fidanzati e altre facezie

sono un paio di giorni che lettori e twitteri si masturbano selvaggiamente sulla succosa polemica, piena di odiosi acronimi, tra Scanzi, Lucarelli, Facci, Cruciani. di cosa si tratti nemmeno lo so, e nemmeno aggiungo link perché lo scopriate, fatelo da soli se proprio v’interessa, io sono impegnata con il mio rientro a casa e a leggere Covacich.

visti i protagonisti però, immagino comunque si disquisisca della solita storia terra terra che fornisce audience a chi twitta compulsivamente stronzate, e che parla di letto, e che eccita l’uditorio ignorante: la solita boutade da cortile inutile a tutti fuorché ai protagonisti della squallida scena giornalistica che, con pochi argomenti in mano, non trovano altro modo per far parlare di loro se non attraverso il pettegolezzo.

al carteggio e agli sfottò via social, alimentato dai giornali e da twitstar ormai decadute, sono intervenuti addirittura barbuti direttori editoriali di storiche case editrici che, anziché pensare alla totale debacle della letteratura nostrana, preferiscono far battute cretine.

così, mentre piccoli risparmiatori si suicidano e applauditi scrittori li sfottono, mentre librai sessisti restano al proprio posto spacciando libri scritti da maschi come unica merce di qualità, i giornali continuano a occuparsi di loro e di un argomento, chi ha scopato chi e per cosa, che definirlo inutile e volgare è poco.