F come cretini

me li immagino i gendarmi che nel cuore della notte”scaricano” gli africani su territorio italiano al grido di: facciamo un dispetto a Salvini.

intanto, a Taranto, Amadou Jawo, un 22enne del Gambia che da due anni viveva in Italia, si è tolto la vita impiccandosi, sui social la raccolta fondi per rimandare la salma in Africa.

sapete dov’è il Gambia e come ci si vive? no, al massimo voi siete stati a Gardaland.

 

 

qui il mio ultimo romanzo edito Castelvecchi

qui Pioggia Dorata (anche in ebook)

sesso on line con donne uccise

se formi il numero che appare sotto la foto e chiedi di parlare con una delle ragazze, ti risponde un operatore del Mouvemant du Nid , che da settant’anni lavora in difesa delle prostitute, e  ti racconta come la escort che hai scelto sia morta; se invece clikki sulla sua foto ti compare la sua faccia tumefatta. ma non è un telefilm né una montatura, si tratta del sito dal titolo allusivo Girl of Paradise, l’indirizzo cercatelo voi stessi se ci tenete, pensato dal Movimento per indurre i clienti a non sfruttare la prostituzione.

fermare la prostituzione!, il mestiere più antico del mondo!, diranno i maschiacci presenti, allevati a suon di informazioni sbagliate e frasi fatte. infatti, qualcuno, sentendo dall’operatore che la Escort Marie era morta, ha elegantemente chiesto un’altra ragazza, come se morire fosse un rischio del suo mestiere, o la sua voglia di farselo venire duro superasse ogni principio di pietà. alcuni hanno riagganciato, altri ancora hanno domandato agli operatori del Mouvement di Nid maggiori chiarimenti.

la presentazione è quella di un sito di incontri con Escort come tutti gli altri, diviso in categorie: domina, escort VIP, trans, la differenza è che se clikki su Live chat ti appare in poche righe la storia di Inès, 19 anni, o quella di Monica, 30 anni o di Julia, 26. sul video del Mouvemant du Nid  si dice chiaramente: lavorare nella prostituzione oggi significa avere a che fare con la violenza, e i clienti sono complici di questa violenza così abbiamo voluto evidenziare le conseguenze del loro atto. 

la vera particolarità di questa azione di consapevolezza, è che il cliente inizia a chattare regolarmente, è soltanto dopo un po’ che l’operatore gli svela la verità: Inès è stata trovata morta accoltellata nell’appartamento dove riceveva i suoi clienti, stasera tu e la tua compagana dovrete fare a meno dei sui servizi. Con circa 600 contatti solo la prima settimana, il sito Girls of Paradise sta cambiando la percezione dei clienti, risvegliando il senso morale dei francesi: il 6 aprile 2016 il Parlamento francese approva la legge che penalizza i clienti delle prostitute. 

se deciderà d’intraprendere la stessa azione civile, spero che il nostro Governo non affidi l’iniziativa alla Ministra Beatrice Lorenzin, rischiando così di vanificare anche il lavoro dei cugini francesi.

libertà a intermittenza

siamo quelli che mostrano culi e tette in bacheca perché iBBeri di farlo, ma che a parlare di #pissing ci viene da ridere; che urliamo e strepitiamo e organizziamo sommosse popolari per la difesa dei Diritti umani, e perché nostra moglie possa indossare con serenità il perizoma e avere figli a settant’anni, e ci scandalizziamo per il burqa e gridiamo contro il negro che ci ruBBa il lavoro. penso che, prima di indignarsi, molti facciano un giro in TL per capire come butta il vento. perché alcuni non sanno proprio di cosa si parla, forse non sanno neppure dove si trova con esattezza la Francia.

il bello è che: “hanno ingigantito così tanto la faccenda che al nostro giornale è arrivata la notizia soltanto venerdì” dichiara in una intervista telefonica una giornalista della testata satirica Charlie Hebdo, la stessa che l’italiano aveva difeso dopo l’attacco terroristico, la stessa in difesa della quale era sceso in Piazza e aveva urlato “libertà, libertà” e che da giorni, lo stesso cittadino medio (compreso il nostro capo del Senato), ha lapidato e condannato.

io all’epoca non mi schierai, non misi foto né mi diedi pugni in petto. ragiono a lungo prima di decidere se schierarmi e con chi, perché la maggior parte delle volte credo che la verità sia nel mezzo. e odio con tutta me stessa le manifestazioni carnali di chi commenta senza sapere, e posta senza leggere e legge senza capire.

non mi va di entrare nel merito della vicenda perché essa non ha merito, se non quello di averci fatto passare, come sempre, almeno agli occhi dei nostri cugini francesi mangiabaguette e antipatici, per quelli che si ritrovano sotto Palazzo Venezia entusiasti per osannare e poi a Piazzale Loreto per impiccare. perché questo è il rischio quando non si riesce a pensare con la propria testa perché obnubilati dal sentimento patriottico o religioso che sia fa lo stesso, il rischio è di non capire il senso, e soprattutto il LIMITE, perché a ragionare di pancia si rischia di finire nella merda.

perdonate se sono così dura. d’altra parte mi è parso di capire che le provocazioni, per molti di voi, restano lettera muta.

