esibizionisti

in tutto questo inutile cercare spiegazioni agli altrui suicidi, alle violenze tra adolescenti ubriachi nei bagni delle discoteche e a quelle sulla nostra pagina FB, dove ogni giorno qualcuno si prende la briga di venirci a insegnare come stare al mondo, mi sono dimenticata di scrivere della legge che consentirà di masturbarsi in pubblico senza finire in galera. la multa fino a 12mila euro potrebbe essere scoraggiante, sebbene pensi sia del tutto inutile, giacché gli esibizionisti godono proprio perché è proibito farlo, e chi ne è vittima, solitamente adolescenti timide/i, non correranno mai a chiamare aiuto nel momento opportuno. ma sono le contraddizioni di un Paese che non ragiona più, e che solo 10 anni fa chiedeva di punirli al pari degli stupratori

di esibizionisti ne ho visti tanti, e tutti quando ero troppo giovane per prenderli a martellate sulla testa. anche se a me la violenza mi immobilizza ancora oggi.
tante volte, anzi, mi domando se maschi con questa natura: padri di famiglia pingui, bavosi e osceni, siano stati collocati tutti negli anni 70′ (verso la fine), per tendere agguati a ingenue ragazzine senza web che in TV guardavano Heidi e Happy Day’s, oppure se ce ne sono anche oggi da vedere live, magari conservati in qualche teca nei musei di zoologia, giacché la maggior parte son tutti sul web, finalmente liberi di mostrare il proprio arnese.

l’esibizionista classico si appostava nei pressi delle scuole, elementari e medie, in una utilitaria fatiscente verde o arancione. aspettava pazientemente che la folla diminuisse e la malcapitata  si attardasse con le amiche davanti ai cancelli per poi seguirla, e rallentare nei pressi delle vie isolate domandandole: ragazzina, vieni qui, che me la dai un’informazione? e lei abboccava, restando impietrita con le lacrime agli occhi a bordo marciapiede, o scappava con il cuore pieno di rabbia per non essere maschio, adulto e armato.

una sera ne vidi uno che avrebbe potuto lavorare in un circo. io quindicenne rabbiosa seduta sulle scale della mia casa in viale Kennedy in attesa del fidanzato di turno, e il maniaco, alle dieci di sera, si masturbava su un Ciao rumoroso andando su e giù per il  viale deserto. non era facile eh… il movimento masturbatorio mal si accorda con quello di acceleratore e frizione sui manubri. e faceva anche linguetta, per non farsi mancare nulla. ed io piansi lo stesso, nonostante fossi armata di coltellino e di più esperienza, perché era nello sguardo concupiscente il germe della violenza che avrei subito ancora.

fotografie

Lara dice che è soltanto così che si diverte. e ridendo aggiunge che lo fanno tutte. anche le sue amiche. che ha perso la maggior parte dei suoi scatti in un bug di sistema perché talvolta il digitale è una iattura, ma che poi si è rifatta con altro materiale. ha pagato un fotografo per farsi fare un servizio, suo marito gliel’ha regalato volentieri, ma quelle foto non sono le più belle. non così spontanee, vere, come la gente la vuole.
e chi sarebbe la gente? domando io.
Lara fa boccuccia e si rifugia dietro un cornetto alla crema.

l’ho voluta incontrare a Roma centro per parlare un po’ di questa storia dei ricatti e delle marchette, insomma volevo una storia un po’ pepata ma lei non ne sa niente. anzi scuote la testa sorpresa.
in realtà Lara è un nome di fantasia.
mi dice che non c’è niente di strano e che a lei piace così, che le piace esibirsi, insomma, farsi guardare. e che lo fa da anni.
le domando se anche per suo marito è così.
mi risponde annuendo rapidamente come se qualcuno potesse vederla. dice che comunque dopo un po’ l’amore finisce e allora devi fare qualcosa per forza se non vuoi trovarti sola.
le dico che non è l’amore che finisce, ma lei non capisce la differenza.

afferma che per lei maschio o femmina fa lo stesso. che infatti le piace tanto inviarmi quelle foto, e l’idea che magari le faccia vedere a mio marito la fa andare in estasi.
non dice “estasi”.
usa le parole che deve: bagnarsi, eccitarsi, schizzare.
Lara ha un vocabolario che sta tutto in una mano, nel suo Smartphone.
ha un forte accento abruzzese, suo marito invece è di Prati e fa il tecnico, di cosa non sa dirmelo.

ci lasciamo con un bacio frettoloso.
in definitiva non le piace incontrare le persone fuori dai social. il divertimento sta tutto nell’immaginare, dice sentendosi liberata, senza volersi giustificare.
come se dai tempi della prima rivoluzione industriale a oggi non fosse cambiato nulla, soltanto il mezzo con cui garantirsi una certa promiscuità.