terrorismo nonnesco

nonna Elena cercò di togliermi dallo specchio mettendomi in testa la storia del diavolo, che se mi fossi guardata troppo sarebbe uscito da lì per portarmi via con sé, cosa che io, diversamente da altre bambine temevo ma un po’ desideravo. l’abitudine a innamorarmi di uomini di 50 anni quando io ne avevo 6, invece, me la levò regalandomi un libercolo da catechismo, La bimba bella, il racconto terroristico a disegni di una ragazzina vanitosa che finiva nelle mani di maniaci sessuali per essere infine salvata dal Signore.

le nonne esistono ancora quindi, quelle che conservano bon bon alla frutta e spaventano i nipotini, che insegnano al bambino che l’inferno in terra esiste, come esistono veramente gli orchi verdi, e che le ruote dell’auto sono cacca, che la macchinina dell’altro bimbo è cacca, e che anche il lettino della signora, in spiaggia, è cacca. poi però se diventano urifiliaci o coprofagi danno la colpa alla società malata.

le credevo estinte dal mondo analogico, le nonne, non pensavo fossero sopravvissute ai social network, ai selfie e al Pokemon Go. ma qui siamo in paese, ci si conosce tutti e le cose vanno diversamente che in città, qui vanno lente lente, come gli uomini che al mattino fanno pulizia sul Lungolago e che avanzano un metro alla volta facendo in due ciò che io farei da sola in un minuto, anziché in sei come loro, che camminano come in assenza di gravità passandosi paletta e secchio, come noi in accademia durante gli esercizi di mimo, con la leggerezza di un uomo sulla luna.

quindi, se i gatti mangiano i bambini, per la mia Chicchi i bambini mangiano i gatti. questa può essere l’unica contromisura verso certe nonne, insegnare alla mia gatta a difendersi dalla crudeltà degli umani e dal loro mondo fatto di cose bellissime che però sono cacca.

gatti

adoro la diffidenza dei gatti, la loro cautela scorbutica.
odiano essere vezzeggiati. detestano le nostre mani umane.
siamo esseri abietti, così abituati a misurare i bisogni altrui attraverso i nostri, incapaci di adattarci ad altri modi.

ci hanno provato a fare di noi esseri superiori insegnandoci a comunicare con la mente. ci invitano ogni giorno a scoprire e parlare attraverso il sesto senso, o la nona coscienza, soltanto così ci degneranno della loro comprensione, svelandoci il loro pianeta di partenza, l’origine aliena, il loro fine ultimo, lo scopo vero del loro essersi insinuati nei nostri cuori entrando nelle nostre case, per conoscere le nostre abitudini e i nostri vizi.
soltanto quando impareremo a non considerare i gatti roba nostra loro ci parleranno, quando li guarderemo ammirati tenendoci a distanza, come si fa con gli dei o con un’opera d’arte.