l’attesa

credo non ci sia niente di più erotico dell’attesa. e se da ragazza ero impaziente di mostrarmi (perché la fretta è dovuta soprattutto a una certa dose di esibizionismo), se correvo dai miei vecchi amanti con l’entusiasmo dei sedici anni, entusiasmo il più delle volte spento dalla loro impotenza -fisica o psicologica poco importa-, se da ragazzina sognavo di regalare loro la più bella esperienza al mondo, oggi so che non è così.

il web ha orribilmente accorciato le distanze. e quando l’approccio erotico non è ben condotto si rischia di trovarsi di fronte a tristi parti anatomiche, preludio di tristi incontri clandestini, di tristi saluti in stazione, di ancor più tristi “facciamo finta che”.
e se da un lato accumuliamo esperienze, dall’altro ne bruciamo inutilmente più della metà.
che siano amicizie (presunte tali), o amori (chiamiamoli così per abitudine), è difficile che una volta consumate si trasformino in storie.

scrive Houellebecq “…l’appiattimento dei criteri di seduzione intellettuali e morali a vantaggio dei criteri puramente fisici conduceva a poco a poco i frequentatori di locali per coppie a un sistema leggermente diverso, che era possibile considerare come calco della cultura ufficiale: il sistema sadiano. All’interno di tale sistema, i cazzi erano uniformemente rigidi e smisurati, i seni siliconati, le fiche depilate e schiumanti. Spesso lettrici di Connexion o Hot Video, le frequentatrici dei locali per coppie davano alle proprie serate un obbiettivo semplice: farsi impalare da una caterva di grossi cazzi. La tappa successiva, per loro, in genere era costituita da club sadomaso. Il godimento è questione di costume -come probabilmente avrebbe detto Pascal se si fosse interessato a questo genere di cose”.

ossessionate dal ritmo frenetico delle attrici porno tralasciamo l’attesa, inibendo il desiderio maschile alla caccia e alla conquista. il nostro essere sollecite li rende sempre più pigri, al terzo giro di email sono già vicini all’orgasmo.
tutto è finito prima che si decida il luogo dell’incontro.

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sempre a proposito di selfie e di amore

“Gli uomini soli bevono vino scadente; si addormentano e gli puzza l’alito; poi si svegliano e ricominciano; muoiono presto. Le donne sole prendono calmanti, fanno yoga vanno in analisi; vivono a lungo e soffrono parecchio. Il corpo che offrono è inflaccidito, imbruttito; loro lo sanno e ne soffrono. Tuttavia continuano, perché non riescono a rinunciare a essere amate. Fino all’ultimo sono vittime di questa illusione. Le donne hanno la possibilità di prendere cazzi anche quando non sono più giovani; ma non hanno più la possibilità di essere amate. L’umanità è fatta così, tutto qua”.

questo brano di Michel Houellebecq, tratto da “Le particelle elementari”, potrebbe essere un monito per tante donne che si offrono suadenti e sensuali dagli specchi delle proprie stanze ordinate, solitarie, tristi, decolorate ed evidentemente smorte.

ho iniziato ad avere rapporti sessuali che ero giovanissima. quasi una bambina. morivo dalla voglia di perdere la verginità. ho trascorso l’adolescenza cercando l’amore in ogni uomo che invece mi offriva sesso. e denaro. crescendo la situazione è cambiata, io volevo soltanto sesso e gli uomini mi davano amore. ora che basto a me stessa è la perfezione. ora sono in grado di ricevere e dare a profusione. ora l’assoluto equilibrio. è una fortuna lo so. ma se evitassimo di mostrare il nostro bisogno d’amore, soprattutto quando le nostre braccia non hanno più turgore…

sono in pensione

se la trovano indipendente, figa e forte, e i “se” sono d’obbligo visto che le mie colleghe quando si tolgono l’abitino da donne di ferro si mettono a letto con l’emicrania e non si alzano più, ecco, se la trovano, però, ci si attaccano come alla madre il bimbo.

di femminilizzazione del maschio si parla da secoli.
anche se, quando ne parlo, non c’è un uomo, dico uno, che non venga a ribattere alla mia affermazione, dopo essersi infilato la tutina da Superman, con teneri: “io no”, “anche le donne però”, “io sono diverso”, “ma che uomini hai conosciuto tu”.
devo fare l’elenco?
tanti.
così tanti che, a quarant’anni, soltanto vederli mi danno la nausea.
così tanti da averli infilati tutti in una lista, come Don Giovanni. con tanto di voti per le prestazioni.
e l’idea d’intraprendere un’altra relazione mi fa rabbrividire.

scrive Houellebcq:”In genere le donne che hanno un’adolescenza eccitata, si interessano in maniera esasperata ai ragazzi e al sesso, poi, a poco a poco, si stancano, non hanno più granché voglia di aprire le cosce, di farsi venire la lordosi a furia di darla; cercano una relazione tenera che non trovano, una passione che in realtà non sono in grado di provare…“.

invece penso si tratti più di machizzazione della femmina.
che una volta rassegnatasi al ruolo di “self made woman” è difficile voglia rinunciare a un cazzo di plastica per stare ad ascoltare i deliri di onnipotenza dei propri coetanei, o i lamenti di frustrazione dei più maturi.

e poi c’è la questione estetista.
immaginate quanto sia visibile la ricrescita ai capelli quando sto in ginocchio.
o chinata su di lui.
i maschi moderni ci vogliono depilate come lumache. io invece sono arrivata a quel punto in cui se devo scegliere tra farmi strappare i bulbi piliferi dalla ragazzina del centro estetico, o stare comodamente a casa a leggere, preferisco la seconda.
a sedici anni non ci avrei mai creduto che gli uomini la vita più che altro te la complicano.

ancora uno stralcio e forse nemmeno l’ultimo

“E’ storico: esseri umani di questo tipo esistono. Esseri umani che lavorano per tutta la vita, e lavorano duro solo per abnegazione e per amore; che per spirito di abnegazione e di amore danno letteralmente la propria vita al prossimo; che tuttavia non hanno mai in alcun modo la sensazione di sacrificarsi; che in realtà non hanno mai immaginato maniera di vivere diversa da quella di dare la vita al prossimo per spirito di abnegazione e di amore. In pratica questi esseri umani sono generalmente donne”. (HOUELLEBECQ- Le particelle elementari)