 

 

caccia alle streghe

 

pensavo ieri, e penso anche oggi, che non vedo per quale ragione una femminista occidentale che non fa censura al sadomasochismo imperante per moda, su giornali, romanzi, e perfino telefilm di CSI, debba poi salire in cattedra e tirar fuori tanto di carta dei Diritti dell’uomo, per darla in testa alle sorelle islamiche con il velo. forse perché il bdsm è glamour?, fa tendenza?, vende? ed io non mi stancherò mai di dire che sempre di sottomissione si tratta, anche nel caso della femmina occidentale col collare e il perizoma interdentale, e non scherziamo, perché la tanto pubblicizzata consensualità nasconde pieghe amarissime, chiedetelo a chi è stata veramente sottomessa.

sono stanca di leggere donne che puntano il dito su altre donne, e che se parlo di “autodeterminazione” mi guardano a bocca aperta. non siamo noi a dover decidere dove inizia o finisce l’autonomia delle altre, qualsiasi sia la loro religione o pratica sessuale. ma se vogliamo proprio che le nostre colleghe usufruiscano delle nostra  libertà, che non è la loro, prima ,domandiamoglielo, il resto è violenza, tanto quanto quella che supponiamo subiscano dalla legge islamica.

questa storia del burkini è talmente incostituzionale che in Francia sono tornati sui loro passi http://www.nytimes.com/2016/08/27/world/europe/france-burkini-ban.html?partner=rss&emc=rss&_r=1 e in un ristorante di Teheran, gli uomini hanno messo il velo per dimostrare solidarietà; in Italia, intanto, editorialisti di peso, per cui necessariamente maschi, decidono se sì o se no.

noi, invece, ci avviamo alla rottamazione totale grazie alla proposta di legge sul “congedo mestruale” http://newsitaliane.it/2016/congedo-mestruale-arriva-la-proposta-legge-tre-giorni-malattia-al-mese-retribuiti-le-donne-73800 che se da un lato avvantaggerà le sorelle a contratto indeterminato, taglierà quote rosa a tutte le altre. già immagino il Man industriale che sceglie la sua segretaria under 30, e le domanda notizie sul ciclo e la sua durata, congedandola, infine, con un buono omaggio per 15 pacchi di assorbenti.

 

 

compassione non è solidarietà

ci ragionavo stanotte, durante la rituale toilette, che la compassione tanto sbandierata sui social comincia a starmi sul culo.
nonostante rifiuti categoricamente di capire come funziona il “piuttosto che”, la Massa ha imparato, ma forse si tratta di DNA cattolico, che a mettere una faccina triste non si sbaglia mai, a ripostare l’articolo sul poverino delle bolle di sapone nemmeno, e certo è meglio che muovere il culo e andare di persona a prendere a pizze in faccia chiunque lo abbia offeso.
è ovvio che il giorno della festa della mamma la foto di mamma profuga ottiene almeno 100 like.

quando si tratta di umanità, l’azione del piccolo è grande e il pensiero del grande assai piccolo, e non lo dice T’ien T’ai e lo sanno anche le guarnizioni vecchie delle macchinette dal caffè; nel darsi una mano non è il pensiero compassionevole che conta, quello vale dopo morti, ma è l’azione.
certo che oggi già pensare alle disgrazie altrui provando dolore e non un senso di superiorità per essere in condizioni migliori è già un miracolo, ma muovere un dito per alleviare il dolore altrui è quasi santità.

solidarietà, sostantivo inventato dai cugini mangia baguette, è azione gratuita a favore degli altri, è impegno etico e sociale, che nulla ha a che fare con la preghiera.
la solidarietà è laica, attiva, immediata.
solidarietà, oggi, non vuol dire soltanto fare donazioni e adozioni a distanza, che comunque servono, ma parlare con l’amico imprenditore che sta fallendo e organizzare per lui una raccolta fondi per pagarsi le spese del tribunale, è andare al concerto del musicista bravissimo anche se è martedì e riempirgli il locale.
comprare libri, e leggerli, e parlarne agli amici in pizzeria, anziché raccontarvi l’ultima serie di Gomorra, giacché a guardarvi da qui sembrate tutti letterati.