io sono bella

è il titolo del nuovo album (assi interessante) di Emma Marrone, che parla di autostima, del volersi bene anche se non siamo come i social ci vogliono, e come ci vorrebbe il pubblico e il fidanzato e il padre e che palle siete tutti quanti.

ma ammettendo pure che un giorno si riuscirà a venir fuori dalla dipendenza dalle app di ringiovanimento e dalle punturine vitaminizzanti, mi domando come mai nel 2019, a pochi passi dall’ecatombe dell’umanità (o della sua dissipazione, come vorrebbe, e giustamente, Guido Morselli), a pochi mesi dell’epifania climatica, mi domando come mai ci sia ancora qualche imbecille che ci misura il giro vita e donne che lo prendono sul serio. 

una Ministra scelta per competenze e serietà è raggiunta dagli insulti sessisti di Daniele Capezzone, personaggio comparsa della politica italiana, chiamiamolo piuttosto un disturbo, cresciuto in seno ai radicali e passato a stipendio dal Cavaliere come spin doctor. e questo dovrebbe scalfirla? abbatterla?

be’, forse sì, se continuiamo a dare importanza a certe merde galattiche. perché talvolta penso che la pezza dei social sia peggio del buco, che la classe sta nel sorvolare, che in definitiva dell’età della moglie di Macron non mi sarei neppure accorta non me avessero fatto notare i social, i giornali, Feltri.

ecco. purtroppo per certe nullità uno shitstom è manna dal cielo.

in attesa di gennaio e del mio nuovo romanzo sulla manipolazione relazionale, trovate qui Conversazioni sentimentali in Metropolitana (Castelvecchi) e qui Pioggia Dorata

3 romanzi in 10 giorni

succede questo quando elimino il mio account FB, che leggo il quadruplo. certo che leggo anche con i social in agguato, sono nata in una casa borghese piena di libri da due lettori forti e radical chic. ma leggo meno. distogliere lo sguardo dalle pagine, sebbene avvincenti, agguantare il cellulare per dare un’occhiata a quello che si dice di là, fa  perdere tempo e concentrazione.

se, come scrive Guido Morselli suicida per volontà dell’editoria italiana, se il tempo è scandito dalle cose degli uomini, gli uomini di questo tempo sono evidentemente chiassosi e sciocchi, giacché del tempo che spendiamo su FB rimane nulla.

comunque senza social leggo in 10 giorni 3 romanzi stile Vassalli, non quelli di oggi che,  per quanto impegnati o acclamati dalla critica, sono leggeri come fumetti disimpegnati. leggo storie cui fare lo “storytelling” (tanto amato dagli editor moderni) è impossibile. come cazzo la racconti la storia di Benito Chetorni?, come lavori sullo sperimentalismo algido e umoristico anni ’60 con le regolette della letteratura commerciale?

qui Pioggia Dorata (eros, politica e parafilie)

qui l’ultimo Castelvecchi (nel senso di primo e ultimo per fortuna)

l’uomo di Crisopoli

Guido Morselli fu rifiutato proprio da tutti, anche da Italo Calvino, al tempo direttore editoriale Einaudi (come Vittorini, Pavese, Ginzburg), il quale gli scrisse che Il comunista non era un romanzo realistico, che non c’era un briciolo di verità in quei personaggi, e lui lo sapeva, gicché nelle sedi era nato e cresciuto.
che cantonate prendono editor e editori.
un po’ perché umani e non divini, diversamente da come te se li rappresenti anche loro cagano al mattino, un po’ perché stronzi, talvolta investiti del potere che li rende arroganti e invidiosi, intrappolati nell’eterno conflitto d’interesse tra matita blu e libertà stilistica, e rottura degli schemi.

quando ti accusano di essere un povero frustrato perché critichi giustamente il brutto romanzo di successo che magari l’editore ha amato e promosso, racconta loro di Guido Morselli, che dopo una vita di invii di manoscritti e di rifiuti puntuali, fu pubblicato da Adelphi che giaceva nella bara. Morselli si suicidò nel ’73, dopo aver scritto Dissipatio HG (Human generis).

i miti letterari e i miti di redazione.
non so se lo sai, ma le redazioni son spesso piene di stagisti privi di esperienza e tatto, talmente presi dal guardarsi il proprio ombelico di addetti ai lavori, in attesa di tirar fuori il proprio manoscritto, che non rispondono nemmeno ai lettori.

però leggi. leggi tanto.

qui Pioggia Dorata
qui Conversazioni sperimentali in Metropolitana