l’unico egocentrico sei tu

ogni giorno, scorrendo la bacheca di FB m’imbatto in prolissi bandi, lamentele e rimbrotti da vecchie zie digitate da critici e critiche, scrittori, autori di grido, giornalisti e addetti ai lavori, indirizzate contro piccoli scrittori, esordienti, contro TUTTI quelli a “loro” sconosciuti, e che si macchierebbero di egocentrismo senza cercare un confronto. cui sarebbe proibito, insomma, pubblicizzare come tutti il proprio libro, e tra l’altro senza il loro prezioso aiuto, che normalmente indirizzano con generosità ad amici di pari potere e che possano favorirli alla prima uscita editoriale con uguale fervore.

sorvolo sulle gentili e mail della sottoscritta, al massimo una per non urtare la loro sensibilità, e che cotanto desiderio di scambio d’idee non lo hanno mai trovato, nonostante non fossero proposte di lettura del mio libro. ma domando ai signori scrittori, e critici, e giornalisti “di grido”, che lanciano anatemi dal proprio account: volete per caso stare sul podio senza che ci sia un po’ di calca attorno a voi?
volete silenzio in modo che l’eco della vostra voce possa ritornare nitido al vostro orecchio?

pensate di essere così necessari in assoluto?, o di esserlo perché c’è chi crea interesse attorno a voi?, chi vi legge per poi potervi contattare ed entrare in contatto con voi, chi accorre alle vostre presentazioni, chi fa il vostro nome, introvabile spesso anche in libreria?
credete veramente che se domandassi di voi, non dico al salumiere ma al mio Prof di lettere del liceo, saprebbe chi siete?

insomma, non sentitevi colpiti in prima persona da questo mio sfogo, sarebbe un atto d’imperdonabile egocentrismo, non parlo di nessuno ma parlo di tutti. e ricordate che in Italia, se non siete Fabio Volo non siete un cazzo, e sfogare la vostra frustrazione su chi prova a dare un senso onestamente alla propria esistenza, non mi pare opportuno. un bagnetto nell’umiltà, ogni tanto, gioverebbe anche a voi.

curiosità intellettuale

quando diventerò celebre, o comunque più conosciuta di oggi che vendo soltanto quel che l’editore ha stampato -manco male considerati i tempi-, allora sono certa che manterrò la curiosità che mi anima anche oggi. e lavorando lavorando, e proseguendo il cammino con umiltà e voglia d’imparare, alla fine qualcosa la combinerò, anche senza Santi in paradiso e amici della domenica e amichette del cuore: perché sono una donna, non per altro.

in questi pochi anni sicuramente ben spesi nello splendido mondo dell’editoria, ho notato che, come anche in teatro, le vere dive hanno il rigonfiamento sulla patta -striscia di stoffa che ricopre l’abbottonatura- e la voce grave. e a meno che non siano donne con peli pubici stile foresta amazzonica, sono sempre i maschi i meno curiosi, i meno generosi, i lunatici, i più restii a dare una mano se non in cambio di favori.

come quando finita l’Accademia registi importanti mi chiedevano di abbassarmi sulle ginocchia e far loro ciò che avevano sognato sin dal primo momento in cui mi avevano vista recitare, senza badare naturalmente alla mia arte ma alle mie tette, anche oggi mi trovo nell’imbarazzante situazione di essere valutata più per il mio culo che per le mie parole.

spero che questo sfogo giunga forte e chiaro a chi di dovere. spero che almeno un po’, chi di dovere si vergognerà per avermi promesso ciò che fin dal principio non aveva voglia di mantenere. capisco che l’argomento “pissing” possa spaventare il maschio normodotato anche di fantasia, ma fare lo sforzo di andare oltre il titolo, è il minimo sindacale richiesto a un intellettuale, giornalista o scrittore che dir si voglia o preferisca. LUI, maschio, che ha da sempre molte più possibilità di scelta.

Eco e le legioni di imbecilli (che rispondono)

gli intellettuali DIGITALMENTE GIA’MORTI, ossia i sani, che secondo Gianluca Nicoletti (detto il tigre o il funambolo), vorrebbero curare gli altri, ossia gli imbecilli, sono a mio avviso più vivi (intellettualmente) di lui, noto conduttore radiofonico che per anni ho ammirato ma che ha affidato troppo spesso a un mucchio di casalinghe drogate di rete i suoi storici “sollevamenti live” (replicati fino alla noia in tutte le salse e proposti quotidianamente in foto sulla sua pagina FB),(LEGGI QUI http://www.lastampa.it/2015/06/11/societa/eco-e-le-frasi-sui-social-network-difendere-la-verit-un-lavoro-che-costa-fatica-ItOPgusq9qRJMFv7cIjIRK/pagina.html).

ho avuto tre orgasmi nell’ascoltare le parole di Umberto Eco
(QUI http://www.illibraio.it/umberto-eco-social-network-video-232777/)
e se l’ego ipertrofico non impedisse all’imbecille di turno (non certo Nicoletti ma i commentatori anonimi con hashtag), di ascoltare e comprendere integralmente ciò che l’uomo di cervello ha detto, potrebbe anche trarre qualche insegnamento e magari migliorare.
che Internet sia il regno della bufala è un dato incontrovertibile.
che i Social siano terreno fertile per i “morti di fama”, come scrive la signora Lipperini (a sua volta capo snob degli snob dell’editoria, o del circolo degli amici), è altrettanto vero.

i Social Network non rappresentano più un’opportunità per nessuno.
dopo un po’ di anni durante i quali ci siamo scambiati foto zozze tra “consumer” e “product” l’idillio si è concluso.
i social non servono né al “nome” che finisce per beccarsi gli insulti dai livorosi e per chinarsi alla folla adeguandosi alle sue richieste, né al giovane artista puro che, per indole, non ha la capacità né la forza di tener testa alla massa idiota.
ciò significa che a vincere è proprio l’imbecille, l’unico con anticorpi “imbecilloresistenti”, quello in grado di stare su twitter a digitare di “figa” h24 anziché leggere un buon libro (che pesa un po’ di più).
E chi mi conosce sa che queste cose le vado scrivendo da anni http://www.bibolotty.blogspot.it/search/label/%23derivaditwitter

non siamo tutti uguali, e ciò, leggendo i commenti ai diversi articoli sulla faccenda, è a dir poco meraviglioso.
e il solo fatto che l’imbecille pensi d’insultare l’intellettuale accusandolo di “snobismo” è la prova della sua pochezza: da che mondo è mondo l’intellettuale si pone giustamente più in alto e pretende che gli altri se ne accorgano, per cui, mettetevi il cuore in pace e cercate offese più efficaci e magari, per farvene un’idea, leggete Voltaire.