauseanti, tutte uguali.

i capezzoli delle donne di McEwan sono pelosi.
per dichiararle tutto il suo amore Sabbath piscia litri di alcol sulla tomba di Drenka e il suo sport preferito è rubare mutandine alle ragazzine per farcisi una sega e sborraci dentro.
ma mi sa che “sborrare” già non è più corretto.