scrittori

alcuni hanno dentro un magma incandescente, altri, troppi, un petardo che scoppiando fa soltanto rumore e un po’ di puzza.
pare che anche Castelvecchi sia in difficoltà http://www.gruppolit.com/news/una-precisazione-necessaria-del-gruppo-lit/.
casomai foste interessati alla faccenda, vi invito a leggere questo esaustivo articolo di Cristian Raimo http://www.minimaetmoralia.it/wp/lavorare-nelleditoria-ai-tempi-di-occupayisbn/.
io, invece, sono alla lettura del secondo romanzo della semifinale di #ioscrittore, e già smadonno per aver accettato di continuare il Torneo GEMS.

alcuni, dentro, hanno Miss Marple.
altri, hanno Miss Marple, più un paio di biscotti da tè e qualche tazzina.
niente da raccontare se non una storiella scritta senza errori, né una digressione, né un flash back, né una considerazione in più sul presente di merda nel quale ci dibattiamo. come non ci fossero clandestini sugli scogli di Ventimiglia e nelle stazioni, e truffe, mafie, fallimenti, omicidi, violenze sessuali.
niente.
il vuoto cosmico.
come fosse tutto tranquillo scrivono cazzate con la freschezza di ragazzi di tredici anni che non abbiano giocato mai nemmeno alla play station, dove pure, i morti, si vedono.
non hanno altro da fare se non occupare le case editrici con manoscritti imbarazzanti.
e levare tempo e opportunità a chi, almeno, cerca di offrire qualche contenuto.

l’editoria non fa diventare famosi né ricchi. è una favola inventata da Berlusconi, da Roberto Santachiara (che grazie al cielo di tanto in tanto prende abbagli), e di Saviano.
a meno di chiamarsi Gianrico Carofiglio, e di partire già con un bel mestiere e un buono stipendio, si rischia di finire come Kafka senza però essere lui.
le case editrici stanno fallendo. pare che anche le piattaforme per l’autopubblicazione abbiano difficoltà a distribuire i pochi e poveri proventi delle vendite.
il mercato è saturo…
basterebbe uscire dall’ombra del proprio ego ipertrofico, e magari rendersi conto che fuori è tutto lacrime e sangue, e che per la letteratura di evasione basta e avanza quella troppa robaccia già prodotta.

#ioscrittore2

stamattina non sono nemmeno di ottimo umore.
o meglio lo sarei se non avessi dormito troppo e non fossi stata perciò rapita da una nave aliena mentre il mio uomo usciva a farsi la pizza con Fulvio Abbate. tra l’altro ero anche incazzata perché Abbate conosce molte donne… comunque mi sveglio, ormai discesa sana e salva dalla navicella e vado a spiare sul blog di #ioscrittore cosa che farò quotidianamente per capire ciò che NON dovrò mai fare, e leggo questo http://www.ioscrittore.it/doc/68839/IOSCRITTORE/scrivere-un-libro-come-cominciare-bene-3-insegnamenti-fondamentali-che-uno-scrittore-pu-trarre-da-uno-sceneggiatore.htm

intanto non capisco per quale motivo si rifacciano sempre e soltanto alla letteratura d’oltreoceano, e a quella più commerciale. nemmeno, dico io, il grande Carver. e no, troppo claustrofobico.
siamo già al punto morto nel quale se non sei velocissimo e non usi periodi di tre parole il lettore si stanca, se mettiamo gli scrittori a copiare i grandi made in USA finiremo ancora più nella merda.

il blog degli aspiranti scrittori è tutto un fiorire di consiglietti da manualetto GEMS. poi leggono soltanto King, in una traduzione fatta da schifo.
bah.
farei fare a tutti, Editor invisibili del cazzo compresi, una bella full immersion tra Brancati, Parise e Gadda. poi vediamo se dai racconti di Buzzati non si tira fuori thrilling.
magari l’Ulisse vi sarebbe utile. anche lui, povero James, non serve soltanto per essere citato come esempio di alta letteratura, ma letto.
in “Lettera a Berlino” di McEwan non succede niente per 143 pagine, altroché fare entrare l’uomo con la pistola.

leggo il blog di #ioscrittore per trarre spunto su tutto ciò che a mio avviso non bisognerebbe fare quando si scrive.
andare in libreria mi da la nausea per quanta impersonalità è ormai impressa sulle pagine dei libri che scorro senza alcun interesse.
e parlo da LETTRICE.
a me, in teatro, grandi maestri hanno insegnato a cercare le ragioni della mia arte PRIMA, le tecniche recitative, POI.
VOI, date per scontato si abbia qualcosa da scrivere e l’80% di quelli che istruite a scrivere come scimmiette non diventeranno mai nessuno perché in definitiva non hanno un cazzo da dire.
poi ci si domanda perché la letteratura è morta.

