se vuole la tua testa è un parrucchiere

leggo di pensieri che sculettano, di teste preziose, d’intelligenze superiori che, nonostante passino 15 ore al giorno a twittare facezie alla ricerca di consensi, perché è la girandola di battute idiote a far girare il mondo e gli agenti letterari, dedicano metà della propria esistenza (dicono), forse quella notturna (credo), alla lettura di testi sacri e allo studio di materie come psicanalisi ed economia politica.
perché approfondire.
e sui social ci mettono tanto di prove!, loro con il volumetto appena acquistato casualmente appoggiato sulle gambe nude.
loro con il volumetto e boccuccia assieme all’autore.
loro con il volumetto in riva al mare e il solito hashtag che fa tendenza.

ma non sforzatevi troppo la vista. oggi l’intelligenza non va più di moda, #sapevatelo, a meno che non stia su una trentenne anche particolarmente bella, e allora il maschio di potere (giornalista, scrittore, magistrato, editore) si potrà beare della sua cultura per il tempo che va dal fidanzamento al matrimonio.
poi basta.
anche se dirlo non fa tendenza.
perché la nostra Repubblica si basa sull’ipocrisia, dei preti, dei banchieri, dei Ministri, e dobbiamo continuare a illuderci che dagli anni ’70 a oggi qualcosa sia cambiato, che noi donne abbiamo ottenuto tutti i nostri diritti, e anzi dovremmo anche piantarla di berciare, visto che nessuno più ci considera ormonali e inaffidabili, che nessuno più ci domanda il culo prima di parlare di lavoro, e i nostri consigli non soltanto sono ben accetti ma anche richiesti.
certo.
ci hanno lasciato l’ironia terra terra da salone di bellezza; auspicata la ferocia contro le altre donne, la comicità su assorbenti e depilazioni dell’inguine.

quindi, se un uomo ti dice che vuole la tua testa, sospetterei sia un parrucchiere.