vi piacete così, con tacco 12 già all’alba

su twitter è pieno di spacciatrici di foto. foto no, ecco l’ho detta grossa. fotine, insomma, immaginette non firmate, prese dal web così a caso, dal bianco e nero inevitabile come i consensi che esse ricevono pur non essendo Recuenco o Shaden, tanto per citarne due tra i più commerciali ma di livello, conosciuti soprattutto per i loro servizi di moda.

attratte dalla mancanza di profondità, dalla banalità di ciò che le figure raccontano, “dal fatto in sé”; un po’ come per i “romanzi” corposi, con interlinea tripla e copertina patinata, che leggono e ogni tanto citano, le ragazze del twitter si fanno portatrici di sensualità. e ne vanno fiere. e forse fanno anche bene. come la mia amica Giovanna che conduceva dal marito una volta al mese “una preda”, così la chiamava lei, in barba al buonsenso e alle lezioni di femminismo ricevute da sua madre. ovviamente il marito era contento, le amiche che Giovanna raccattava non sembravano mai puttane pagate in anticipo, ma vere signore conosciute casualmente al supermercato o dalla sarta, come lui amava pensare e lei gli raccontava.

e le poesiole, che non Giovanna ma le ragazze del twitter digitano, mettendole a cornice di queste immagini da alzabandiera mattutino dei loro fan, tra pizzi e reggicalze, labbra rosso China e seni rifatti, raccontano la solita storiella, quella di una lei che sta lì sul letto in tacco dodici a dominarli e di un lui, che però la sa più lunga, perché maschio con tartaruga agli addominali, e che riuscirà a prenderla, meglio da dietro, ovviamente sbattendola al muro.

e vanno avanti così fino a sera, come non ci fosse un domani, né un’emergenza profughi al confine, né una Maria Elena Boschi con padre inquisito e presunto innocente fino a prova contraria come da Costituzione e da Carta dei diritti civili.
né io, che mi sento sempre meno libera di scrivere ciò che penso.

sei bellissima

credo che la misura sia una questione di buon gusto.
la misura della propria felicità e del proprio appagamento, che sta negli sguardi, negli atteggiamenti, nei sorrisi, è una questione di indole ma anche di buona educazione e sicuramente non si impara durante le lezioni di Public Speaking tenute durante le convention di Partito.

ieri guardavo quell’oscenità di SKYTG24, in realtà stavo infilando i piatti nella lavastoviglie quando ho sentito in sottofondo la notizia della ricerca del nuovo Ministro delle infrastrutture, mi sono voltata ed ecco una bellissima ragazza in gonna longuette fumo di londra e camicia rosso comunista.

In un’inquadratura si passa le mani perfette tra le ciocche ondulate, in un’altra, mentre il giornalista dice che mai Renzi rinuncerebbe al proprio Ministro delle riforme, rieccola che attraversa gli ampi corridoi parlamentari -sì, proprio quelli dove la mia Justine 2.0 sogna le orge più oscene.
La Boschi cammina compiaciuta sul tappeto seguita da un piccolo strascico di leccaculi, tiene una leggerissima cartellina sotto il braccio: in un angolo, un nugolo di giornalisti sorridenti aspetta il suo ingresso.
la Ministra non pare affatto sorpresa, anzi, sfila con professionalità di una top model, si muove su una nuvola.

mi domando se non sia un atteggiamento più indicato per un’attrice.
mi chiedo se la Ministra conosce il numero dei suicidi che ancora oggi si registrano nel Paese.

sappiamo che il segno è già stato superato e che mai ci rivolteremo, ma ecco, se la Ministra potesse almeno evitare di sbatterci in faccia il proprio appagamento farebbe un favore a molti di noi.
magari susciterebbe meno odio.
forse maggiore rispetto.
ma si sa, la misura si ha in eredità. la misura e la classe son doni di natura.

c’è posto per tutti sotto il cielo, è vero, ma per alcuni ce n’è di più.