cara Durex

la pubblicità, apparsa su Cosmopolitan, dice questo: “Provalo! Mentre gli fai un blow job, applica alcune gocce di questo lubrificante sul clitoride e masturbati. Vedrai ragazza, vedrai!“.

cara Durex, iniziamo dalle basi.

capisco che “pompino” possa avere un impatto più forte sul papà che entra in stanza e trova tale rivista della figliola sulla scrivania, tra il Rocci e lo Zingarelli, o che faccia più tendenza sulla signora che la sfoglia in treno leccandosi i polpastrelli, ma non è che con blow job facciamo la figura delle collegiali, quindi, bando alle ipocrisie e fai applicare i tuoi pubblicitari nella ricerca di figure retoriche più efficaci. infine sono stufa di tutti questi anglicismi.

per anni ho scritto anch’io “clitoride” al maschile. e anche i vocabolari danno le due versioni come corrette, (perché così è), nonché le migliaia di articoli che si trovano oggi in rete e spiegano minuziosamente alle ragazze come procurarsi piacere da sole, da Donna Moderna al Corriere con il video in 3d. ma ci sono diverse ragioni ideologiche per le quali clitoride andrebbe al femminile. la prima, come mi suggerì anche la scrittrice Sandra Petrignani,  è che l’organo erettile in questione appartiene alla donna, e secondo le ultime ricerche sarebbe anche l’unico responsabile del nostro piacere, poi perché “infibulazione”, l’orrenda mutilazione di cui è oggetto da secoli la clitoride, è femminile e deriva da “fibula”, ossia “spilla”, infine perché Clitus era sì il nome di diversi Re macedoni, ma anche della donna di Poseidone, la dea Clito, peraltro madre di dieci figli tra i quali Atlante.

e infine basta con questa storia del fare tutto da sole. secondo te, caro pubblicitario, mentre gli facciamo un buon lavoro di bocca, che già costa fatica e impegno, dovremmo anche pensare al nostro godimento: e certo, servizio completo come da secoli. ma a parte che noi ragazze certi giochetti li impariamo tra amiche, se tanto mi dà tanto a questo punto potremmo utilizzare il flacone tutto da sole, vista la forma dell’erogatore di lubrificante non vedo perché impiegare un maschio per il nostro piacere, e dover anche discutere, prima ovviamente, su quale film andare a vedere o su dove mangiare la pizza.lubrificante

cara Durex, perché se il lubrificante è maschio l’azienda è femmina, come direbbe il buon Amleto a Ofelia in opera porno: dio ci ha dato la saliva e noi dovremmo usare il lubrificante?

ah, dimenticavo: il preservativo, però, usiamolo sempre.

Annunci

coincidenze di pensiero: Gramellini, Gary

Massimo Gramellini, “Che Tempo che fa”, 23 gennaio 2016
“… Ecco, l’apprendista macho è anche il Presidente della Commissione europea, che prima polemizza duramente con Renzi e poi, per minimizzare la polemica, dice “Mah, in certi casi, tra di noi dobbiamo usare parole maschie e virili”. Come no? Come se in certi ambiti, lo sport e la politica su tutti restassero appannaggio dei maschi e di questi archetipi di tipo ridicolo dell’uomo forte, forte a parole naturalmente, che è diventato il bastone precario su cui ancora si regge il nostro presunto potere sulle donne […] Ecco molti dicono che il cambiamento della nostra società passa dal mettere molte donne in politica. Io non credo che basti. Se quelle donne sono la Merkel la Lagarde o Hillary Clinton, cioè donne che continuano a scimmiottare i maschi per stare nel loro ambito. Ecco questo modello di mascolinità fasulla ha decisamente rotto le scatole. Per cambiare marcia non basta mettere più donne. Bisogna mettere più femminile, senza vergognarsi di esprimerlo, perché il femminile non è debolezza, è forza creatrice ed esiste nelle donne e, innorridite machi, esiste anche in noi uomini”.

Romain Gary “La notte sarà calma” 1975 (Neri Pozza)
D’altro canto non sono nemmeno così banale da sostenere che “per avere un mondo nuovo basta mettere le donne al posto degli uomini”. È una cosa da idioti, se non altro per il fatto che la maggior parte delle donne d’azione, quelle che “fanno”, sono già state ridotte al rango di uomo in virtù delle esigenze stesse e delle condizioni della lotta. Il “machismo” in gonnella, non è che sia più interessante della versione originale. Quello che invece sostengo e che bisogna dare una chance alla femminilità, cosa che non ci si è mai azzardati a fare da quando l’uomo regna sulla terra. Se le scelte politiche sono oggi così complicate, è perché nella stragrande maggioranza dei casi, tutte le forze in campo si rifanno proprio a quello, alla forza, alla lotta alle vittorie, al pungo di ferro, a chi più ne ha più ne metta. Prova a dare un’occhiata all’Assemblea nazionale: non ci sono che uomini là dentro, bah… Con tutte le loro belle teste da macho sulle spalle. Prendi ad esempio Messmer o Mitterand, con i loro bei profili squadrati, come busti di antichi romani […] Perché a ben vedere, le idee prendono forma e corpo dalle mani; prendono la forma, la delicatezza o la brutalità dalle mani che danno loro corpo, ed è ormai venuto il tempo che le idee siano raccolte da mani di donna.

Postando questi due brani non intendo affermare nulla.
Certo fa specie che la parte più ficcante del brano del giornalista nostrano, quella in cui si sottolinea la differenza tra “donne al potere” e “femminilità al potere”, sia tanto tanto simile a quella del 1975 scritta dal francese.
Nonostante la chiusura di Romain Gary sia più poetica, certe assonanze son proprio bizzarre.
Incredibile effetto del nostro sentire comune, dell’inconscio collettivo che ci suggerisce le stesse identiche idee?, o della povertà di pensiero di chi oggi gestisce potere.

Per chi volesse, il brano in questione è in chiusura di puntata. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-55148e0a-0cc4-4e35-b51e-7966a830960f.html