pop corn

qualche giorno fa affermavo quanto l’atteggiamento di Renzi fosse deplorevole, e lo penso ancor oggi: un ex Presidente del Consiglio, e Senatore, deve rispettare anche la forma, e questa è d’obbligo quando ricopri certe cariche e prendi certi stupendi e sei lì come rappresentante del tuo elettorato. ma Renzi è quello che è: non ha ascoltato la base, gli elettori che gli chiedevano il rispetto verso i risparmiatori, la difesa dei pensionati, del lavoro, delle famiglie strozzate dagli interessi di Equitalia, di certi articoli della Costituzione che non andavano cambiati.

non si può accettare di farsi governare da gente che non è nemmeno in grado di dire parola su una strage terrificante come quella di ieri a Gerusalemme, che probabilmente neppure sa dove si trovi Gerusalemme, che parla di galera per gli evasori quando le galere sono al collasso, di respingimenti degli immigrati, di provvedimenti che non si conciliano tra loro, che sottopongono un “contratto di Governo” anziché un “Programma”: il programma puoi cambiarlo, un contratto no, un programma puoi rimetterlo in discussione, un contratto no.

non si tratta di volere il male del Paese, come commenta una tizia che mi dicono abbia militato ovunque le promettessero poltrone, si tratta di una flebile speranza, che il Paese si risvegli, che capisca quanto sia folle far governare l’Italia alla Casaleggio SpA e alla Lega, che in quanto a furti e ruberie non sta meglio del PD e in più è xenofoba.

qui il mio ultimo romanzo edito Castelvecchi.

consulenti esterni

ero da poco finita sul lastrico.
sentivo ancora su di me la vergogna e l’ansia.
perché fallire non è un modo per ricominciare. fallire significa vedersi arrivare l’amministratore del Tribunale in ufficio, essere sollevati dall’incarico, diventare osservati speciali.
fallire non vuol dire ottenere retweet con frasi consolatorie. significa affrontare il giudizio del Tribunale. e nonostante i soldi li abbia messi tutti personalmente, dilapidando un patrimonio, il mio, pur avendo una responsabilità limitata, per pagare gli amici che avevano lavorato per me. per imbecille onestà.

comunque non sto a raccontarvi la tragedia. l’ho già fatto in un romanzo senza sesso che non vedrà mai la luce.
ma se sono fallita so di doverlo ai consulenti.
certo ci sono quelli giusti, lo so, e sicuramente li conoscete tutti voi che mi leggete, ma io ho trovato sempre quelli sbagliati. fatevene una ragione.

in Italia non c’è impresa che non voglia i suoi cazzo di consulenti, gli unici in grado di muoversi agevolmente tra i menù dei bandi di Concorso da loro stessi redatti, delle Gare d’appalto, delle nuove S.r.l.
consulenti che macinano quintali di leggi e codicilli per non far sbattere contro il muro della burocrazia la start up del giovane entusiasta.
è così, nonostante la Ministra Madia e le parole dei governi passati, i corridoi dei Ministeri sono calpestati quotidianamente, ancora oggi, dalle costose scarpe dei consulenti http://www.repubblica.it/economia/2016/02/21/news/pa_dipendenti_trasferiti-133912044/?ref=HRLV-5

quello dal quale mi recai alla famosa cena qualche anno fa, era consulente presso il MIUR da TRENTACINQUE anni, mi disse servendomi un ricco vassoio di antipasti acquistati da Volpetti.
mi guardai bene dal domandarle perché il Governo non l’avesse mai assunta.
mi raccontò con fierezza di aver acquistato quell’appartamento ai Parioli con le consulenze del marito, anche lui attivo e stimato capoccione dello Stato per più di TRENT’ANNI anni. Lei, comunista fino all’osso per carità, con le sue consulenze si era rifatta denti, naso, e aveva acquistato due attichetti in via delle Carrozze.
e poi, domandatemi ancora perché non voto più.

sicurezza in cambio di privacy

perché ne abbiamo mai avuta? il nostro Ministro degli Interni pensa veramente che i suoi concittadini, confusi e spaventati dagli ultimi attacchi di Parigi, credano di aver mai goduto della tanta pubblicizzata privacy negli ultimi 50 anni?, e che governo e intelligence non conoscano gusti e perversioni, e simpatie politiche di ognuno di noi? basti pensare alla mamma che ha dato l’allarme su whatsapp e si è ritrovata le forze dell’ordine in casa, e una denuncia per procurato allarme, per aver inventato una puttanata sugli attentati Isis, perché la figlia tornasse a casa prima. da oggi, mai più minacciare i bambini inappetenti dell’arrivo dell’uomo nero, potrebbe piombarvi in cucina milizie di teste di cuoio.

mai più uscire, mai più andare a teatro, come se i teatri non fossero già da tempo in odore di estrema unzione. i locali sono deserti da anni, almeno i jazz Club romani, quelli hanno chiuso senza che nessuno li aiutasse, al contrario di quanto fa il nostro governo con le Banche, cui stanzierà altri fondi di aiuto, e nonostante ci abbiano ridotti alla fame con i loro tassi d’interesse usurai. ma niente paura: da oggi potremo stare incollati davanti alla tv, come ieri, a guardare la  diretta da Bruxelles, esempio delle future limitazioni della nostra libertà. ma saremo felici comunque, LIBERI, di tanto in tanto di poter allentare la tensione facendoci una sega su youporn.

qui non ci saranno winners and loosers. soltanto gruppi di potere interessati alla vendita di armi e medicinali e di tutto ciò che il mercato della guerra richiederà. e casomai la nostra intelligence non se ne fosse accorta, non si scopa più per le strade dai tempi delle BR, né c’è mai stata privacy dai tempi della guerra fredda. oggi più di ieri, tra social e telefonini con GPS, le spie incaricate sanno anche dove lo prendiamo… il caffè al mattino.