TV

non dovete prendervela con l’arroganza altrui, sempre lì su twitter a minacciare di far scendere la gente dal piedistallo.

certo l’atteggiamento di superiorità è comunque osceno ed è sempre punito dagli dei, ma che qualcuno pensi di essere un po’ meglio di altri perché legge il quadruplo, perché ragiona meglio, perché passa il  proprio tempo a svolgere attività intellettuali, è anche possibile. in una società di teledipendenti e social dipendenti e figa e cazzo dipendenti e coca dipendenti, perché non se ne parla più ma il traffico di coca continua a essere ben redditizio, ci vuol pure chi pensa per gli altri. e non è cattiveria, giuro, basta calcolare con onestà il tempo che riuscite a ricavare per costruire un pensiero indipendente che non sia quello della Gruber, o di Ferrara, o di chi so io. basta domandarvi qual è l’ultima volta che avete scelto un romanzo dall’incipit e non perché ve l’ha detto Fazio o la De Gregorio.

vi va in pappa il cervello. mi è bastato campeggiare poche ore da una vicina che aveva necessità di una consulenza per il giardino per capire che siete pazzi. si calcola che nelle famiglie normali abitate da anziani ci sia un televisore acceso sin dal mattino, spesso due. io le ho dovuto domandare  di togliermi dal campo uditivo quel fastidioso basso continuo. è perciò che il libro di Riina è primo in classifica. nonostante i vostri cartellini di minaccia. o che gli editori pubblicano soltanto storiacce vere, per dar modo al lettore del sabato di masturbarsi in santa pace sui più efferati delitti Made in Italy. quella pettegola della Leosini  è osannata sui social, le dive del venerdì trattano con piglio stucchevole ciò che andrebbe duramente denunciato e risolto, così che la coscienza di tutti si senta a posto.

siam sempre lì, usare il mezzo o renderci sui schiavi fa la differenza tra chi pensa e chi no. se c’è gente che va dall’estetista per farsi poi i selfie allo smalto, e ce n’è, non saremo mai in grado di scegliere tra la bugie e  verità.

che cosa è stato di #twitter?

dopo anni dalla mia #deriva http://www.bibolotty.blogspot.it/2012/08/la-deriva-di-twitter.html, qui non è cambiato niente, con l’aggravante che i VIP sono sempre meno reperibili, e le twitstar non più giornalisti e attori e scrittori ma poco originali impiegati della P.A.
sul social dall’uccellino azzurro ho accumulato comunque pochi follower rispetto ai veterani che passano le proprie giornate a digitare, e che allevano assieme all’account principale almeno una dozzina di alias cazzuti pronti a difenderli e pubblicizzarli in giro.

i miei follower, l’80%, sono emeriti sconosciuti, persone che di me non sanno nulla, gente che la curiosità forse non l’ha mai posseduta, rituittatori compulsivi di banalità accessibili.
ora che la massa ha il totale possesso del mezzo, ora che tra gattini e pranzi orrendi su tovaglia quadrettata non è nemmeno più possibile trovare frasi salaci e non copiate, non so quanto convenga perderci tempo.
talvolta riesco a scrivere robetta adatta.
ma giuro, non è facile surclassare la massa.

ricordo un tempo di twitter durante il quale giravano soltanto notizie che nemmeno l’ANSA, e battute originali.
twitter faceva veramente notizia, oggi tutt’al più fa opinione, ed elegge la Leosini a reginetta della TV.
e i nuovi koan che leggo ogni giorno? tentativi mal riusciti di ermetismo,
frasi incomprensibili che rituittate da ragazze discinte con boccuccia (che magari si chiamano Cesare e hanno “il muscolo”) vanno manco fossero Montale.
e le slave?, sempre in prima linea, che non passano mai di moda e ci propinano foto in bianco e nero con la solita donna cagna e sotto l’orrenda poesiola?

e poi ci sono i gruppetti che hanno rovinato tutto, i clan del malaffare di casalinghe disperate che RT soltanto i propri amici.
e poi ci sono gli amici. che prima di comprare il tuo libro vogliono sapere cosa ne pensi delle loro performance erotiche.

il gioco del misero ha vinto.
e noi proviamo a capire se valga la pena restare.