#ioscrittore

finalmente, ieri al salone del libro di Torino, sono usciti i risultati del “gran torneo dello scrittore” indetto da uno dei colossi dell’editoria.
insomma un buon espediente per trovare roba commerciale senza costi di redazione.
ah, a proposito, ISBN Editore è sull’orlo del fallimento http://iljournal.today/italia/lo-scandalo-della-isbn-edizioni-che-non-paga-nessuno-scrittori-inclusi/.
ebbene sono felice, perché come previsto non sono passata. ma per pochissimo.
così non mi toccherà l’onere di cuccarmi le opere finaliste sicura di non arrivare alla pubblicazione.
è stata una bella esperienza che non penso di doppiare.
ne scrivo poiché c’è una sorta di “nanismo intellettuale” che pare scoraggi i partecipanti a lasciare sul web traccia delle proprie opinioni.
non ne ho trovate.
o meglio ho trovato soltanto quelle degli orgogliosi vincitori.

alcuni giudizi sul mio romanzo, tra l’altro quelli scritti da penne con laurea, insomma con padronanza dell’italiano, mi hanno riempito di orgoglio, altri, un paio, erano completamente fuori strada, almeno il tizio che mi ha dato lezioni di scrittura creativa da manualetto GEMS, ma che purtroppo non si è neppure accorto che il romanzo è scritto in PRIMA PERSONA (copioincollo così per darvi idea del livello) “Mi dispiace penalizzare l’autore, però sento di dover dare un valido consiglio: “non dire” ma “far vedere”, questa è la regola per una buona scrittura creativa. La disperazione potrebbe trasparire da semplici gesti e non da centinaia di parole, per esempio: I gomiti sul bancone e la testa tra le mani a sostenere un peso che da troppo tempo Paolo sentiva di non poter più sopportare. Fissava il bicchiere davanti a lui: che fosse quella la soluzione?“.
il “fissava il bicchiere davanti A LUI“, poi, è bello assai.
Ecco, sì, complicato far comprendere il monologo interiore o il semplice uso del discorso indiretto a chi non sa neppure chi sia Arthur Shnitzler, né ha mai letto Moravia.

comunque sono felice.
ho ottenuto molti voti al di sopra dell’otto e mezzo.
questo, per esempio, mi ha dato un ottimo giudizio penalizzandomi però con un 7 e mezzo “Prosa veloce, misurata ma anche dettagliata, un’ottima padronanza della lingua e un’evidente esperienza nello scrivere (se invece è il tuo primo lavoro sei un talento, punto). L’impressione che si ricava è quella di una sorta di flash-forward, una veloce anticipazione del finale: le ultime palpitanti considerazioni e i rimpianti di una mente che di lì a qualche attimo cesserà di esistere”.
fuochino, questo è il mio secondo romanzo.
e che 15 emeriti sconosciuti, e franchi tiratori, mi abbiano premiata almeno a parole, è per me un risultato enorme.

non so se parteciperò più a questo torneo dove ti giudicano lettori abituati al Fantasy più ignorante.
le opere cui ho messo TRE son passate, quelle cui ho dato NOVE, no.
per carità, eh, magari sbaglio io (qui appena alzi la testa te piano a pizze!).
per di più, questa storia che tanto piace a Spagnol, ossia di creare una comunità di scrittori, mi fa un po’ ridere.
anzi, mi tengo proprio la pancia mentre mi rotolo sul pavimento.
chiudendoci in una stanza ci sarebbe stato almeno un po’ di sangue.
e poi, SVEGLIA!, al blog hanno partecipato soltanto il 20% dei gareggianti.
io no di certo.
sono uscita dai social, figurarsi se mi metto a cianciare di letteratura ed elencare gli autori letti con gente di cui nemmeno conosco il nome.

però è un’esperienza che consiglio a chiunque voglia “testare” la propria opera. è sicuramente un’ottima iniziativa, fatta però di algoritmi e scorrettezze ma anche di ottime persone che, come me, si sono impegnate a dare opinioni sincere e oneste. magari costruttive. nel mio caso sicuramente.
anche se si sa, gli imbecilli e i furbi che si occupano di letteratura oggi, sono in sovrannumero rispetto agli onesti.
saluti agli editor GEMS che chiaramente non si sono visti, e grazie per avermi invitata a partecipare come lettrice alla seconda fase, ma veramente no, ho un casino da fare.