ristoranti kids free

perché sono favorevole ai ristoranti Kids free? ve lo spiego con le parole di uno scrittore che apprezzo molto e che gira da sempre attorno all’argomento “figli”. La sua analisi del genitore moderno, e che evidentemente nasce dall’osservazione, è a mio avviso perfetta e spiega perché, oggi e non ieri (e ciò è determinante per una discussione seria), sentiamo il bisogno di analizzare il problema dell’educazione che non impartite ai vostri figli.

“Noi sterili non sopportiamo i bambini anche perché, durante quel lungo pezzo di strada, l’altra metà degli adulti non fa niente per renderceli simpatici. Esattamente al nostro opposto i genitori sono convinti che il mondo non abbia bisogno di loro, bensì dei loro figli. I genitori credono di aver lasciato un segno, e il loro segno, il loro ineguagliabile, meraviglioso, stupefacente segno, è quel coso che lancia brandelli di marinara in giro per la pizzeria. Eccolo lì, è quel coso che strilla perché la mamma ha rivolto la parola a un’amica. Eccolo lì, è quel coso che prende a calci il cane. Una volta, quando tutti gli adulti si riproducevano, i bambini crescevano ai margini delle tavolate senza per questo ricevere meno affetto, trovavano subito il proprio posto nella gerarchia del branco, chiedevano “papà posso?”, giocavano tra loro senza bisogno di animatori. Adesso che gli adulti sono in grande maggioranza sterili, i bambini sono capolavori dei genitori, sono segni, gioielli creati non più con la naturalezza di chi semplicemente asseconda gli automatismi del ciclo vita-morte-rinascita, bensì con la pianificazione mediata e sofferta di un’opera unica. Ed eccola qui l’opera unica, che tortura un’intera carrozza di Frecciarossa con i suoi pianti rabbiosi perché la Playstation ha finito la batteria”. (Tratto da “La Sposa” di Mauro Covacich- Bompiani)

le baruffe twitterotte

soprattutto in estate, e dopo l’uscita di un romanzo che forse non va granché, basti contare il numero di recensioni che su ANobili non arrivano neppure a due, o più probabilmente a causa il caldo torrido, capita che su Twitter si assista a imbarazzanti liti da cortile. loro, persone di cui non faccio il nome per non accrescerne anch’io la fama, si accapigliano su cazzate che riguardano chiaramente il infinitesimale universo, azzuffandosi volgarmente non tanto sull’umanità e i suoi guai, come gli sbarchi dei migranti, ma su inezie come tacchi, fama personale, fascino.
ah le celebrità italiane, che tristezza.

poi a Cortina mi capita di non dover rimanere in stanza a lavorare, e di scendere al Savoia, nonostante la pioggia battente, e assistere alla presentazione del secondo classificato allo Strega, Mauro Covacich, e finalmente mi trovo innanzi alla serietà, alla sobrietà, all’integrità di quello che si dice uno SCRITTORE che non se la tira, e non un blogger, non un giornalista, non un arrampicatore, ma di chi con le parole rischia in prima persona innovando la scrittura.
ho iniziato ieri sera “A perdifiato” Einaudi e non fosse che stamattina ho fissato il mio rientro a Roma, avrei letto fino all’alba.
e Covacich, naturalmente, su twitter non c’è.
al momento, neanch’io.