il bello della sottomissione

Mario Adinolfi ha trovato un’altra occasione per gettare la croce, non l’orrido quotidiano che dirige ma il suo inutile giudizio, su noi donne.  alla splendida provocazione di Madonna sulle presidenziali USA: se votate la Clinton vi faccio un pompino con l’ingoio (mamma, non l’ho detto io, giuro, sono le  testuali parole della famosa rockstar), Adinolfi ha rilasciato un’intervista in cui balbetta di sessismo, di antifemminismo e di non so cos’altro, sostenendo che l’atto, ossia il sesso orale, sia pratica sottomissiva per la donna.

hem. Adinolfi, che negli anni passati ci ha lungamente ammorbato con la sua concezione di donna sottomessa che sta a casa a tagliare le unghie ai suoi piedi orrendi (e sono anche stanca del politically correct, perché se ti mostri sei anche passibile di critiche), è evidentemente fermo alla concezione pagano romana del sesso, ma anche greca, che prevedeva da parte della donna un solo ruolo, quello di ricettrice passiva pronta ad accogliere non amore o piacere, bensì il seme, per custodirlo gelosamente  al fine di garantire la prosecuzione della specie, e basta. perché anche nel Kamasutra la fellatio è questione riservata all’uomo, praticata per lo più da schiavi ed eunuchi, come la sodomia, allegramente scambiata tra maschi nei bagni pubblici e durante le feste, mentre le donne guardavano.

Adinolfi si è perso tanto della nostra evoluzione, forse non sa neppure che abbiamo ottenuto il diritto al voto. e mi rendo conto di quanto sia folle per lui, e orripilante, l’immagine di una donna libera, indipendente e già in menopausa, quindi non più fertile, che decide per il proprio ed esclusivo piacere di slacciare la patta al maschio e inginocchiarsi e fare da sé, ma vorrei avvertirlo che va avanti così da anni. e lo stesso si dica per la strana e apparentemente contraddittoria propensione al gioco di ruolo, che ci vede dirigenti e manager fuori casa, problem solving in azienda, pronte però a lasciarci prendere con forza per i capelli e sbattere al muro, tanto per provare l’ebrezza di lasciare per pochi minuti a voi maschi l’incombenza di comandare, a voi la facoltà di decidere se prenderci supine o prone, giacché stanche di decidere la vostra esistenza dalla colazione alla cena, dall’agenzia assicurativa alle analisi per la prevenzione dei problemi prostatici.

Adinolfi lasci dunque a noi donne la facoltà di decidere cosa ci piace e cosa no. sicuramente, per la pedicure ci sono centri appositi.

e chiudo con una raccomandazione per le ragazze da parte di Pierre Louys, che direttamente dalla libertina Parigi scriveva: Non fate andare avanti e indietro un asparago nella vostra bocca, facendo gli occhi dolci al giovane che volete sedurre.

 

condizionamenti

ieri sera in radio (RadiPopolareRoma ogni martedì alle 21.00 RADIOKALSHNIKOV), tra illustri ospiti si parlava della differenza tra masochismo e scelta sadomaso. che la prima è una condizione autopunitiva e condizionante mentre la seconda la sua versione ludica e soprattutto sensuale.
abbiamo parlato dei piedi di Mario Adinolfi e del fatto che il male in sé non è averli così orribili, quanto mostrarli. da qui ciò che in FB mi disturba profondamente, ossia che io debba vedere qualcosa che non ho scelto di vedere. che siano piedi, cani martoriati o culi cellulitici, sono stata costretta per anni a trovarmi qualcosa di brutto davanti agli occhi.
e non basta bannare.

se voglio farmi condizionare preferisco fare un salto al museo di arte Moderna e sedermi di fronte a un de Chirico, o un Balla.
e questo non è razzismo estetico, è libera scelta. anche se poi, parlare di razzismo estetico oggi, in una società che bada esclusivamente all’aspetto fisico e che senza autorizzazione fa foto in giro per “perculare” on line la povera signora con la ricrescita bianca… beh, mi viene un po’ tanto da ridere.
ora vado a farmi condizionare dalla bellezza del lago… poi penso che mi metterò un paio d’ore davanti allo specchio.
eh eh…
lasciate i social network prima che fagocitino l’ultima stilla di pensiero originale che è in voi.