ma non avevano lo stesso ufficio stampa di Veltroni

Daniele Tittarelli e Mario Corvini scrivono musica straordinaria, quella, pare che Veltroni no, ancora non la sappia comporre, per fortuna.
anche se le mani sul jazz l’ex Sindaco aveva provato a metterle, fondando la Casa del Jazz approdata al nulla per anni, ora finalmente nelle mani di musicisti veri, non più in balia di direttori artistici designati dalla politica.

comunque loro sì, qualcuna delle maestranze sotto botox avrebbe dovuto vederli, magari avrebbe potuto anche ascoltarli i giovani della New Talent Jazz Orchestra, così bravi e pieni di un’energia che gli zombie approdati ieri sera all’Auditorium Parco della Musica nemmeno sanno cosa sia, che nemmeno possono vederla sui propri figli viziati, l’energia di chi viaggia dalla Sicilia fino a Roma per partecipare al laboratorio di Mario Corvini e che nemmeno se la sognano, di contro, la folla sorprendente di intellettuali stregati da Walter.
loro, i ragazzi snobbati anche dalla sinistra democratica italiana, hanno però il desiderio di crescere; lavorano per pagarsi gli studi, magari all’Autogrill dell’autostrada Frosinone Roma, per poi imbracciare lo strumento, e suonarlo da dio.

ma loro non avevano lo stesso Ufficio stampa di Veltroni.
da un lato il Jet Set dall’altro il Jazz Set.
una bella differenza.
anche di sovvenzioni.
New talent Jazz Orchestra ZERO EURO.
film di Veltroni chissà.
e i soldi a Franceschini li hanno anche domandati i ragazzi ma i denari del FUS (Fondo unico per lo spettacolo) sono andati ai soliti noti e nonostante le numerose date sold out della New Talent Jazz Orchestra http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/index.php/contributi-extra-fus/478-musica-jazz-italiana-contributi.

tra tanti hanno sfilato per omaggiare il Premier ombra del PD: Antonello Venditti nero pece, la Di Gregorio scrittrice, la Cuccarini e Silvio testi, Bonolis spacciatore di programmi culturali, Ministri, Sottosegretari, leccaculi e Ladylike con auto di lusso parcheggiate davanti al teatro e un dispiego di polizia in divisa e non, che farmi una canna in santa pace, come ogni signora per bene dovrebbe poter fare, è stato un rischio altissimo.

Il docufilm di Veltroni parlava dei bambini e del loro domani: il loro presente, il presente che arranca, era nella sala accanto a registrare http://video.huffingtonpost.it/culture/da-venditti-al-ministro-boschi-alla-prima-del-nuovo-film-di-veltroni/3882/3873

comunque complimenti, al prossimo appuntamento di recording studio faremo una colletta per l’ufficio stampa di Sky.

gente dal facile entusiasmo

dare il giusto peso a ogni cosa sarebbe auspicabile in chi ha età, cultura, visibilità e consenso. parlare di genialità e di “talento”, ossia di un dono divino, dimostrabile tra l’altro soltanto nel tempo e dopo molte prove, commentando il video di una semplice caratterista come Martina dell’ombra dé broggi dé sassi, mi pare fuori luogo se non addirittura offensivo. farci sopra della filosofia poi, cogliendo lo straordinario “effetto sociale” delle stronzate che provocatoriamente dice, è ridicolo.
Anche se il numero di “like”, ossia i consensi in rete, ha soppiantato il senso critico, occorrerebbe che chi ha voce in capitolo riuscisse almeno a non farsi fagocitare dal giudizio comune, facendo un giusto distinguo tra attori (magari geniali), che parlano diversi dialetti, che interpretano ruoli distanti tra loro senza mai cadere nei cliché, che sanno declamare una poesia in perfetta dizione ma anche in dialetto, dai semplici, un tempo anche sottopagati, “caratteristi”.

della ragazza abbiamo ascoltato soltanto una voce e visto una sola faccia, per cui parliamo di un buon inizio, non certo di “mestiere. caliamo l’entusiasmo signori, e abbiate pietà del vero artista.
ciò che vediamo nel video è una buona caratterizzazione, nemmeno così originale, di una qualunque ragazzetta un po’ ignorante desiderosa di emergere e di dirci come va il mondo.
che sia una farsa, ossia che la ragazza ci fa, gli acuti critici se ne sarebbero dovuti accorgere dagli sguardi lanciati al file di word che ha sul monitor.
ah, e la sua “genialità”, cari esperti di marketing, sta nel mistero della sua identità.
Niente di più.
affinare il senso critico sarebbe una richiesta tanto scandalosa al consesso di acuti intellettuali rincoglioniti dall’audience?