scrittrici Influencer

i grafici non sono più Munari e Dagrada e possiamo anche tralasciare la gravità di una citazione impaginata di merda sul frontespizio e per cui illeggibile, o che l’opera non sia frutto di autentica sofferenza e vero stupore o rischiosa sperimentazione, attributi necessari stando agli editor che ho sentito tuonare negli anni dai palchi delle Fiere del libro, sempre più numerose.

gli addetti ai lavori cercano un romanzo che faccia il botto;  il personaggio fotogenico, pazienza se durerà un anno o cinque, dopo ci sarà sempre un nuovo esordiente, un ricambio ad hoc che proponga ai lettori immemori una storia personale che commuova. lo scrive su FB anche Roberto Cotroneo, che però a mio avviso non s’impegna abbastanza nello smascherare i bluff da vetrina facendo nomi e cognomi. scelta rispettabile.

l’editoria non cerca la grandiosità e il peso di idee nuove, non l’innovazione della lingua che, in ogni caso, i giovani con contratto a progetto sarebbero in grado di riconoscere: non si può leggere tutta la letteratura del ‘900 in 10 anni. non investiranno nemmeno, come tanti sostengono, ma pagherà i buffi accumulati.

sono anni che si tenta assieme al team di esperti di creare scrittrici Influencer: under 30; belle dio santo; coltissime, e adesso che ne abbiamo una che vende più di King, si urla allo scandalo.

be’ almeno l’Influencer scrittrice dichiara il nome della ghostwriter. e sarebbe un momento di non trascurabile onestà se tutti gli scrittori dichiarassero in copertina il nome dell’editor. almeno sapremmo con chi prendercela.

 

qui il mio libro di racconti sul pissing che si legge serenamente con 2 mani

qui l’ultimo edito da Castelvecchi

 

editing per il GFVip

io non so chi sia Giulia de Lellis e vi giuro che la questione mi è del tutto indifferente. credo sia la fidanzata di qualcuno, nella foto da cui ho tratto questo penoso messaggio, immagino sia quella con la mano sulla propria tetta.
non conosco neppure la sua antagonista, tale Antonella, perché non tutta l’Italia guarda il Grande Fratello Vip, e c’è chi come me accende la TV dopo cena e giusto il tempo di vedere un film.
anziché ringraziarmi per il servizio di editing gratuito, qualcuno mi darà della bestia arrogante. ma il mio punto di vista, io che non sono Giulia, né Asia, né Antonella, è che se ti esponi pubblicamente io sono autorizzata pubblicamente a dire ciò che penso. abbiamo già molti dialoghisti asini nel doppiaggio, scrittori asini, giornalisti, e, più in generale, se un documento viene reso pubblico, giacché i contenuti sono del tutto risibili, dovrebbe essere almeno educativo nella forma.

proverò quindi a mettere in ordine qualcosa che poteva essere riportato in modo più incisivo anziché pubblicato così com’è. e vi garantisco che non c’è bisogno di scrivere con i piedi per risultare sinceri, né c’è necessità di studiare alla Bocconi per saper usare gli accenti, basta aver frequentato la scuola dell’obbligo.

tra l’altro sono stati i commenti dei lettori, per una volta dalla mia parte, a spingermi a fare questo giochetto: basta, vi prego, basta con questo scempio televisivo. De Lellis.pngDurante la puntata di lunedì qualcuno deve aver travisato le mie parole, il che ha innescato una inutile polemica a catena e incresciosi strascichi che, mi costa dirlo, se portati avanti dalla signora Mosetti, con le minacce di cui già sapete e avete ascoltato voi stessi durante la diretta, mi costringeranno ad adire le vie legali. Perché quando l’ignoranza parla, la giustizia agisce. E poiché il Grande fratello Vip è un programma popolare, credo che ognuno si sia già fatto un’idea di come si sia svolta la vicenda che mi tocca comunque chiarire.
Non ho zittito nessuno (azzittito è scorretto, e basta un buon orecchio per capirlo), tantomeno una donna come lei, e madre, ho soltanto risposto a una domanda, facendole educatamente notare, come poco prima Ilary, quanto fosse congelata*, e che, da regolamento, un comportamento di quel genere poteva costarle l’espulsione.

Non ho mai parlato in nome dell’Italia intera, era che l’Italia intera ci stava guardando e quindi non c’era bisogno di aggiungere altro, che in definitiva il pubblico si era già fatto un’opinione di chi fosse la ragazza e bastava lasciare le cose così.
La mia opinione in merito, invece, non ha alcun peso, perché non me ne ho alcuna: la vicenda mi è del tutto indifferente. C’è una sola persona sulla quale sento di poter dare un giudizio, ed è il mio fidanzato,  che dio lo benedica!
E se qualcuno ha la coda di paglia, o pensa di potermi far dire cose mai dette sia accomodi pure, la mia giovane età non presuppone debolezza, anzi. E sebbene pensiate che proprio grazie a ciò, forza e carattere, sarei potuta intervenire durante la diretta, ma vi confesso che stavolta l’emozione ha giocato un brutto tiro. 
Se vi ho annoiato, scusatemi, era l’unica maniera per mettere tutto a tacere, soprattutto perché si parla di questioni inesistenti e parole mai pronunciare. eccetera eccetera…

(*secondo le regole dell’orrendo show, evidentemente, i concorrenti devono necessariamente reagire, e stando al suggerimento di un lettore del blog questa la corretta traduzione di “frizzata”)

credo non basti più rifugiarsi nelle Case dei Lettori, la diseducazione linguistica che stiamo subendo, la volgarità esibita con gioia, i “piuttosto che” congiuntivi e l’arroganza con la quale loro, e non noi, trattano la materia, ci impone di usare metodi più efficaci.