parla di lei

L. mi chiama ieri sera e mi racconta con il pianto in gola la sua nuova scoperta sugli uomini, che quando s’innamorano non possono fare a meno di  raccontarla a tutti, la nuova fiamma. lo so, è incredibile, nonostante gli viva accanto da venticinque anni le riserva ancora sorprese.

così fa quel cretino di suo marito da un paio di mesi, da quando cioè si sta scopando virtualmente una ventenne fiorentina non fa che raccontare ad L. dell’intelligenza strepitosa della giovane, e della sua caparbietà, del suo talento incredibile, dei raccontini sgrammaticati letti sul suo blog sulle sfortune che poverina, oh, poverina, ha dovuto superare per arrivare sin qui. racconti di lei che, però, tradotti in maschiese possono anche significare: gran culo, gran tette, gran figa.

inventando scuse su scuse e nascondendo l’emozione della passione sessuale sotto l’entusiasmo di un interesse del tutto scientifico, il maschio chissà perché ne parla con L., vuole forse la sua approvazione di moglie perfetta e perfettamente in grado di sopportare le corna con borghese freddezza?, vuole proporle una roba a tre?, anticiparle che tra meno di quattro mesi le dirà la verità?

anche il mio ex imbecille faceva così. ogni ragazzotta disoccupata che raccattava per strada a Garbatella me la sottoponeva come possibile segretaria. a una che se lo faceva da otto mesi pagai anche una bella liquidazione. comunque è così. di tutte le belle fighe intelligenti di cui il marito di L. parla per più di due giorni, la mia amica scova foto hard e e-mail di passione puerile.

puerile, se di una non conosci neppure l’odore.

l’uomo ciclico

il primo esemplare di maschio a innamoramento ciclico lo conobbi alle elementari.
ovviamente bello e iperattivo, poco raccomandabile.
io ero una delle cinque.
tutte belline e diverse tra noi. Alessandra ballava benissimo il rock acrobatico, Sonia aveva capelli lunghissimi e rossi, Alba, figlia del giornalaio, lo riforniva di figurine, Simona era brava in matematica, io davo feste indimenticabili nella grande villa. l’unico problema era che alle mie feste non poteva ballare il rock acrobatico con Alessandra. il mio turno cadeva proprio a giugno, mese della fine della scuola e del mio compleanno.
ma era ancora inesperto.

di qualunque età, il maschio ciclico riprende la relazione esattamente da dove l’ha lasciata. i progetti sospesi vengono completati, come i discorsi e le gite fuori porta stabilite.
si allontana sempre con una scusa credibile e per un tempo che è sempre uguale.
non sparisce, è abitudinario, si fa sentire a intervalli regolari. come il leone nella savana, il ciclico non sopporta che una del gruppo si allontani, quindi torna carico d’amore e più entusiasta di come l’ha lasciata. magari nell’esatto momento in cui lei ha deciso di trovarsene uno stanziale.

il suo sogno non è metterle tutte assieme, l’orgia di ex è auspicata dal nostalgico, altro genere di maschio, normalmente di sinistra e disoccupato, abituato a decidere assemblearmente, abile nel creare una rete di mutuo soccorso composta tutta da ex.
il ciclico, invece, crede nel “dividi et impera”. fa in modo che le turnanti sappiano una dell’altra ma non s’incontrino mai, che nessuna possa rivendicare diritti sull’altra o peggio, contattarla per creare subdole alleanze.

nessuna delle sue fidanzate è la preferita ma ognuna è necessaria.
sposerà quella che casualmente dimenticherà di prendere la pillola.
ah no? non lo sapevate che si fa ancora così?

quando LUI posta Paolo Conte

se ha più di quarant’anni e l’aria disillusa di chi non alzerebbe un dito nemmeno gli passasse davanti Marilyn, Paolo Conte, nei rari momenti di morbidezza del cuore, è il suo riferimento musicale.
che sia giornalista affermato o blogger frustrato, medico, studente, avvocato, un vecchio amante o un amante vecchio, quando vedo sulla sua time line comparire notturno il faccione del cantautore astigiano, mi corre un brivido sulla schiena e mi domando: chi starà importunando, ora, con le sue promesse bugiarde?

certi uomini sono così.
dell’amore e del sesso vogliono toccare giusto i lembi, come il viaggiatore, le rive di molte città.
passeranno secoli e mille donne ancora, passerà presto anche il tempo dell’amore, ma non passeranno mai i nostalgici venerdì di tarda primavera e l’antico desiderio di abbandonarsi all’illusione di un amore sincero e passionale.

buon per voi, fragili intellettuali e padri di famiglia che ancora avete voglia di sognare.
evitate però, in quei rari momenti di nostalgia pungente, di richiamare la donna che, più di un anno fa, avete lasciato in attesa di una vostra conferma, in bilico su una serata romantica, in attesa di un maledetto squillo, e nonostante tinta, piega e ceretta total body.