esperti sadici ed esordienti masochisti.

assi più degli editor con cravatta marrone e denti gialli, o dei talent scout per titolo, ossia i professionisti che non hanno al proprio attivo nessun talento scoperto ma una quantità inverosimile corsi di scrittura tenuti, e manualetti di regolette pubblicati, ciò che più mi deprime sono gli esperti che non fanno che difendersi dagli attacchi degli esordienti.

sono passati cinque anni dal mio lavoro in Luiss per il Master in scrittura creativa, e da allora non è cambiato assolutamente nulla, le discussioni son sempre quelle, anzi, la domanda è una sola e assillante: gli editori non leggono, e perché non leggono?
ovvia la risposta dell’esperto: perché scrivete da schifo.
ottimo.

ma una domanda mi sorge spontanea: perché gli esperti in editoria, se veramente esperti, anziché stare col ditino alzato a redarguirci su quanto sia noioso avere a che fare con noi?,non scrivono qualcosa di più interessante? forse gli vien duro a fare i sadichelli con i loro tonanti: “il 90% di ciò che mi arriva è illeggibile!”, perché non parlano, invece, di quali sono gli argomenti ricorrenti trattati dagli esordienti, i generi più praticati, o non s’impegnano dall’alto del loro sapere, ad analizzare con sguardo umano l’ossessione dell’uomo moderno per la scrittura e la celebrità?
e perché, soprattutto, l’esordiente sta lì a commentare i loro pezzi e a leggere certe dissertazioni? forse spera di essere compreso nel 10% dei leggibili?

il “pizzo editoriale”

insomma, ho passato la seconda fase di #ioscrittore.
sono in semifinale.
dopo molti dubbi ho ceduto alle lusinghe della segreteria editoriale: 20 anni di cessione diritti per l’e book e 5 di prelazione sui prossimi romanzi mi paiono condizioni assurde, un contratto capestro degno dell’editore sadico di Carlo Emilio Salgari.
comunque, forte del fatto che questo è soltanto il mio secondo romanzo, che scrivo denso e uso troppe digressioni, quindi certa di non vincere, ho deciso di firmare.
tanto in questo ambiente non mi aiuta nessuno e non ho più l’età per darla in giro in cambio di una pubblicazione.

però son soddisfazioni… no, non darla a un critico vedovo con la speranza di farmi pubblicare da un grosso marchio editoriale. quelle son fortune che a me non capitano… sono soddisfazioni, invece, essere caduta nell’illusione che dopo Justine 2.0 sarebbe accaduto qualcosa, e trovarmi dopo 2 anni a grattare il barile della mia autostima. ciò significa che i gialli e le trilogie erotiche napoletane hanno veramente preso piede in questo brutto Paese.

quello che però continuo a non sopportare di questo orribile mondo editoriale, sono quelli che hanno ben studiato a tutti i corsi di editoria e scrittura creativa tenuti negli ultimi 5 anni.
perché in Italia per pubblicare devi prima pagare un corso di scrittura all’editor in questione, una sorta di “pizzo editoriale” che varrà almeno la lettura gratuita del tuo manoscritto.
e il mondo editoriale è pieno di quelli che elencano regolette da manuale americano, che tagliano e incollano, che riscrivono e limano, le cui storie sono pagine e pagine di descrizioni vuote e inutili, una voce corretta ma non personale, che mi presenta un pacchetto ben confenzionato ma completamente vuoto.
niente sangue né carne, né sputo né sperma.
continuo a pensare che la letteratura debba sorprendermi.

ma credo di essere tra le poche cui non interessa sapere, all’inizio del paragrafo, cosa l’autore scriverà alla fine.