preferisco senza

sono miope ma preferisco guardare il mondo da vicino, finché distorce, o semplicemente immaginarlo, piuttosto che dare a ognuno la sua maschera effettiva.
nell’opacità non distinguo occhi né sorrisi, vedo silhouette cui attribuisco un’età possibile, sagome sempre eleganti.

metto in atto tattiche di sguardi con persone sbagliate, entro nelle automobili di gente in attesa davanti alla stazione, saluto affettuosamente chi non conosco e passo con indifferenza davanti a chi ha invece per me un’importanza strategica, qualcuno che dovrei magari omaggiare, davanti al quale mi dovrei genuflettere e che invece evito, passando oltre, avviandomi al buffet.

la mancanza di messa a fuoco favorisce l’illusione di avere davanti una platea immensa sebbene ci siano tre spettatori.
fiori e uccelli centuplicano tra cielo e terra.
la luna è sempre più grande, e mi parla.

cose inflazionate

la luna piena, la donna sensuale, le spiagge in agosto, i noir, i vincenti, i libri di successo, la celebrità, la stima degli sconosciuti, i maschi depilati, i tramonti, la bontà esibita, la correttezza a parole, la frigidità, i cani da grembo, l’ironia, la comunicazione, la condivisione, l’odio, i tacchi vertiginosi, i sentimenti, i romanzi erotici, l’inclusione, i selfie, i gelati, l’erotismo, il sadomaso, le serie TV, il cattivo gusto, gli alcolisti, i blogger, i creativi, i professionisti, il populismo, l’uguaglianza a parole, la povertà.

stamattina la luna era ancora alta nel cielo e mi son chiesta se non soffra a sentirsi così ignorata. di giorno, quando brilla alta nel cielo nessuna la guarda.

“Sua banalità”, LA LUNA è servita.

Siete banali e non lo sapete. Poi v’improvvisate scrittori e insistete intasando le redazioni delle case editrici e spintonando, senza aver mai frequentato una scuola d’arte o liceo e con alle spalle la lettura di otto libri scolastici. Ma l’arte non è uno sport nazional popolare. Grazie a dio l’arte è roba per pochi, per chi sa contemplarla prima di tutto, superarla e innovarla poi.. Ma va bene così. I Governi degli oligarchi (finalmente hanno riconosciuto che la democrazia non esiste) hanno deciso di dare l’illusione ai loro popoli che chiunque può, attraverso i social o un talent show, diventare “qualcuno”… almeno per sette mesi, e a voi sta bene così.  Che poi, come facciate a fidarvi di una come Maria De Filippi lo sa solo il signore… che poi, dove sia finito il vincitore del talent “letterario” e le sue migliaia di copie è ancora un mistero.
Comunque sia ho visto una tale quantità di foto orribili tra ieri e oggi che mi domando quanti di voi si sentano anche fotografi e in quanti abbiamo fatto un silenzioso “mea culpa” e si siano sentiti almeno un pochino imbecilli. Come pensate che un cerchietto luminoso nel cielo nero possa restituire il fascino che Leopardi, cazzo signori… LEOPARDI, ha cercato di restituirci attraverso un dialogo filosofico io non lo so.
Fotografare la luna con l’I Phone, mi dà la misura esatta della disperazione entro cui in molti si trovano, della confusione che impera, soprattutto, tra espressione originale, comunicazione e banalità. Mi fa capire che anche il disperato bisogno di farvi notare attraverso un gesto di omologazione. Rileggiamo di tanto in tanto la favola del “pifferaio magico” e proviamo a distinguerci sul serio seguendo i nostri veri talenti anziché restituire al mondo un’immagine triste e misera di ciò che per primo serve all’arte: la fantasia.E se vi sentite offesi voi pensate alla LUNA, e a quanto si è sentita lei delusa e amareggiata da voi.