abitudini creative

quando sono sola posso lavorare fino alle 22:30, talvolta fino alle 23:00. la vicina ha smesso di passare l’aspirapolvere, il telefono non squilla, in TV c’è Cacciari.

mi comporto con la scrittura come col teatro, che mi vedeva, seppure giovanissima, tra le attrici più pignole, puntuali e cacacazzi della prosa italiana.
tutta la mia giornata si svolge in prospettiva di quelle 4/5 ore di profonda concentrazione. la corsa, lo yoga, sono attività propedeutiche alla scrittura. anche la Yourcenar faceva meditazione trascendentale.
che lo sforzo creativo possa far ammalare, e non soltanto d’invidia e frustrazione, lo sosteneva Simenon che stipendiava un cardiologo. pare che anche la sua bulimia sessuale -George non poteva vivere un giorno senza avere almeno 2 rapporti sessuali meglio se mercenari- fosse strettamente correlata con la scrittura.
lo scrittore belga compiva riti particolari, sceglieva sempre le prime ore del mattino per scrivere, indossava un’ampia camicia bianca che l’assistente metteva a lavare ogni sera per fargliela trovare asciutta all’alba. accanto alla macchina da scrivere mezzo litro di vino rosé.
io d’inverno indosso calzettoni pesanti, mi circondo di candele e incensi. non voglio musica, né voglio che ci sia qualcuno che mi gira attorno.

le mie gratificazioni son più solitarie, ma non meno soddisfacenti di quelle di Simenon. per esempio, verso le 17:00, dopo almeno un’ora di meditazione e la recitazione del Sutra, faccio una merenda sostanziosa, uova fresche e tonno, formaggio e pere, gelato. poi cucino qualcosa che in tarda sera, finito di scrivere, potrò scaldare, così da non ridurmi all’ultimo istante con i morsi della fame che non fanno mai bene. metto in forno cavoli pan grattato e capperi, o acciughe, patate al forno con mozzarella e prosciutto cotto, zucchine ripiene di melanzane, melanzane ripiene di zucchine, patate; riso nero e fave, riso rosso carote e sedano; polpette vegetali. piatti sostanziosi ma integrali. e dolci. semplici crostate, morbidi ciambelloni, quelle 2 cose che so fare.

la scrittura, l’atto creativo, è un sempre stato un culto per me.
la pubblicazione vale nulla in confronto al prima. come il sesso. le aspettative e i preliminari sono tutto. o la fede, che basta pregare per sentirsi subito meglio. che il miracolo avvenga è un fatto del tutto accessorio.

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