Gramellini e la retorica della zeppola

caro Gramellini io proprio non ti sopporto.
Pasqua è passata e posso tornare a essere spietata: è il mio senso estetico a rifiutarti.
voce monotona, dizione sputacchiante.
ti rifiuterei perfino se mi offrissi una buona mancia per ciucciartelo.

va beh, dai, suvvia, non fare quella faccia da prete scandalizzato.
le marchette sono necessarie.
in tempo di crisi poi è il minimo richiesto per ottenere un lavoro, credimi.

e comunque non è per parlarti di sesso a pagamento e di ricatto sessuale che ti ho scomodato, tema che pure hai trattato con la solita retorica senza che ciò cambiasse nulla, ma di quanto tu ti fa pagare, Gramellini, e di quanto perciò sia stato indelicato e di pessimo gusto il tuo intervento sull’imprenditore assassino, ieri sera 11 Aprile 2015 a “Che tempo che fa”.

caro Gramellini, nessuno dice che l’imprenditore in questione sia un eroe, o che abbia fatto un colpo da maestro. rimane un assassino, è lampante. ma pensa alla mancanza di concorsi, al fatto che per campare, oggi, ci si debba per forza improvvisare imprenditori, pensa ai tempi della giustizia, ai costi allucinanti per ottenerla che possono portare alla follia.

e tu dall’alto della tua posizione e dei tuoi guadagni in Autogrill non puoi permetterti di dire: “voleva diventare ricco”.
che cosa intendevi dire?
ragiona.
riascoltati.
vergognati.
la ricchezza è quella cosa che è ormai nei sogni di ognuno.

siete stati voi, opinionisti, twitstar, tvstar, scrittori (per dire)… che ci avete ridotti a pensare che solo il denaro e la bellezza e le auto e gli appartamenti al Colosseo e la popolarità siano sinonimo di felicità.
e allora?, di che cosa ti lamenti?
il potere è responsabilità, lo sai?
e ciò che hai detto ieri sera offende tutti quelli come me, che pur nella disperazione, che ti fa pensare di ammazzare e ammazzarti, hanno trovato la forza per risollevarsi, trovando poi il muro invalicabile di quelli come te, ospite da Fazio da tempo immemore, pronti a impedirci di farci sentire, e fotterci.

P.S. ed è meglio che non mi esprima sul pezzo orripilante di Francesco Piccolo su mestruazioni e assorbenti igienici.