tutti Lillie P. Bliss

quando suggeriscono all’amico/a di fare una mostra, un albo, un libro delle sue foto pazzesche, mi piacerebbe tanto chiedere quante mostre di fotografia hanno visitato in vita loro, presso quale università di Belle Arti si sono laureati. non basta più dire: che bella foto!, no, tutti Lillie P. Bliss, tutti critici ed esperti, collezionisti, Talent scout infallibili, nonostante ignorino praticamente tutto della fotografia.

la stessa enfasi da talent scout gli prende con la letteratura. è sufficiente loro leggere su FB una metafora banale, un pensiero appena più profondo dell’amico Lello, per sentirsi in obbligo di suggerirgli la stesura del romanzo del secolo, la guida imprescindibile che ci trarrà fuori dalla crisi ambientale e morale e politica. salvo poi leggerlo, mi pare ovvio, nel caso in cui l’amico Lello approdi con fatica a una pubblicazione a pagamento.

straordinari giudici di commissione dei melismi terra terra di talenti televisivi, si mettono al servizio della sperimentazione artistica del nuovo millennio con certe polemiche da far inorridire Massimo Mila. non conoscono la differenza tra maggiore e minore, eppure pretendono di fare la differenza. non sono mai stati a un concerto live e parlano di acustica e di audio. da leggere, a questo proposito, il libro autobiografico di un pilastro del Jazz nostrano, Marcello Rosa, che racconta le espressioni ridicole dei sedicenti esperti di Jazz dopo aver ascoltato un assolo.

poi mi capita di vedere Specchio Segreto, la Candid Camera di Nanni Loy del ’64. e mi domando come, da certi padri e nonni sobri, consapevoli, umili, siano potuti nascere tanti arroganti. 

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